La strategia politica della Santa sede in vista del dominio del mondo

Per ampliare sempre più il proprio dominio sul mondo, la Santa Sede procede sulla strada che negli ultimi secoli è stata bene pavimentata dalla Comagnia di Gesù:

  • si presenta quale insostituibile alleata di tutti i potenti della terra (sovrani, statisti, grandi baroni dell’industria e della finanza) assumendo la difesa delle autorità costituite e della proprietà privata, e organizzando le masse dei lavoratori per tenerle tranquille con la minaccia delle pene dell’inferno e la promessa della beatitudine eterna;

  • sistema nei gangli più delicati dell’organismo statale (diplomazia, esercito, magistratura, istituti bancari) il maggior numero possibile di uomini di sua sicura fiducia, preparati dall’Azione cattolica e nelle sue scuole;

  • meglio di qualsiasi ditta commerciale cura la pubblicità e la public relations, servendosi dei giornali, del cinema, della radio, della televisione; cattivandosi le simpatie - con le lusinghe, le proiezioni, gli onori dei Personaggi Molto Importanti; facendosi rappresentare da cardinali e vescovi nelle cerimonio ufficiali, perché tutti vedano in quale considerazione è tenuta nelle più alte sfere della società; alimentando la superstizione delle classi inferiori con le immagini prodigiose, i miracoli, le reliquie, le processioni;

  • per accrescere sempre più la sua ricchezza (la Chiesa cattolica è ormai la maggior potenza finanziaria del mondo) partecipa senza scrupoli ai più grossi affari ed investe gran parte dei suoi capitali nei titoli delle maggiori imprese i cui extra-profitti sono meglio garantiti dalla protezione dei governi amici della Chiesa;

  • vuole che gli assistenti ecclesiastici si trovino in tutti quei luoghi e in tutte quelle circostanze in cui gli uomini sentono maggiormente il bisogno di essere aiutati dalla divina provvidenza e più facilmente sono disposti a pagare un biglieto d’ingresso per entrare in paradiso: nelle caserme, negli ospedali, nelle prigioni, negli istituti di beneficienza; al momento della nascita, del matrimonio, delle malattie e della morta;

  • pretende che la scuola (tutta la scuola, in tutti i suoi gradi) sia controllata e diretta dalle autorità ecclesiastiche, per educare i giovani, quando ancora mancano di ogni senso critico, ad accogliere come “verità rivelate” gli insegnamenti della Chiesa, ad osservare i precetti e ad ubbidire alle autorità ecclesiastiche anche nelle questioni politiche.

Ernesto Rossi

(Il Sillabo e dopo, 1965)
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