Israele nell'Ue: Consensi alla Knesset
Marco Pannella, da giorni in missione in Israele con una delegazione radicale, ha riferito che l'idea di fare di Israele un membro a pieno titolo dell'Ue ha trovato rilevanti consensi alla Knesset, il parlamento israeliano.
Negli incontri avuti con i presidenti di diverse commissioni parlamentari è emersa una predisposizione favorevole alla proposta.
Lunedì il ministro degli Esteri Silvan Shalom rispondeva a Pannella di “non escludere la richiesta di adesione di Israele all’Ue da parte di questa maggioranza di governo”. Ieri sera il leader radicale, nel corso di un pubblico dibattito a Gerusalemme, ha ripetuto che “Israele è una marca di frontiera dell’Europa in Medio Oriente” e che in una prospettiva storica la sicurezza dello stato ebraico è legata alla sua inclusione nei confini dell’Europa.
Inoltre, l’esempio offerto dalla democrazia israeliana potrebbe divenire contagioso ed estendersi ad altri stati della regione, che, una volta divenuti democratici, avrebbero anch’essi i titoli per entrare nell’Ue. Il concetto di stati nazionali, secondo Pannella, è infatti in via di superamento: “Il fatto che dopo 50 anni di guerre la democrazia e lo stato di diritto permangano in Israele ha del miracoloso”, mentre c’è da dubitare del fatto che alcuni Stati europei, posti nella stessa situazione, sarebbero riusciti a conservare intatta la propria democrazia.
Ma, avverte Pannella, è necessario non perdere altro tempo e cominciare a darsi subito da fare, per esempio, con una grande convenzione euro-israeliana che dovrebbe essere indetta già il prossimo autunno.







