L'Europa di Benedetto. Pera e Ruini presentano il libro di Papa Ratzinger
L'aborto un «piccolo omicidio» e la legge 194, le unioni civili e i matrimoni omosessuali, i limiti della scienza, le radici cristiane dell'Europa, il pericolo del laicismo piuttosto che l'islam. Sono solo alcuni dei temi affrontati dal presidente del Senato Pera e dal cardinale Ruini in occasione della presentazione del libro di Ratzinger "L'Europa di Benedetto". L'audiovideo
22 giugno 2005
L’aborto un «piccolo omicidio» e la legge 194, le unioni civili e i matrimoni omosessuali, i limiti della scienza, le radici cristiane dell’Europa, il pericolo del laicismo piuttosto che l’islam. Sono solo alcuni dei temi affrontati dal presidente del Senato Marcello Pera e dal cardinale Camillo Ruini in occasione della presentazione del libro di Papa Ratzinger “L’Europa di Benedetto”.
Pur premettendo di non voler “attaccare” la legge 194 sull’interruzione di gravidanza, sia Pera che Ruini sono tornati sul tema dell’aborto parlandone in termini di “omicidio”. «Non bisogna rassegnarsi davanti a questi piccoli omicidi», ha detto Ruini. Pensiero condiviso anche da Pera: «Non si può dire che solo perché l’embrione è piccolo non ha un diritto alla vita. Qualunque legislatore avveduto deve bilanciare questi diritti. Questa è una difficoltà, ma nessuno sia così moralmente irresponsabile da dire che tra i vari soggetti coinvolti c’è n’è uno che non ha diritti, si chiami feto, si chiami embrione o come volete».
Il presidente del Senato ha dichiarato di accettare la sfida di Ratzinger ai laici, di agire cioè «come se Dio esistesse», pur precisando di non essersi convertito né di essere divenuto clericale. Tuttavia, lancia una sfida al credente: «E’ disposto a de-istituzionalizzarsi, a pensare che quella religione per lui irrinunciabile possa diventare una religione cristiana civile? La Chiesa è disposta a uscire dai privilegi» degli accordi concordatari e «farsi missione all’interno della società?».
E’ Ratzinger stesso nel libro “Senza radici”, ricorda Pera, a lodare il modello delle chiese libere americane, che predicano nella società, competono, e si fanno missionarie. «E’ questa la via che la Chiesa e i credenti intendono perseguire?». Secondo Pera la risposta sta nelle parole pronunciate dal Card. Camillo Ruini l’11 febbraio scorso, all’Opera romana pellegrinaggi: «La cosiddetta religiosità civile americana, di carattere non confessionale ma di chiara impronta cristiana, sembra il modello meglio in grado di garantire, nell’attuale società libera e democratica, i fondamenti morali della convivenza e in ultima analisi una comune visione del mondo, cosicché la promozione della democrazia appaia un imperativo morale in sintonia con la fede religiosa». Tuttavia, ieri il cardinale ha precisato il suo pensiero: «La Chiesa deve vivere in una società aperta. Ma è anche vero che non può essere solo religione civile perché perderebbe l’essenza profonda del suo essere comunità di fede».
Pera osserva che nel suo nuovo libro il Papa sembra richiamare l’art. 52 del Trattato costituzionale europeo, che riconosce i concordati nazionali, come se fosse stato un errore da parte della Chiesa Cattolica ritenerlo sufficiente a compensare la perdita della menzione delle radici cristiane nel preambolo. Garantiti i diritti istituzionali, temporali, delle chiese, il prezzo è che esse trovano posto nell’ambito dei rapporti concordatari, ma il loro contenuto non trova spazio nelle basi dell’Europa. Ruini sostiene però che la Chiesa non ha potuto scegliere tra l’art. 52 e l’inclusione delle radici cristiane: «Non volevano darci né l’uno né l’altro».
(Federico Punzi)


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