Il vero linciaggio è andato in onda a Porta a Porta
Dopo aver visto la trasmissione “Porta a Porta”, condotta come è noto dal Presidente a vita della “terza camera”, al secolo sua eminenza eccellentissima Bruno Vespa, posso solo augurare lunga vita a trasmissioni come Anno Zero.
Il linciaggio, quello vero, è andato in onda ieri sera sulle frequenze di Rai uno, nel salotto più addomesticato d’Italia.
Per capirne di più basterebbe leggere qualche mitica conversazione; magari, quella intercorsa nel 2005 tra Sottile, portavoce di Gianfranco Fini, e lo stesso Vespa.
Naturalmente, il buon Vespa si è guardato bene dall’invitare i Radicali che, in un recente documento, hanno denunciato la lottizzazione di via Arenula, evidenziando la scientifica spartizione tra tutte le correnti della ANM dei ruoli dirigenziali all’interno del Ministero di Grazia e Giustizia.
Il linciaggio vero è andato in onda su Rai Uno, ed è stato il linciaggio di un inquirente che indaga con serietà e professionalità e che, in maniera sempre più evidente, rischia di pagare la sua estraneità al sistema di potere corrotto e corruttore che vige in questo Paese, la sua estraneità alla casta giudiziaria ben rappresentata nelle stanze di via Arenula.
Rizzo, Latorre, Cicchitto, Mastella, il direttore di Liberazione e il direttore di Libero, e naturalmente il signor Vespa in Iannini: tutti d’accordo.
Verrebbe da chiedere a Fabrizio Cicchitto, che parla di angeli vendicatori, se abbia mai letto davvero qualche parola pronunciata da sostituto procuratore di Catanzaro.
Sono curioso di vedere se ci sarà la stessa levata di scudi che, da destra a sinistra e passando per il centro, ha accolto la trasmissione di Santoro. Temo di no e, per quanto mi riguarda, la cosa sarà assai eloquente. Vespa sarà convocato dal Consiglio di amministrazione della Rai? E dalla Commissione di vigilanza? Sarà massacrato, come è avvento per Santoro? Credo proprio di no.
Ieri si è avuta la plastica rappresentazione di un regime che rivendica impunità. C’erano tutti! Santi,fanti e lacchè, tutti lì a ripetere quel logoro gioco delle parti, che avvilisce quotidianamente la politica.
Non una parola sulla situazione di degrado politico, istituzionale, sociale, economico, in cui versa il Mezzogiorno d’Italia. Non una parola sul fiume di denaro pubblico sperperato, ma, in compenso, un cumulo di falsificazioni.
Chi critica Santoro per partito preso, farebbe bene a riflettere sulla farsa messa in scena da Bruno Iannini e sul vuoto siderale che hanno espresso gli ospiti presenti in studio.
La lite fasulla con Rizzo. L’abbraccio tra Sansonetti e Feltri. E poi: rissa sull’indulto, pseudo scontro sul presidenzialismo; Mastella che racconta che lo hanno portato in trionfo a Nuova York; Latorre che fa finta di parlare dei fatti e cerca di arruffianarsi la piazza; Cicchitto che parla di stato di diritto, non accorgendosi che esso è già morto e sepolto da tempo insieme alla legalità.
Uno spettacolo avvilente, ma certo per Vespa non è una novità.


