Intervento di Rita Bernardini nella riunione con i responsabili delle associazioni di Radicali Italiani

Di Rita Bernardini - 23 agosto 2007

Io ringrazio veramente molto non solo voi che siete qui e in collegamento, ma soprattutto la tesoriera Zamparutti perchè si è fatta carico lei soprattutto di questa convocazione; confesso che negli ultimi tre giorni sono stata assente, sono stata fuori gioco, ho preso tre giorni di vacanza, spero di essere più riposata, perchè credo che dal Congresso ad oggi sia stato una anno, a mio avviso, politicamente straordinario: ci ha dato l’inimmaginabile, secondo il mio punto di vista, non solo per le vicende importantissime di Piergiorgio Welby, di Nuvoli, che hanno sollevato un problema enorme e che ci hanno mandato su le pagine di tutti i giornali e telegiornali con politica solida, con politica che ha portato per forza i partiti, i parlamentari, ad esprimersi, a dire qualcosa. Che ha sollevato un dibattito ma non solo: che ha portato, anche senza leggi, ma con le leggi che abbiamo oggi, seppure con grande fatica, a dare uno spiraglio di soluzioni per vite che divengono impossibili.

Pensiamo al fatto - certo era stato determinato prima dell’ultimo Congreso - dell’ingresso dei Radicali, non solo in parlamento ma anche al governo, con una determinazione lucida da parte dei radicali, e cioè quella di essere determinanti per assicurare l’alternanza al governo precedente: lucida e, vista l’assunzione di responsabilità anche al governo, leale nei confronti di questo governo, rispetto al quale nessuno di noi - non solo quelli che hanno avuto qualche difficoltà su questa alleanza - ma anche gli altri, nessuno si poteva illudere che questo governo avrebbe determinato chissà quale rivoluzione nel quadro politico italiano.

Però, forse, con l’alternanza che si è verificata - ed è questo un punto che mi sembra importante, dove i radicali possono giocare un ruolo importante e credo che Marco Pannella in questi giorni lo stia dimostrando - c’è stato uno sconvolgimento del quadro politico attuale. Qualcuno lo ha paragonato al 1992 - a quel terremoto che c’è stato - e ci assomiglia molto. Diciamo che molti navigano a vista, per cercare di capire che cosa si può determinare.

Io credo che la nostra saggezza di Radicali è stata - ed è - quella non semplicemente di dire “le cose vanno male allora facciamo cadere il governo” ma quella di determinare poi, e di agire, per il dopo governo. Se cade questo governo che cosa ci aspetta dopo? Credo che sia molto intelligente - non solo per una questione di lealtà che noi abbiamo detto - non essendoci illusi sin dal primo momento - ma anche, in questo momento cosi fragile e debole, cercare di operare per assicurare quello che può avvenire per il dopo.

Sicuramente non solo la mossa, l’azione di Emma Bonino rispetto al governo, quando rivolgendosi a Prodi gli ha detto “io ti rimetto il mio mandato nel senso che voglio sapere da te su chi fai affidamento, se io sono compatibile con il tuo governo rispetto ai cosiddetti comunisti che ti vogliono portare su scelte diverse” - e diciamo che questa prima partita, nonostante il provvedimento sulle pensioni non sia certo quello targato radicale, sicuramente l’ha vinta Emma Bonino, basta vedere che dall’altra parte, mentre si preannunciano marcie, autunni caldi, questo provvedimento del governo non l’hanno digerito - ma anche l’altro esempio che io non vedrei separato dalla posizione di Emma Bonino, è stato sicuramente l’infilarsi di Marco Pannella sul discorso del Partito Democratico, che si sta muovendo verso le primarie in realtà avendo già deciso tutto prima e credo che Marco è stato la cartina di tornasole che ha dimostrato che cos’era e che cos’è questo Pd, quanto sia poco democratico, quanto abbia poco del partito veramente nuovo che si inserisce nel quadro politico italiano.

Dicevamo un quadro completamente in movimento, c’è chi dice in questi giorni che proprio per questa fragilità, proprio per questa debolezza che si registra sia nel centro-sinistra ma anche nel centro-destra, si avvarrà Prodi fino alla fine della legislatura. C’è chi dice che invece questa tenuta non ci sarà e che si potrà arrivare ad elezioni anticipate ma che potranno essere fatte solo con una modifica della legge elettorale, perchè non so la Corte Costituzionale che intervento potrà fare sul referendum, ma mi pare difficile che si possa andare ad elezioni anticipate con la stessa legge elettorale di prima, non solo perchè incombe il referendum, ma perchè da tutte le forze politiche - non solo da chi l’ha fatta e che l’ha definita una porcata - questa legge elettorale è unanimemente coniderata negativa.

