La clinica della dolce morte dove ogni anno bussano 1500 italiani
La morte dolceNel loft della”Dignitas” dove si pratica il suicidio assistito. E tramite la torinese Exit ci si può iscrivere.
ZURIGO ——- Nessuna scritta all`ingresso del loft al secondo piano di Ifanstrasse 12A, un enorme capannone di magazzini affacciato sulla ferrovia nella periferia industriale di Schwerzenbach, paesino a 20 chilometri da Zurigo. «Cera un viavai di auto nere, tipo carro funebre.
Qualcuno si è lamentato, così adesso fanno uscire i cadaveri dal retro», borbotta un operaio della ditta a fianco. Per anni stavano in un appartamento nel quartiere zurighese di Wiedikon, poi, sfrattati, hanno vagato da un posto allaltro. Un albergo a Winterthur, un alloggio a Stafa, poi a Maur, sempre cacciati via quando si capiva cosa facevano. Un paio di volte, come provocazione, hanno «lavorato» su unauto, parcheggiata vicino a un bosco. Finchè sono arrivati a Schwerzenbach. Il sindaco Benno Huppi li ha subito sloggiati, ma il Tar cantonale ha accolto il loro ricorso: «In una ona industriale, un traffico da 5 a 10 auto per decesso, 200 giornilanno, è ammissibile e sproporzionato il divieto». Così adesso lo fanno qui, nel loft rredato con poltroncine e letti ospedalieri, niente finestre. «Assistenza al suicidio» è, tecnicamente, la missione dellAssociazione Di- gnitas. Che si occupa di tutto: assistenza legale, documenti, colloqui consultivi, ricetta medica del cocktail di barbital che porta a la morte (si perde conoscenza e senza sofferenze nel giro di qualche minuto vengono meno la funzione respiratoria e cardiaca), cremazione del cadavere, spedizione dellurna a domicilio, sempre che le ceneri non vengano gettate nel lago, come transfughi dellassociazione sostengono sia accaduto in passato. Una condizione: laspirante suicida il bicchiere letale se lo deve portare alla bocca da sé, davanti a testimoni, altrimenti lorganizzazione può essere perseguita penalmente. Suicidarsi con Dignitas però costa caro: fino a 3-4mila euro. «Personalmente non ci guadagnamo niente-precisa il fondatore e presidente Ludwig Minelli, avvocato in pensione di 76 anni-Da statuto ogni provento viene reinvestito nei nostri servizi, e se la persona non possiede la somma richiesta, sono previsti sconti o interveniamo gratis». Nel mondo leutanasia è legale in Belgio, Olanda, nello stato americano dellOregon e in Svizzera. Ci sono numerose organizzazioni che a praticano: a Losanna Exit-Suisse agisce persino allinterno dellospedale universitario. Ma solo Dignitas, oltre alla bernese Exinternational, accetta di aiutare il suicidio chi ha il passaporto di un Paese dove leutanasia è vietata. Con uccesso, se così può essere definito, crescente. Dalla fondazione, nel 1998, sono state «accompagnate alla morte» più di 900 persone. I tedeschi (57,43%) sono la maggioranza assoluta, poi gli inglesi (1(,40%) e i francesi (8,17%). Italiani, almeno ufficialmente, pochi:1,24%. Ma la situazione sta cambiando, tanto che Minnelli vorrebbe aprire una filiale di Dignitas in anton Ticino. Sullonda dei casi Welby ed Englaro, da qualche mese centralini delle associazioni svizzere ricevono richieste pressanti i informazioni da parte di nostri connazionali. «Almeno 30 la settimana solo noi - dice il responsabile ticinese di Exit, Hans Schnetzel - Soprattutto malati di tumori, Parkinson e sclerosi multipla». Su sollecitazione dei propri soci, a Exit Italia, che ha sede a Torino e si batte in favore del testamento bi ogico e contro laccanimento terapeutico, ha di recente pubblicato online, traducendola dal tedesco, una relazione dettagliata sullattività di Dignitas. Pagando circa 180 euro, attraverso Exit Italia si può iscriversi alla onlus svizzera, che poi invia a domicilio le carte necessarie, compreso il modulo per il testamento biologico. «Siamo arrivati a 168 iscrizioni, più altre 64 per Exinternational», dice il presidente, Emilio Coveri, che sottolinea: «Il nostro ruolo è solo di tramite. Il successivo rapporto non ci riguarda». Precisazione necessaria: la legge italiana potrebbe perseguirlo per omicidio di consenziente, un reato che prevede da 6 a 12 annidi pena. A quanto dice di saperne Coveri, al momento ci sarebbero solo tre italiani gravemente malati vicini alla "tappa finale" del viaggio verso la morte. Hanno già inviato a Zurigo le proprie cartelle cliniche, passate oi al vaglio di una commissione federale che ha dato l ok. Hanno versato circa3mila euro a Dignitas. Devono solo fissare l`appuntamento organizzare il viaggio a Schwerzenbach. Dove verranno visitati da un medico, che prima cercherà per legge “reiteratamente”di dissuaderli e poi prescriverà il veleno. Due pillole anti-conato e poi la dose letale, assunta per mano propria. Non si rischia così di aumentare in modo esponenziale il numero dei suicidi? Ludwig Minnelli afferma il contrario: Al 70 %, una volta ottenuto il via libera, cambia idea. Noi diamo una morte serena e dignitosa. Preferite i suicidi violenti, dolorosi, che lasciano una scia di disperazione nelle famiglie?». Ogni tentativo da parte cattolica di bloccare la “fabbrica della morte” di Minnelli è finora naufragato. La magistratura elvetica può intervenire solo sevi è interesse personale (lucro, eredità) o se la morte è provocata direttamente. Ma a Dignitas ci stanno molto attenti. (ha collaborato Franco Zantonelli)







