Le censure della «Chiesa padrona»

Pubblicato il 18 Ottobre 2006 da Michele Lembo
Il libro di Roberto BerettaIl libro di Roberto Beretta

Al Convegno ecclesiale nazionale di Verona non è possibile trovare il libro “Chiesa padrona. Strapotere, monopolio e ingerenza nel cattolicesimo italiano”, di Roberto Beretta, scrittore e giornalista per l'Avvenire. Lo ha scoperto Marco Tosatti, vaticanista per La Stampa.

Negli spazi, negli stand dedicati ai libri nel convegno di Verona, non è presente il libro di Beretta. L’autore con il significativo titolo “Chiesa padrona” sostiene che il più grande nemico della Chiesa si trova al suo interno: è il clericalismo, ovvero la tentazione sempre ricorrente di intervenire a sproposito al di fuori del proprio “territorio” di competenza, arrogandosi al contempo il monopolio assoluto del divino. Un clericalismo che può essere anche dei laici, anzi, ci possono essere dei laici molto più clericali dei preti. Beretta analizza i rapporti che definisce “teocratici” tra Stato e Chiesa, denuncia i vantaggi dell’otto per mille, parla della mancanza di pluralismo e dell’eccesso di documenti e programmi pastorali. Ad accorgersi della censura del libro di Beretta è il vaticanista Marco Tosatti, che parla dell’episodio in un’intervista a Radio Radicale.