I tempi sono comunque lunghi o quantomeno non si può dire che domani cade il governo e in tutta questa situazione io credo che anche tutto il discorso che è venuto fuori e che noi abbiamo tentato per decenni di far venire fuori della “casta della politica”, che in realtà noi sappiamo benissimo e abbiamo sempre denunciato è il “caso Italia”, come questa della politica sia in realtà casta insieme alla casta dei sindacati, dell’informazione non solo radiotelevisiva ma anche della carta stampata, insieme a buona parte della magistratura. Vero è che questo tipo di analisi ci vede un pò isolati, nel senso che siamo noi che abbiamo questa visione, mentre per gli altri adesso è di moda andare adosso alla casta della politica senza vedere quali siano le altre - adesso c’è stato l’Espresso che ha tirato fuori quella cosa dei sindacati, senz’altro positiva - ma c’è il rischio che in realtà una casta prevalga sull’altra, e la politica, le scelte del nostro paese, siano sempre non scelte per il paese ma scelte che vanno a favorire una parte piuttosto che l’altra.

Certo noi anche su questo ultimo fronte abbiamo tirato fuori l’anagrafe degli eletti. Una iniziativa concreta che se vogliamo - ed io spero che lo vogliamo - possiamo fare, non solo rivolgendoci al parlamento italiano - e quì c’è tutto il lavoro fatto da Sergio D’Elia, da Maurizio Turco, da Antonella Casu - ma la si può fare anche localmente con proposte di delibera precisa, in cui si chiede che vengano pubblicati, non solo di tutti gli eletti ma anche di coloro che hanno a che fare con l’amministrazione pubblica, i loro nomi, i loro cognomi, le loro storie passate e presenti - poi noi vogliamo anche il futuro - i loro comportamenti di voto, le loro presenze fisiche nelle istituzioni, il loro lavoro, messi online perchè i cittadini italiani hanno il diritto di sapere coloro che hanno scelto come eletti. Sappiamo che il parlamento ha fatto una miniriforma sul discorso dei vitalizzi, non abolendoli, ma comunque una miniriforma che non hanno applicato a loro stessi ma per i parlamentari che verranno dopo; sono le cose fatte come lo scalone Maroni, grande rivoluzione, ma lo fa il governo successivo non è che lo scatto lo facciamo noi per avere la rivolta contro di noi.

Questo è un tipo di iniziativa. Elisabetta ha ricordato l’iniziativa sulla moratoria. Noi a settembre avremo a che fare - ma io dico noi ad agosto avremo a che fare - con un governo che sembra non voler guidare molto questa iniziativa e invece, così come abbiamo fatto in questo momento, coinvolgendo i premi nobel, coinvolgendo il parlamento che ha fatto delibere vincolanti per l’Italia, dobbiamo fare in modo che la leadership di questa battaglia ce l’abbia l’Italia. Sentivo pochi giorni fa Marco Pannella dire a Prodi “ma come hai decine di premi nobel che si sono rivolti a te, dicedendo ottima l’iniziativa e la leadership dell’Italia sulla moratoria e tu ancora non gli hai scritto?” dando per scontato questa cosa senza farti forte di questa pressione; purtroppo sappiamo che c’è bisogno sempre del pungolo nostro.

Io pensavo che noi potremmo prepararci per dedicare - io penso sempre alla nostra caratteristica di iniziativa ferragostana - dove, a partire da Fontana di Trevi e poi per chi riesce ad organizzarsi anche localmente, dedicare una giornata alle iscrizioni a Radicali Italiani in cui mettiamo sul tavolo un pò tutte le nostre iniziative che posso essere firmate: l’appello sulla moratoria; l’anagrafe degli eletti; la nostra iniziativa che è anche una proposta di legge - Michele De Lucia ne sa qualcosa perchè ci ha messo lo zampino nello stilarla - sulle pensioni; un appello - che sarà in questi giorno pronto - sull’equiparazione dell’età pensionabile fra uomo e donna. Voi sapete che spesso accade, anche quando avevamo i venti referendum, che la gente veniva al tavolo e diceva “firmo tutto” sulla fiducia che aveva nei radicali.

Sulla giustizia - mi dispiace che non ci sia Marco Beltrandi ma forse Alessandro Gerardi ne sa qualcosa perchè fa parte di questo comitato ispirato a Piero Calamandrei e che abbiamo messo in piedi con Giandomenico Cagliazza e Giuseppe Rossodivita - una proposta di legge che praticamente dovrebbe essere pronta, che dice che devono essere aboliti tutti i distacchi dei magistrati presso i ministeri, soprattutto verso quello della Giustizia, e che ha determinato che le leggi riguardanti la giustizia, come l’ultima Mastella, siano in realtà il frutto delle leggi dettate dall’Associazione nazionale magistrati perchè stanno lì dentro il ministero e scrivono, sennò che ci stanno a fare. Questo fra l’altro, io credo, determina anche un problema costituzionale di separazione dei poteri, con i magistrati che stanno al governo a scrivere le leggi.

