La mappatura della fede organizzata in Italia
Altre pagine di questo documento:
- La mappatura della fede organizzata in Italia
- Il nuovo associazionismo: clericalismo “radicale”
- I media, l'altra parte del gioco
- 8 per mille e astensione al referendum del 2005
Azione CattolicaIntroduzione. La Chiesa in politica: in missione per conto di Dio.
La mappatura della fede organizzata che cercherò di descrivere nei termini in cui oggi si presenta, e che sono fortemente diversi da quelli di due decenni fa, a mio parere ha un periodo cronologico di origine che può essere fatto risalire agli anni ‘90. Sono gli anni che vedono il declino ed il tramonto della Democrazia Cristiana, vedono salire alla testa della CEI il cardinale Camillo Ruini, che tra le grandi doti ha quelle di essere il più grande talento politico prodotto dalla chiesa italiana negli ultimi 30 anni. E ancora abbiamo il nascere, proprio in questo periodo, di una serie di aggregazioni cattoliche all’epoca non percepite come tali, perché la loro vera fioritura avviene all’inizio del 2000 e fino ai giorni nostri. Una semina che poi ha una fioritura, un’esplosione addirittura coincisa ad esempio con i referendum del 12 giugno 2005 sulla fecondazione assistita.
La figura di Ratzinger, si è detto, va analizzata per le novità che può aver portato nel paesaggio della chiesa in Italia. E allora parto proprio da qui. Il 6 dicembre, il Cardinale Ruini, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha riunito a porte chiuse tutti i preti della diocesi di Roma per un incontro, seguito da dibattito, dedicato ad una analisi del libro di Ratzinger, “Gesù di Nazareth”. Il Cardinal Ruini ne ha dato una sua “guida di lettura” e nella fase finale della sua relazione ha avuto un passaggio di notevole interesse che riguardava il terreno politico.
Il problema di partenza era il capitolo del libro dedicato al discorso della montagna: quest’ultimo - Matteo 5,7 - effettivamente ad una prima lettura sembrerebbe qualcosa di antipolitico di per sé o di politicamente non realizzabile, che va al di la di qualsiasi metro terreno. In realtà è la chiave, lo dice Ratzinger e lo dice Ruini nella sua esposizione, per capire il nesso molto particolare che esiste tra l’input dato dal messaggio del Vangelo e quell’azione pratica che ogni cristiano che viene al mondo è chiamato a svolgere nella città degli uomini. Quindi a partire da questa apparente impossibilità di tradurre il discorso della montagna in una dottrina politica, che cosa si deve cogliere da questo discorso così caratterizzante il vangelo di Gesù? Cito le parole di Ruini: “la mancanza di concreti ordinamenti sociali nell’annuncio di Gesù racchiude un processo caratterizzante. Gli ordinamenti politici e sociali concreti vengono liberati dall’immediata sacralità, da una legislazione basata direttamente sul diritto divino ed affidati alla libertà dell’uomo”. E prosegue: “in realtà già nella Torah, cioè dell’antico Testamento, si può scorgere un dialogo continuo tra norme condizionate dalla storia e metanorme, norme superiori, che esprimono quanto richiesto perennemente dall’alleanza con Dio. Gesù si muove su questa stessa linea, non formula un ordine sociale ma sicuramente premette agli ordinamenti sociali i criteri fondamentali che come tali però non possono trovare mai piena realizzazione in alcun ordine terrestre. Anche oggi quindi la cristianità deve continuamente rielaborale, riformulare e correggere gli ordinamenti sociali, ispirata da quelle grandi parole - apparentemente irrealizzabili - del discorso della montagna”.
Una politica quindi non sacralizzata e mai esaurita. Sempre da rielaborare, da riattualizzare, da correggere. Ed è esattamente questo il compito di cui la chiesa si sente investita nel mondo. Perché la chiesa vive nella città terrena.
Come potete intuire, la gerarchia della chiesa che oggi governa la chiesa nel mondo ed in Italia, non si ferma affatto a questi enunciati richiamati. Non teme di entrare molto decisamente e concretamente sul terreno dell’agire politico. Giustamente si diceva prima che la chiesa, superate fase precedenti, è molto autonoma ed indipendente dalle formazioni poltico-sociali che si contendono la vicenda storica. È una chiesa che a sua volta interviene autonomamente, con una valenza critica, nei confronti della realtà, abbastanza pronunciata in alcune occasioni. Con quali strumenti, con quali modalità oggi la chiesa fa politica? E’ esattamente quello che adesso cercherò di delineare, con un’avvertenza iniziale: il mio compito è prima di tutto non quello di dire cosa io, da osservatore vedo, ma ricostruire cosa la gerarchia della chiesa vede il paesaggio che ha contribuito a creare, quello del cattolicesimo italiano all’opera sul terreno politico. Per fare ciò, prendo una traccia riservata che è un promemoria che nell’ultimo Consiglio permanente della CEI è stato presentato e discusso esattamente sul tema: la geografia della fede organizzata. La mappatura delle nuove organizzazioni cattoliche.
Altre pagine di questo documento:
- La mappatura della fede organizzata in Italia
- Il nuovo associazionismo: clericalismo “radicale”
- I media, l'altra parte del gioco
- 8 per mille e astensione al referendum del 2005







