Ancora sul 20 settembre londinese
Altre pagine di questo documento:
- Celebrare a Londra il XX settembre. Il valore europeo del Risorgimento italiano
- "Roma, 20 settembre 1870: data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità dello stato laico". Il convegno internazionale a Londra
- Ernesto Nathan: un grande laico, un grande Sindaco
- Ancora sul 20 settembre londinese
Sto lungamente lavorando con chi più di tutti può in questo caso assicurare il successo dell’iniziativa, Giuseppe Galasso. In particolare dopo gli intensi colloqui di queste ore, in primo luogo certo con lui, ma con i tanti altri cui devo i progressi di questa “idea” che mi sembra utile aggiungere quanto segue a quanto di già scritto.
È opportuno spendere qui qualche parola sulle ispirazioni e le ragioni di questa iniziativa. È appena il caso di dire che non si tratta di una iniziativa anti-qualcosa, e in modo particolare contro la Chiesa cattolica che del 20 settembre fu l’oggetto più appariscente. Non si tratta di un ritorno ai modelli del “vecchio anticlericalismo di stampo ottocentesco”, come ritualmente ci si esprime da certe parti in tali occasioni. Senza contare che il “vecchio anticlericalismo aveva ragioni di cui sarebbe doveroso ricordarsi e portare rispetto, permane, certo la necessità di far fronte alle spinte e alle posizioni di parte ecclesiastica, che in forma rinnovata e più sottile, ma anche in forme, in altri casi tracotanti e bellicose, continuano a contrastare il movimento prima ancora dei diritti del libero pensiero.
Diciamo, peraltro, questo non riferendoci – come dovrebbe essere chiaro – soltanto alle chiese di tutte le religioni (cristiane, dell’Islam, indù o di qualsiasi altra confessione), bensì anche alle chiese politiche, la cui persistenza in forme diverse e sorprendenti perdura e offende le ragioni della libertà più elementari, malgrado la fin troppo decantata “fine delle ideologie” e il crollo di imperi che si volevano millenari o universali e conclusivi della storia.
Il 20 settembre è, da questo punto di vista, un eccellente punto di riferimento. Eccellente anche perché non passò solo agli atti della storia la fine di un potere temporale millenario e assolutista, ormai inconciliabile con la maturità dei tempi della libertà moderna. Eccellente è il 20 settembre anche perché coincise con una data conciliare importante come quella del Vaticano I, le cui proclamazioni di principio contro il liberalismo, la democrazia, il socialismo, il libero pensiero, la scienza furono tali che anche la Chiesa cattolica se ne è dovuta, nei decennii successivi, allontanare non poco. E anche in questo caso il valore simbolico del 20 settembre non è confinato nell’area di contrasto e di urto con una specifica confessione religiosa (qui: la cattolica), ma riguarda qualsiasi concetto o realtà di chiese operanti non solo e non tanto quali comunità religiose, di fede e di comunione spirituale di fedeli coi loro istituti e con le loro pratiche e convenzioni rituali, e quindi quali comunità insindacabili e, anzi, sempre da sostenere nei loro dritti alla piena libertà, quanto piuttosto quali istituzioni o pulpiti protesi a imporre un’inaccettabile tutela ideale e di fatto sulla vita civile e politica in nome dei loro principii, e a limitare, di conseguenza, il libero sviluppo di tutte le potenzialità e le espressioni culturali e sociali del loro rispettivo contesto.
Dopo di che, occorre dire che le stesse istanze valgono per noi contro le chiese politiche, ideologiche e di ogni altro genere, che, senza neppure il pretesto religioso, pretendono a una posizione e a un ruolo sociale uguale o addirittura più ampio e invasivo di quello delle chiese a fondamento religioso? Certo non occorre. La spinta della libertà e delle sue ragioni vale, ovviamente, per noi, come suol dirsi, su tutti i 360 gradi dell’orizzonte storico e umano.
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