Intervista a Maurizio Molinari sull'ipotesi di esilio per Saddam Hussein

Di Radio Radicale - 2 ottobre 2007

Intervista di Lorenzo Rendi a Maurizio Molinari sull’ipotesi di esilio per Saddam Hussein nel 2003

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30 settembre 2007

Lorenzo Rendi. Il quotidiano spagnolo El País ha pubblicato nei giorni scorsi quelli che sono riportati come i verbali riservati di un incontro, di un faccia a faccia tra il presidente americano George W.Bush e l’allora presidente spagnolo Josè Aznar, nel ranch texano di Bush a Crawford, nel febbraio del 2003. Sono molti gli argomenti che emergono decisamente interessanti, tra gli altri ce n’è uno che ci interessa in particolare: quello relativo alla possibilità di arrivare ad un accordo per una fuga-esilio per l’allora dittatore iracheno Saddam Hussein. Per parlare di questo tema in maniera anche più ampia, siamo in collegamento telefonico con Maurizio Molinari, corrispondente del quotidiano la Stampa da New York. Per prima cosa ti chiederei di contestualizzare un po’questo dialogo, per cercare un po’ di capire in che periodo si è. Manca poco all’invasione angloamericana in Iraq, si è ancora nel pieno del dibattito al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Che cosa si dicono poi Bush e Aznar?

Maurizio Molinari. Sì, Aznar all’epoca era insieme a Tony Blair e Silvio Berlusconi uno degli alleati politici più importanti e la Spagna insieme alla Gran Bretagna fu il paese che diede il più significativo numero di truppe insieme alla Polonia nella fase iniziale dell’invasione; quindi nel mese precedente all’attacco – siamo nel febbraio 2003 – quando Bush parla con Aznar, di fatto ha insieme a Tony Blair il suo interlocutore più importante nel disegnare la strategia politica della stagione che avrebbe portato alla guerra. È in questa cornice che si parla anche dell’ipotesi di un esilio di Saddam Hussein.

Lorenzo Rendi. Questa non è una notizia nuova, nel senso che se n’era già parlato, era già emersa, era filtrata in altre occasioni da fonti differenti, però questa volta ha un aspetto di ufficialità, tanto che viene garantito dalla pubblicazione di questo dialogo che non è stato smentito dai diretti interessati.

Maurizio Molinari. Si è la prima volta che dallo stesso Presidente Bush avviene una conferma in più direzioni. Ovvero l’ipotesi di esilio di Saddam era realistico, con Saddam o chi per lui che avrebbe chiesto un miliardo di dollari in cambio dell’esilio, e l’ipotesi, di cui Bush parla nel colloquio con Aznar, è anche quella di un assassinio di Saddam: tanto l’assasinio quanto l’esilio lascia intendere che il Presidente e i servizi di intelligence americani immaginavano l’ipotesi di evitare la guerra togliendo sostanzialmente di mezzo il rais iracheno.

Lorenzo Rendi. Come è stata accolta la pubblicazione di questi verbali dagli organi di informazione americani, se c’era la possibilià di arrivare ad un accordo sull’esilio e quindi la possibilità di ripercussioni sulla campagna in Iraq?

Maurizio Molinari. Queste rivelazioni che sono state riportate dai maggiori giornali, ma no dai grandi network, avvalorano quanto i giornali americani avevano già riportato nel 2005 - c’è chi lo ha ricordato – con gli Emirati Arabi Uniti avevano tentato con grande energia di costruire l’ipotesi dell’esilio di Saddam incontrando tuttavia la resistenza della Lega Araba, e l’impressione dell’opinione pubblica americana – a posteriori – è che l’ipotesi ci fosse, anche se probabilmente, come ha osservato il Washington Post, alla fine svanì proprio per le incertezze, le ambiguità con i quali Saddam trattava i suoi collaboratori. L’ipotesi è che lo scenario dell’esilio fosse legato ad una trattativa, messa a punto dagli Emirati Arabi Uniti, i cui termini erano forse esattamente quelli di cui Bush parlò con Aznar.