La prolusione di Camillo Ruini: «Il malato non può decidere di morire»

Pubblicato il 22 Gennaio 2007 da Roberta Jannuzzi
Camillo Ruini, presidente della CeiCamillo Ruini, presidente della Cei

«La volontà del malato, attuale o anticipata o espressa attraverso un suo fiduciario scelto liberamente, e quella dei suoi familiari, non possono avere per oggetto la decisione di togliere la vita al malato». Il cardinale Camillo Ruini, aprendo il consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, interviene sulla questione dell'eutanasia, del rifiuto delle terapie e del testamento biologico.

Anche il cardinale Camillo Ruini, nella sua prolusione alla Conferenza episcopale italiana, ricorda il caso di Piergiorgio Welby, prendendo tuttavia una posizione molto diversa da quella manifestata il giorno precedente sul Sole 24 Ore dall’arcivescovo emerito di Milano, Carlo Maria Martini. «E’ stata una vicenda umana dolorosa - afferma il presidente della Cei - che mi ha chiamato in causa anche personalmente quando è giunta la richiesta del funerale religioso. La sofferta decisione di non concederlo nasce dal fatto che il defunto, fino alla fine, ha perseverato lucidamente e consapevolmente nella volontà di porre termine alla propria vita: in quelle condizioni - conclude Ruini - una decisione diversa sarebbe stata per la Chiesa impossibile e contraddittoria, perché avrebbe legittimato un atteggiamento contrario alla legge di Dio».