Questo potrebbe essere un’altro spunto e credo che via via se ne possono mettere altri su questa carrellata di nostre iniziative. Sul divorzio breve, proposta concreta, c’è la Lega per il divorzio breve di cui ci parlerà sempre Alessandro Gerardi e anche quella può essere una occasione, perchè sono tante le coppie che hanno questo tipo di problema e poi per noi radicali è anche una questione di principio: noi siamo l’unico paese europeo in cui ci vogliono tre anni per arrivare al divorzio, e quindi anche questa discriminazione si potrebbe evitare.

Ma poi ci sono tutti i temi dell’Associazione Luca Coscioni. Noi sempre di più vediamo non solo le coppie che vanno all’estero per fare la fecondazione assistita ma anche le coppie che vanno all’estero perchè sono portatrici di malattie generiche e, stando in Italia, o non hanno figli oppure rischiano di avere un figlio gravemente malato o malformato.

Quindi di temi ce ne sono moltissimi e abbiamo solo il problema della scelta. Anche sul Pd io credo che si possa fare una iniziativa di raccolte firme; adesso noi seguiremo passo passo questa ulteriore iniziativa fatta da Marco Pannella e cioè sospendere per il momento le elezioni perchè non sono state rispettate le regole che lo stesso Pd si è dato per le primarie. E dico che c’è questa possibilità: per il momento non la sposerei, evidentemente, senza la candidatura di Marco Pannella, però al di là del candidato segretario, c’è anche la possibilità che possiamo scartare ma sulla quale si può ragionare, di fare delle liste che poi si collegano con altri candidati segretari, per mandare degli eletti radicali nell’assembela generale del Pd formato da 2400 persone. Questa è una ipotesi, sulla quale confesso non abbiamo ancora ragionato, ma che, dopo aver ricevuto il verdetto sull’ex articolo 700, dobbiamo tenere in considerazione, perchè avere degli eletti - penso alla Associazione Coscioni, o altri - in questo partito che si collegano con altri candidati può avere il suo significato.

A me pare che il quadro sia non solo molto mosso, ma molto mosso da noi, dalla nostra azione. Questa della candidatura di Pannella avete visto il rilievo che ha avuto sui giornali e la considerazione che ha avuto non solo di coloro che sono pregiudizionalmente ostili al Pd ma anche di coloro che ci stanno dentro e che si rendono conto che rischia di essere un grande flop, tant’è che Marco ci ha tenuto a sottolineare “vi ho salvato una volta e adesso tento di salvarvi una seconda volta”; e quindi si tratta di una scelta sicuramente importante.

Come proseguire i nostri lavori? Io ho fatto questa proposta di ferragosto ma poi possiamo vedere altre soluzioni. Io ricordo che le iniziative che abbiamo fatto a Fontana di Trevi, dove per alcuni anni abbiamo avuto delle risposte assolutamente straordinarie, come quando la facemmo sempre per la pena di morte e un’altra volta sul Tribunale penale internazionale, con, apparte contributi sostanziosi, moltissimi cittadini che volevano firmare queste nostre proposte. Quindi io non so se nelle diverse città italiane c’è l’equivalente di Fontana di Trevi dove ci sono migliaia di persone che passano ogni giorno, forse c’è a Firenze, e poi con la caratteristica del Transnazionale, e perciò quella sulla moratoria fatta in più lingue può essere qualcosa di veramente importante. Però credo che anche con l’aiuto di Radio Radicale, fare di queste le giornate che dedichiamo alle iscrizioni a Radicali Italiani, al Partito Radicale, perchè penso che ci siano tanti che hanno aspettato e vogliano cogliere il momento per farlo.

Quindi con il telefono quà, le cose che si riusciranno ad organizzare localmente e Fontana di Trevi, potrebbe essere una giornata in cui non dico che faremo i 400 iscritti che ci mancano a Radicali Italiani, ma possiamo dare un contributo anche di visibilità, dato che sono tutti in vacanza tranne che noi, e quindi passando sui mass media, soprattutto poi se ci viene in mente qualche idea originale; io ricordo che una volta mettemmo la sedia elettrica lì a Fontana di Trevi e la cosa fece molto effetto, con Emma che si legò davanti a tutti; un’altra volta si fece, sempre per l’iniziativa dell’autofinanziamento, l’iniziativa della nostra bagnarola - dato che c’è l’abitudine di buttare le monetine a Fontana di Trevi - con l’invito di buttare qualche monetina e anche qualcos’altro, che dal punto di vista visivo faceva un certo effetto, pensate i telegiornali che inquadravano Emma dentro la piscinetta. Insomma trovare il sistema per dare un messaggio di questo tipo.