La lettera della delegazione radicale al sindaco di Mosca sul divieto del Gay Pride

Di Marco Cappato, Sophie Int’Veld e Ottavio Marzocchi - 27 maggio 2007

Mosca, 27 maggio

Di seguito il testo della lettera che Marco Cappato (europarlamentare radicale), Sophie Int’Veld (europarlamentare olandese del gruppo ALDE) ed Ottavio Marzocchi (dirigente del Partito Radicale Nonviolento e funzionario al Parlamento di Bruxelles) avevano intenzione di consegnare al sindaco di Mosca che aveva vietato l’autorizzazione alla tenuta del Gay Pride. I manifestanti, tra i quali l’europarlamentare Marco Cappato, sono stati aggrediti da alcuni provocatori e successivamente arrestati dalla polizia mentre cercavano di consegnare questa lettera firmata da 50 europarlamentari.

All’attenzione di Yuri Luzhjov, Sindaco di Mosca.

E per conoscenza a:

· Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa

· Rashid Nurgaliev, Ministro degli Interni

· Yuri Chaika, Procuratore Generale Russa

· Valery Zorkin, Presidente della Corte Costituzionale Russa

· Vyacheslav Lebedev, Presidente della Corte Suprema Russa

· Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo

· Jean-Paul Costa, Presidente della Corte Europea per i Diritti Umani e le Libertà Fondamentali

· Thomas Hammarber, Consiglio d’Europa per i Diritti Umani

· Terry Davis, Segretario Generale del Consiglio d’Europa

Oggetto: Lettera aperta al Sindaco di Mosca sull’autorizzazione dell’Equality March 2007

Bruxelles, 21 Maggio2007

Onorevole Sindaco,

Secondo le informazioni di cui disponiamo la Marcia dell’Uguaglianza 2007 di Mosca, a cui abbiamo aderito, non ha ancora ricevuto dai vostri uffici la necessaria autorizzazione. Con questa lettera aperta intendiamo chiederle di autorizzarla prima possibile in modo tale che la Marcia (e gli eventi ad essa correlati) possano tenersi senza violenza o disordini e con la protezione dei suoi partecipanti da parte delle autorità russe, in linea con gli obblighi costituzionali e dei diritti umani che esse devono rispettare.

Durante il Gay Pride 2006 con la proibizione da parte delle autorità russe della manifestazione e le commemorazioni si favorirono gli atti di violenza perpetrati da parte dei gruppi di estrema destra e dai fondamentalisti religiosi contro i partecipanti. Secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa lei avrebbe espresso l’intenzione di proibire la Marcia dell’Uguaglianza anche quest’anno, mentre gli organizzatori stanno ancora aspettando una risposta ufficiale per i vari eventi che avranno luogo i giorni seguenti.

La libertà di espressione, la libertà di assemblea pacifica, la libertà dalle discriminazioni sono inscritte nel diritto internazionale e russo e sono alla base di tutte le democrazie e degli Stati di diritto. Le istituzioni russe sono anche legate da obblighi nei confronti del Consiglio d’Europa e dalla Convenzione Europea sui diritti umani e le libertà fondamentali (CEDU), cosí come alla giurisprudenza della Corte Europea per i Diritti Umani. Vogliamo porre all’attenzione delle autorità russe il fatto che la Corte di Strasburgo ha recentemente condannato, all’unanimità, nel caso “Baczkowski e altri contro la Polonia” un identico divieto imposto dal Sindaco di Varsavia alla Marcia dell’Uguaglianza del 2005 come contrario al CEDU, in particolare nei sui articoli 11 (libertà di associazione e di assemblea), 13 e 14 (proibizione delle discriminazioni). La stessa Corte ha anche ripetutamente dichiarato che le autorità hanno il compito di proteggere al meglio i partecipanti da ogni possibile attacco e violenza contro di essi.

In attesa di una risposta da parte vostra agli organizzatori dell’evento (e a tutti noi partecipanti) per quanto riguarda l’autorizzazione della Marcia dell’Uguaglianza le inviamo i nostri migliori saluti,

Marco Cappato (Deputato al Parlamento Europeo, Partito Radicale, Gruppo Alde)

Sophie In’t Veld (Deputata al Parlamento Europeo, Olanda, Gruppo Alde)