Le proposte della Generazione mille euro sulla Finanziaria 2007

Pubblicato il 4 Ottobre 2006 da Roberta Jannuzzi
Il manifesto di Reality Bites, film americano del 1993: Siamo negli anni Novanta e i protagonisti sono "giovani, carini e disoccupati" (come spiega il titolo italiano) e devono difendersi dai "morsi della realtà" (come recita il titolo originale).Il manifesto di Reality Bites, film americano del 1993: Siamo negli anni Novanta e i protagonisti sono "giovani, carini e disoccupati" (come spiega il titolo italiano) e devono difendersi dai "morsi della realtà" (come recita il titolo originale).

Un Decalogo a favore delle nuove generazioni, per i lavoratori atipici che spesso non guadagnano più di 1000 euro al mese. Una serie di proposte per lo schieramento che ha preparato la Finanziaria 2007 e per chi dovrà, nelle prossime settimane, votarla in Parlamento. A firmarlo in queste ore sono i lettori di Generazione blog.

Federico Mello, classe 1977, blogger e impiegato a tempo determinato. Danilo Masotti, 1968, che si definisce «nuovo povero con partita iva». Giulia Selmi, 1980, dottoranda senza borsa e «infaticabile hostess». Giuliano Berruti (1972), consulente informatico a basso reddito. Marco Surace, nato nel 1976, che dall’aprile 2001 vive di borse di studio. Margherita Bianchini, 1978, «telelavoro a progetto nel mondo editoriale e un lavoro in nero nel weekend». Bianca Grande, 1977, «disoccupata volontaria per conseguire un MBA». Alessandro Mollo, 1975, impiegato nel settore informatico. Sono questi soltanto i primi firmatari del Decalogo di Generazione Blog a favore delle nuove generazioni, una serie di proposte per lo schieramento che ha preparato la Finanziaria 2007 e per chi dovrà, nelle prossime settimane, votarla in Parlamento.

Spiega Mello, autore di Generazione blog, in un post: «Due anni fa, commentando la finanziaria del governo Berlusconi, Eugenio Scalfari, grande vecchio della sinistra italiana, e amato/odiato santone dello domenica politica, inventò una definizione che sarebbe rimasta nell’immaginario pubblico. Il taglio del tasse del Polo, scriveva Scalfari, era un “taglio delle tasse da trenta cappuccini”. Scalfari dimostrava come la riforma fiscale del Berluska, sarebbe andata in grossa parte alla parte più abbiente del paese, mentre, chi guadagnava fino ai 40000 euro l’anno, nei casi più fortunati, ci avrebbe guadagnato 40 euro, trenta cappuccini appunto. Condivido quanto scrisse allora Scalfari, e non mi stupisce che ora scriva che “Questa finanziaria merita un bel voto”. Effettivamente, per i lettori di Scalfari, questa è una buona finanziaria. (…) Ma, la generazione 1000 euro, mi chiedo io allora? Invece di leggere Repubblica smanetta tutto il giorno con quelle strane diavolerie tipo il web e per questo non merita attenzione?».

In effetti, la generazione mille euro (dall’omonimo libro, sito internet e blog, che tuttavia in questi giorni non affronta la questione) , che spesso non arriva a guadagnare più di quindicimila euro l’anno, è ben lontana da quella media nazionale, ventiquattromila euro (secondo uno studio della Banca d’Italia), citata anche oggi nel suo editoriale dal fondatore di Repubblica. «Abbiamo visto la Finanziaria - spiegano i blogger - e ci siamo accorti di essere i nuovi poveri invisibili». Ecco, dunque, il decalogo con una serie di spunti proposti dai diretti interessati. Tra questi, l’accesso al credito garantito ai lavoratori flessibili tramite un apposito fondo pubblico di garanzia, collegamenti a banda larga garantiti dagli enti pubblici, compensi minimi, sostegno delle partite iva ‘povere’, depenalizzazione del file-sharing per uso personale, calmieramento degli affitti, raddoppio delle borse di studio per dottorandi e ricercatori.