L'arsenale, appena esplorato, del nonviolento
Perché mai lo sciopero dal lavoro del lavoratore dovrebbe essere arma democratica, lecita ed efficace, e non esserlo invece lo sciopero fiscale del contribuente, lo sciopero degli acquisti del consumatore, lo sciopero da pagamento dei servizi pubblici o privati resi inaccessibili o non forniti, lo sciopero elettorale del cittadino, lo sciopero generale di una comunità aggredita nella sua indipendenza e nella sua esistenza? (…)
L’arsenale nonviolento di lotta è appena esplorato. L’uso scientifico della legalità borghese ne fa esplodere la contraddizione fondamentale: quella fra idealità che solo, ormai, il nuovo “terzo stato” proletario o proletarizzato può raccogliere e affermare, e il potere che i partiti borghesi interclassisti esercitano da rinnegati, nella direzione opposta, per serbarlo.
Disobbedire agli ordini ingiusti, violare provocatoriamente la legge incostituzionale, elevare obiezioni di coscienza contro pretese di comportamenti moralmente intollerabili, autogestire liberamente e responsabilmente i perimetri sociali, economici e politici nei quali viviamo, prefigurare una società nonviolenta, laica, libertaria, socialista anche nei metodi, nei mezzi, sono stati finora le armi di difesa e di attacco delle minoranze radicali.
Ma forse la principale ragione per le quali le abbiamo praticate e scelte è perché siano accolte e fatte proprie dalle grandi maggioranze senza potere, dalla gente. E’ una scelta vincente. Ci vorranno decenni, ma cominciamo a essere, finalmente, sulla strada giusta.


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