Le visite in Vaticano di Berlusconi e Veltroni
Il Segretario di Stato del Vaticano Tarcisio Bertone riceve Silvio Berlusconi, a pochi giorni dall'annuncio della nascita del Partito del Popolo delle Libertà, e Walter Veltroni prima del voto sulla delibera che dovrebbe istituire il registro delle unioni civili a Roma.
Il cavaliere e la Chiesa. Incontri per la svolta (Corriere della Sera, 21 novembre 2007)
«(…) da un mese, si fa sapere in ambienti vaticani, Berlusconi aveva domandato un incontro con il segretario di Stato. Proprio come aveva già fatto con il cardinale Camillo Ruini, con il quale ha parlato in via riservata giusto un mese fa.
Che il Cavaliere avesse fatto i suoi calcoli sui tempi o semplicemente programmasse un incontro all’indomani della Finanziaria, in fondo non è essenziale. Del resto è naturale che, accompagnato da Gianni Letta, abbia colto l’occasione di parlare del nuovo partito appena annunciato e accreditare in qualche modo il suo progetto presso la Santa Sede. Altrettanto naturale è che in Vaticano si faccia notare come «un incontro con il capo dell’opposizione rappresenti una sorta di par condicio» visto che un mese fa il cardinale Bertone, durante la visita di Benedetto XVI a Napoli, ha pranzato con il premier Romano Prodi.
A ben vedere, però, tutto questo dice qualcosa di importante sulla nuova fase della Chiesa da quandp il cardinale Camillo Ruini non è più presidente della Cei. Non è un caso che Berlusconi, dopo aver incontrato il cardinale Vicario, abbia chiesto di parlare al segretario di Stato e non al successore di Ruini, il cardinale Angelo Bagnasco. Un po’ dipende dall’indole del nuovo presidente della Cei, più «pastorale» e meno incline ad intervenire sulle faccende politiche di casa nostra. E molto dalla svolta che lo stesso Bertone annunciò il 25 marzo nella lettera inviata a Bagnasco in occasione della sua nomina: «Per quanto concerne i rapporti con le istituzioni politiche, assicuro fin d’ora a Vostra Eccellenza la cordiale collaborazione e la rispettosa guida della Santa Sede, nonché mia personale», scriveva. Il segretario di Stato, insomma, rivendicava a sé la «guida» di ciò che il cardinale Ruini aveva sempre gestito in modo autonomo, «negli ultimi mesi ho potuto apprezzare ancor meglio il compito che i Pontefici hanno affidato a questa Segreteria, d’intessere e di promuovere le relazioni con gli Stati e di attendere agli affari che, sempre per fini pastorali, debbono essere trattati con i governi civili».
Il Vaticano riceve Veltroni “Attenti alle unioni civili” (Corriere della Sera, 30 novembre 2007)
«(…) Eppure è facile immaginare che non solo del nuovo Ulivo abbiano parlato Bertone e Veltroni nell’ora di faccia a faccia. La conversazione ha spaziato dal complesso quadro politico ai temi sociali ed etici e a quel punto, noti per caso, è andata a posarsi su una questione che molto sta a cuore al numero due del Vaticano: i diritti per le coppie di fatto, anche dello stesso sesso. Uno di quei provvedimenti che Papa Ratzinger, quando l’Italia si spaccava sui Dico, ebbe a definire «contro la natura umana».
Bertone dunque non si è limitato a girare al sindaco una preoccupazione fortemente sentita dalle gerarchie, ma ha rivolto al leader del Pd una richiesta che, calendario del Campidoglio alla mano, assume i caratteri dell’urgenza. Il 5 dicembre il consiglio comunale dovrà votare una delibera che istituisce nella Città Eterna un registro delle unioni civili già approvato in 30 comuni d’Italia e che riguarda anche le coppie omosessuali.
Giorni fa il severo monito di Avvenire e ieri l’accorata preghiera di Bertone a Veltroni perché scongiuri il peggio, cioè l’approvazione di un testo di iniziativa popolare, presentato dalla Rosa nel pugno, sul quale i Radicali hanno raccolto e depositato 10.263 firme».







