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Interrogazione di Zamparutti sulle soluzioni per l'emergenza rifiuti in Campania
Di Elisabetta Zamparutti - 15 ottobre 2008
Elisabetta Zamparutti, radicale eletta nel PDINTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro per l’Ambiente
Al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per la soluzione dell’emergenza rifiuti nella regione Campania
I sottoscritti deputati, premesso che:
* venerdì 10 ottobre, nel corso della sua ennesima visita a Napoli, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato, fra l’altro: «Il quinto inceneritore si farà. Perché non si possono impiegare anni e anni a bruciare qualcosa come 7, 8 o 10 milioni di ecoballe. E si farà anche perché potrebbe dare una mano ai problemi di crisi rifiuti denunciati dalle regioni confinanti»;
* è stato preannunciato sui giornali un decreto-legge del governo che pare preveda inasprimenti di pena nei confronti sia dei responsabili di inquinamenti sia dei responsabili dei provvedimenti antinquinamento che non abbiano assolto adeguatamente i loro compiti;
* sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 23 maggio 2008 è stato pubblicato il Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 90 “Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”; il Decreto Legge suddetto è stato convertito, con modificazioni, nella Legge 14 luglio 2008, n. 123;
* l’art. 11 del Decreto Legge suddetto, all’oggetto “Raccolta differenziata”, contiene una lunga serie di prescrizioni rivolte a vari enti, al fine dell’incremento della raccolta differenziata nella Regione Campania;
Interrogano i Ministri per sapere:
* come valuta le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri relative alla costruzione di un quinto inceneritore nella Regione Campania, alla luce del fatto che in tale Regione non è ancora entrato in funzione un solo inceneritore e della constatazione che la situazione ambientale esistente non permette di prevedere, nel giro dei prossimi anni, un’evoluzione tale per cui la Campania, oltre a gestire i propri rifiuti, possa accollarsi anche quelli delle regioni confinanti;
* come valuta il decreto-legge annunciato, alla luce del fatto che il governo ha convertito in legge solamente tre mesi fa il decreto-legge di cui in premessa, contenente una normativa organica e completa che deve essere attuata in tutte le sue parti;
- in particolare, rispetto al dispositivo dell’art. 11 citato:
1. quale è la situazione della raccolta differenziata in Campania, Comune per Comune e quali sono stati gli incrementi registrati dopo l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 90/08;
2. quali sono state le misure adottate dai Presidenti delle province della regione Campania per disincentivare l’utilizzo dei beni “usa e getta” (comma 5);
3. quali sono state le iniziative adottate, anche in forma associata, dai Sindaci dei comuni della regione Campania, per favorire il compostaggio domestico dei rifiuti organici (comma 6);
4. se le sedi della pubblica amministrazione, della grande distribuzione, delle imprese con personale dipendente superiore a cinquanta unità, dei mercati all’ingrosso e ortofrutticoli della Regione Campania hanno provveduto alla raccolta differenziata ed in particolare se hanno assicurato il corretto smaltimento degli imballaggi nelle piattaforme esistenti o da realizzare; se i rappresentanti legali degli enti predetti hanno comunicato i dati relativi al Sottosegretario di Stato ad hoc (comma 7);
5. se il Ministro dell’Ambiente ha emanato il decreto contenente le modalità tecniche, finanziarie ed organizzative necessarie ad assicurare l’uniformità di indirizzo e l’efficacia delle iniziative attuative della campagna di comunicazione di cui al comma10;
6. se il Ministro dell’Ambiente ritiene “adeguato alla popolazione residente” il progetto di raccolta rifiuti porta a porta attivato a Napoli dall’Azienda Asìa: secondo le previsioni tale progetto interesserà entro la fine del 2008 solamente 120mila cittadini napoletani.
7. se si è esaminata, come chiesto con l’odg 9/1145-A-R/6 la possibilità di realizzare piattaforme ecologiche nelle aree di insediamento produttivo laddove non comprometta la corretta gestione delle aree medesime e quale ne è stato l’esito.
Roma, 15 ottobre 2008
Fonti: Camera dei deputati







