L'istruttoria della Giunta per le elezioni
Altre pagine di questo documento:
- Otto senatori: respinto il ricorso della Rosa nel pugno
- Vassalli, Baldassarre, Pace, Celotto, Armaroli, Bifulco, Cerri, Lariccia e Patrono sulla vicenda degli otto senatori estromessi dal senato
- La legge elettorale e i pareri dei giuristi
- L'istruttoria della Giunta per le elezioni
- Pannella: a proposito del “Senato” mi limito a mormorare “Annatevene tutti a mori’ ammazzati!”. ;-)
Cronologia
28 giugno 2006. Il senatore Roberto Manzione, eletto nell’Ulivo con la Margherita, richiama l’attenzione sulla composizione della Giunta e sulla natura sostanzialmente giurisdizionale di alcune delle funzioni esercitate dalla medesima. Dopo aver ricordato che il presidente del Senato, Franco Marini, si è avvalso dei poteri che gli spettano per sostituire alcuni componenti della Giunta (dentro Valerio Carrara, Cosimo Izzo, Giovanni Legnini, Luigi Lusi, Magda Negri, Giorgio Clelio Stracquadanio; fuori Aldo Scarabosio e Carlo Vizzini), Manzione fa presente che, con riferimento all’attuale composizione della Giunta, in un caso (quello di Cosimo Izzo, eletto in Campania con Forza Italia), si pone un problema di sostanziale incompatibilità rispetto a una delle principali questioni che dovranno essere esaminate in sede di verifica dei poteri. La questione è quella dei ricorsi di alcuni candidati non eletti per l’applicazione della soglia del 3 per cento nel riparto dei seggi nelle regioni in cui è stato attribuito un premio di maggioranza.
5 luglio 2006. Si apre il procedimento di convalida delle elezioni (che dovrebbe concludersi entro un termine massimo diciotto mesi). Il presidente della Giunta, Giuseppe Nania, eletto con Alleanza Nazionale, nomina i relatori per le elezioni nelle singole regioni: D’Onofrio: Abruzzo; Calvi: Basilicata; Di Lello Finuoli: Calabria; Berselli: Campania; Izzo: Emilia-Romagna; Tofani: Friuli-Venezia Giulia; Pirovano: Lazio; Negri: Lombardia; Ripamonti: Liguria; Carrara: Marche; Barbato: Molise; Manzione: Piemonte; Zuccherini: Puglia; Casson: Sardegna; Carloni: Sicilia; Legnini: Toscana; Stracquadanio: Trentino Alto Adige; Ghedini: Umbria; Malan: Veneto; Lusi: Valle D’Aosta.
26 settembre 2006. Il presidente Nania dichiara meritevole l’esigenza di procedere in maniera il più possibile unitaria su problematiche omogenee, come è quella dei ricorsi attinenti all’applicazione della soglia del 3 per cento nel riparto dei seggi nelle regioni in cui è stato attribuito un premio di maggioranza, ma ricorda che l’Ufficio di presidenza integrato ha convenuto sull’opportunità di dare corso comunque alla Relazione per il Piemonte, essendo la prima a essere stata depositata dal relatore competente, senza procedere all’assunzione di decisioni definitive prima che i relatori sulle altre regioni interessate dalla medesima questione non abbiano illustrato la loro istruttoria. Dopo avere illustrato l’unico ricorso pendente, ovvero quello di Ugo Intini, candidato capolista della “Rosa nel Pugno”, contro la proclamazione a senatore del candidato Franco Turigliatto della lista “Rifondazione Comunista” per l’erronea applicazione della normativa prevista dal decreto legislativo n. 533/1993 (“Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica”), come novellato dalla legge n. 270/2005, Manzione propone di ammettere il senatore Franco Turigliatto e l’onorevole Ugo Intini all’esame del verbale di proclamazione dell’Ufficio elettorale regionale per il Piemonte. Propone inoltre di costituire un Comitato inquirente, incaricato di svolgere alcuni adempimenti istruttori entro il 30 ottobre 2006 e convocare in audizione i professori Giuliano Vassalli, Fulco Lanchester, Mario Patrono, Massimo Luciani, Antonio Agosta e Stefano Ceccanti. Propone infine di dichiarare valida l’elezione di tutti i restanti senatori proclamati eletti nella regione Piemonte.
