L’intervento di Achille Occhetto nel Comitato centrale del Pci che impegna il partito ad indire un congresso straordinario e la fase costituente per il nuovo partito di sinistra (20 novembre 1989)
Parte dell’intervento di Achille Occhetto nel Comitato centrale del Pci che impegna il partito ad indire un congresso straordinario e la fase costituente per il nuovo partito di sinistra (20 novembre 1989)
[…] La nostra proposta è volta alla costruzione di una nuova sinistra e contemporaneamente intende promuovere una riforma generale della politica, del sistema politico, delle istituzioni, e soprattutto fra cittadini, società e politica. Tutto ciò richiede a tutti il coraggio di scelte nuove. E’ necessario far emergere una nuova etica democratica nel paese. Tutte le forze politiche sono chiamate a ricollocarsi, a offrire una proposta nuova alla società italiana. Noi vogliamo fare la nostra parte. Vogliamo fare la nostra parte con onestà assoluta, realizzando tutte quelle scelte che sono necessarie per giungere allo sblocco del sistema politico. Un sistema politico che a lungo, con la convention ad excludendum, a rispecchiato la grande lacerazione e la dura contrapposizione esistente nella situazione internazionale. Ecco perchè guardare sul piano internazionale oltre Yalta e guardare sul piano nazionale oltre l’attuale sistema politico sono due facce della stessa medaglia. E’ questa la sfida a cui chiamiamo tutte le forze del nostro paese interessate ad una nuova politica democratica, di trasformazione e di progresso. Perciò noi ci proponiamo di costruire in Italia una nuova forza politica che ricomponga tutte quelle forze che soffrono e respingono ogni posizione di inerte e appiattimento dell’esistente; che rifiutano, magari ancora solo nel chiuso delle loro coscienze, di riconoscere, che questo è il migliore dei mondi possibili, e che tuttavia rimangono sommerse, disperse nella società civile, nelle sue organizzazioni, negli stessi partiti. Noi vogliamo discutere apertamente con quelle forze, con le migliori forze della società italiana. Forze del mondo laico e del mondo cattolico, organizzazioni sociali del mondo del lavoro, forze economiche, personalità della cultura. Chiediamo anche a loro un atto di fiducia, di intelligenza, di coraggio. Ecco dunque il senso della porposta che siamo oggi chiamati a discutere.
Quello che il Pci compie è un atto autonomo, volto a innescare una nuova fase della politica democratica nel nostro paese. La proposta centrale è quella della fase costituente, vista come grande processo che deve spingere il nostro partito, i suoi militanti, a discutere con il popolo, con i cittadini, sul futuro della democrazia. La nuova formazione politica di cui parliamo dovrebbe essere un elemento, anzi costituire l’agente di una riforma della poltica e quindi del superamento di vecchie logiche di appartenenza legate a diverse matrici ideologiche. Ne vale l’obiezione che non individuiamo le forze, le organizzazioni, i partiti, che secondo noi dovrebbe confluire nella nuova formazione politica: non si può pensare che tutto possa avvenire in un giorno solo. L’importante è avviare il processo, impegnarsi a individuare, a determinare, tutte le condizioni programmatiche, organizzative, politiche, che consentono di raggiungere gli obiettivi […].







