Il V2-Day: "Libera informazione in libero Stato". Tutte le tappe di una storia censurata

Pubblicato il 24 Aprile 2008

Il 25 Aprile, Beppe Grillo ripropone il V day. Questa volta, lo slogan scelto per il V2-day è: "Libera informazione in libero Stato". Scopo dell'iniziativa è raccogliere raccolte le firme per indire tre referendum:

  • l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti

  • l'eliminazione dei contributi pubblici all'editoria

  • l'abrogazione della "Legge Gasparri"

La storia negata delle battaglie per la libertà di informazione

Il bavaglio della democraziaIl bavaglio della democrazia
  • L’ultima riforma dell’ordine dei giornalisti risale alla legge n. 69 del 1963. Nessun giornale può essere più pubblicato se il direttore non è iscritto all’ordine dei giornalisti. Per vanificare l’effetto censorio della legge, i radicali Marco Pannella, Marcello Baraghini (che fonderà Stampa alternativa), Aloisio Rendi, tutti giornalisti, mettono a disposizione i loro nomi a chiunque ne faccia richiesta, dichiarando che non avrebbero esercitato alcun controllo sulle pubblicazioni di cui divenivano, in quel modo, responsabili;

  • Grazie a questa iniziativa verranno pubblicati centinaia di giornali di gruppi pacifisti, studenteschi e della nuova sinistra. Marco Pannella subirà decine di processi per reati di opinione in quanto direttore responsabile di alcune di queste pubblicazioni. Nel 1971 viene processato insieme a Pio Baldelli, Roberto Roversi, Piergiorgio Bellocchio, Gianfranco Pintore e Pierpaolo Pasolini, per aver dato il suo nome come direttore responsabile di Lotta Continua;

  • Nel 1974 il Partito radicale, che ancora non era presente in Parlamento, promuove una raccolta firme per una serie di referendum tra cui quello per l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti. Tra i referendum anche quello per l’abrogazione delle norme corporative in materia di stampa e l’eliminazione del monopolio statale della tv via cavo. Non riescono a raccogliere le 500.000 firme;

  • Entrati in Parlamento, i radicali si oppongono con ogni mezzo, incluso l’ostruzionismo parlamentare, all’introduzione della legge sui finanziamenti pubblici per l’editoria e chiedono una riforma dell’editoria che garantisca la trasparenza degli assetti proprietari e norme contro le concentrazioni editoriali. La loro battaglia contro il così detto “decreto salva debiti” porta in luce le connessioni tra il gruppo editoriale Rizzoli, la p2 e la legge di riforma dell’editoria;

  • Nel 1987 Marco Pannella è il primo firmatario di una proposta di legge per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti che viene appoggiata da Paolo Murialdi, storico del giornalismo e fondatore della rivista Problemi dell’informazione;

  • Nel 1997 i radicali riescono a raccogliere le 500.000 firme per proporre l’abrogazione dell’Ordine dei giornalisti. Il referendum fallisce per il mancato raggiungimento del quorum.

Questa storia, qui documentata con l’ausilio di registrazioni audio tratte dall’archivio storico di Radio Radicale, è stata da sempre censurata. Anche Beppe Grillo sembra preferire ignorarla.

(Con la collaborazione di Tina Santoro)