27 settembre 2006. Si apre la discussione sulla relazione svolta dal senatore Manzione. Il senatore Antonio Boccia, eletto con la Margherita nell’Ulivo, non ritiene condivisibile l’indicazione di un termine finale - il 30 ottobre 2006 - entro il quale il Comitato inquirente dovrebbe concludere i propri lavori. L’assenza di tale termine, a suo modo di vedere, consentirebbe di coordinare più agevolmente l’attività istruttoria relativa alla regione Piemonte con le attività istruttorie relativa alle altre regioni in cui si pone la questione della soglia del 3 per cento. Il senatore Giovanni Legnini, dell’Ulivo, sottopone una questione preliminare, e cioè se la Giunta ritenga opportuno portare avanti congiuntamente l’attività istruttoria relativa a tutte le regioni nelle quali si pone il problema della soglia del 3 per cento. In questa prospettiva sembrerebbe preferibile che la deliberazione venisse adottata dalla Giunta solo dopo aver ascoltato tutte le relazioni interessate al menzionato problema della soglia del 3 per cento. I senatori Casson e Izzo concordano con queste osservazioni.
28 settembre 2006. Prosegue la discussione sulla relazione per il Piemonte. Il senatore Manzione replica agli intervenuti affermando che l’esigenza di approfondimento da lui esposta può essere soddisfatta, a termini di Regolamento, solo seguendo un percorso endoprocedimentale rappresentato dalla costituzione del Comitato inquirente. Accoglie le proposte avanzate dal senatore Boccia in ordine alla composizione del Comitato (coincidente con la Giunta) e alla scadenza temporale dei suoi lavori (non più una data fissa, ma una durata che consenta di addivenire al sostanziale allineamento con l’esame delle altre Regioni che hanno la medesima problematica, enumerate dalla Presidenza nella seduta di ieri). Manzione non può però accedere alla richiesta di rinunciare alle audizioni, che rispondono all’esigenza di approfondimento sui limiti giuridici dell’interpretazione data dai ricorrenti. Il presidente Nania prende atto delle modifiche al dispositivo della relazione per il Piemonte apportate in sede di replica, dichiarando che se non si riscontra l’unanimità durante quella seduta procederà alla votazione in una seduta della settimana succeddiva.
11 ottobre 2006. Il presidente Nania riassume i termini della proposta avanzata dal relatore Manzione e da lui rielaborata in sede di replica. La Giunta conviene di procedere per parti separate. La proposta di ammissione delle parti all’esame degli atti e di costituzione di un Comitato inquirente volto ad acquisire atti e chiarimenti, a svolgere audizioni di componenti dell’Ufficio elettorale regionale, nonché di convalida di tutti i senatori eletti in Piemonte ad eccezione del senatore Turigliatto, è accolta all’unanimità. La proposta di includere, tra i compiti del Comitato inquirente, anche l’audizione dei professori universitari indicati dal Relatore è accolta a maggioranza dalla Giunta. Il presidente enuncia infine le direttrici di lavoro del Comitato inquirente.
7 novembre 2006. Durante il mese di novembre la Giunta svolgerà le audizioni dei giuristi. Il primo a essere ascoltato è il professor Giuliano Vassalli al quale il relatore per il Piemonte, Roberto Manzione (dalla Margherita passato al Gruppo misto), rivolge tre quesiti incentrati rispettivamente sull’interpretazione delle norme giuridiche e della legge elettorale in vigore (articolo 14 delle preleggi, articolo 12 delle medesime preleggi e articolo 17, comma 6, del decreto legislativo n. 533 del 1993).
8 novembre 2006. Il relatore Roberto Manzione rivolge al professor Stefano Ceccanti tre quesiti, incentrati rispettivamente sull’inibizione di effetti disrappresentativi in materia elettorale quando non previsti espressamente dalla legge, sulla possibilità di ricorso all’interpretazione logico-sistematica e sulla tesi del quoziente “minimo più meritevole”. Manzione dà inoltre lettura alle due domande fatte pervenire dal ricorrente, Ugo Intini, incentrate sui lavori preparatori della legge elettorale in Senato nel novembre 2005 e sul loro valore ermeneutico, alle quali Ceccanti replica. Il seguito del programma di audizioni è rinviato alla seduta di mercoledì prossimo.
16 gennaio 2007. Si riunisce l’Ufficio di presidenza.
23 gennaio 2007. Daniele Capezzone, deputato della Rosa nel pugno e presidente della Commissione attività produttive della Camera, invia una lettera al presidente Franco Marini e al presidente e a tutti i membri della Giunta per le elezioni, preannunciando lo sciopero della fame dalla mezzanotte di giovedì: «Mi sembra un dovere civile dare un piccolo e sentito contributo per aiutare il Senato a prendere una decisione, qualunque essa sia».
I retroscena del Corriere della Sera
Altre pagine di questo documento:
- Otto senatori: respinto il ricorso della Rosa nel pugno
- Vassalli, Baldassarre, Pace, Celotto, Armaroli, Bifulco, Cerri, Lariccia e Patrono sulla vicenda degli otto senatori estromessi dal senato
- La legge elettorale e i pareri dei giuristi
- L'istruttoria della Giunta per le elezioni
- Pannella: a proposito del “Senato” mi limito a mormorare “Annatevene tutti a mori’ ammazzati!”. ;-)



Camera dei Deputati




