Il Vicariato di Roma «sospende» i funerali per Welby. Cerimonia laica domenica mattina

Mina Welby, moglie di Piergiorgio, lo afferma nel corso di una conferenza stampa presso la sede del Partito Radicale. Il Vicariato di Roma, spiega Mina Welby, chiede di «sospendere» i funerali religiosi. I funerali di Piergiorgio Welby si terranno domenica 24 dicembre alle ore 10.30 in Piazza San Giovanni Bosco a Roma. Sarà una testimonianza popolare di laica religiosità per quanti vorranno dare l’ultimo saluto a Piergiorgio. La piazza si trova a pochi metri della fermata “Giulio Agricola” della Metropolitana A.
Don Vitaliano della Sala scrive a RadioRadicale.it: «Lo ricorderò e pregherò per Piergiorgio durante la Messa di Natale».
Un collaboratore del parroco della parrocchia di Don Bosco a Roma, don Giovanni Nonne, alla richiesta dei familiari di celebrare il funerale religioso, ha informato Mina Welby che il Vicariato sospende la funzione per la “troppa esposizione mediatica”, e suggerisce di celebrare la funzione tra molti giorni in un contesto ristretto ai soli familiari.
In serata sulla vicenda viene diffuso un comunicato ufficiale del Vicariato in cui si legge:
«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti».
Don Vitaliano Della Sala scrive in un’email a RadioRadicale.it:
Dopo il dolore per la triste vicenda di Piergiorgio Welbi e la tristezza per la sua morte liberatoria, mi ha lasciato perplesso la decisione del Vicariato di Roma di non concedergli le esequie religiose. Lasciamo a Dio, e a Lui solo, la libertà di giudicare la scelta di un uomo sofferente che, solo per questo, ha deciso di affrettare la propria morte; noi cristiani crediamo che la misericordia e la comprensione di Dio sono smisurate.
Lo ricorderò e pregherò per Piergiorgio durante la Messa di Natale: il Cristo Liberatore lo accolga nel Regno dei giusti e doni la consolazione che viene dalla fede, ai suoi familiari e amici. Possa ora Piergiorgio trovare finalmente quella pace e quella serenità che nella vita terrena ha tanto desiderato.
Ciao Piergiorgio!







