Le visite in Vaticano di Berlusconi e Veltroni

Pubblicato il 3 Dicembre 2007

Il Segretario di Stato del Vaticano Tarcisio Bertone riceve Silvio Berlusconi, a pochi giorni dall'annuncio della nascita del Partito del Popolo delle Libertà, e Walter Veltroni prima del voto sulla delibera che dovrebbe istituire il registro delle unioni civili a Roma.

Il cavaliere e la Chiesa. Incontri per la svolta (Corriere della Sera, 21 novembre 2007)

«(…) da un mese, si fa sapere in ambienti vaticani, Berlu­sconi aveva domandato un incontro con il segretario di Stato. Proprio come aveva già fatto con il cardinale Camillo Ruini, con il quale ha parlato in via riservata giusto un mese fa.

Che il Cavaliere avesse fatto i suoi calcoli sui tempi o semplicemente pro­grammasse un incontro all’indomani della Finanziaria, in fondo non è essen­ziale. Del resto è naturale che, accom­pagnato da Gianni Letta, abbia colto l’occasione di parlare del nuovo partito appena annunciato e accreditare in qualche modo il suo progetto presso la Santa Sede. Altrettanto naturale è che in Vaticano si faccia notare come «un incontro con il capo dell’opposizione rappresenti una sorta di par condicio» visto che un mese fa il cardinale Berto­ne, durante la visita di Benedetto XVI a Napoli, ha pranzato con il premier Ro­mano Prodi.

A ben vedere, però, tutto questo di­ce qualcosa di importante sulla nuova fase della Chiesa da quandp il cardina­le Camillo Ruini non è più presidente della Cei. Non è un caso che Berlusco­ni, dopo aver incontrato il cardinale Vi­cario, abbia chiesto di parlare al segre­tario di Stato e non al successore di Ruini, il cardinale Angelo Bagnasco. Un po’ dipende dall’indole del nuovo presidente della Cei, più «pastorale» e me­no incline ad intervenire sulle faccen­de politiche di casa nostra. E molto dal­la svolta che lo stesso Bertone annun­ciò il 25 marzo nella lettera inviata a Ba­gnasco in occasione della sua nomina: «Per quanto concerne i rapporti con le istituzioni politiche, assicuro fin d’ora a Vostra Eccellenza la cordiale collabo­razione e la rispettosa guida della San­ta Sede, nonché mia personale», scrive­va. Il segretario di Stato, insomma, ri­vendicava a sé la «guida» di ciò che il cardinale Ruini aveva sempre gestito in modo autonomo, «negli ultimi mesi ho potuto apprezzare ancor meglio il compito che i Pontefici hanno affidato a questa Segreteria, d’intessere e di pro­muovere le relazioni con gli Stati e di attendere agli affari che, sempre per fi­ni pastorali, debbono essere trattati con i governi civili».

Il Vaticano riceve Veltroni “Attenti alle unioni civili” (Corriere della Sera, 30 novembre 2007)

«(…) Eppure è facile immagina­re che non solo del nuovo Uli­vo abbiano parlato Bertone e Veltroni nell’ora di faccia a faccia. La conversazione ha spaziato dal complesso qua­dro politico ai temi sociali ed etici e a quel punto, noti per caso, è andata a posarsi su una questione che molto sta a cuore al numero due del Va­ticano: i diritti per le coppie di fatto, anche dello stesso sesso. Uno di quei provvedi­menti che Papa Ratzinger, quando l’Italia si spaccava sui Dico, ebbe a definire «contro la natura umana».

Bertone dunque non si è li­mitato a girare al sindaco una preoccupazione fortemente sentita dalle gerarchie, ma ha rivolto al leader del Pd una ri­chiesta che, calendario del Campidoglio alla mano, assu­me i caratteri dell’urgenza. Il 5 dicembre il consiglio comu­nale dovrà votare una delibe­ra che istituisce nella Città Eterna un registro delle unio­ni civili già approvato in 30 comuni d’Italia e che riguar­da anche le coppie omoses­suali.

Giorni fa il severo monito di Avvenire e ieri l’accorata preghiera di Bertone a Veltro­ni perché scongiuri il peggio, cioè l’approvazione di un te­sto di iniziativa popolare, pre­sentato dalla Rosa nel pugno, sul quale i Radicali hanno rac­colto e depositato 10.263 fir­me».