Marco Pannella interviene alla Tribuna Elettorale Rai: «Io credo ai credenti e non amo quelli carichi di oro, di potere». Il video
Marco Pannella interviene alla Tribuna Elettorale Rai del 25 febbraio 2008: «Io credo ai credenti e non amo quelli carichi di oro, di potere... Amo i carmelitani scalzi, i monaci, San Francesco e non questa gente che pretende di comandare e parlare a nome dei cattolici...».
Giovanni Miele: «Benvenuti a tutti all’appuntamento con la tribuna politica, un appuntamento che fa parte del ciclo di trasmissioni previsto dalla commissione di vigilanza sulla rai in vista dell’avvio della campagna elettorale per il voto del 13 e 14 aprile. Parleremo quindi di elezioni, questa sera, parleremo di programmi e di liste e ogni esponente di partito che è presente qui negli studi di Saxa Rubra avrà a disposizione un tempo stabilito appunto dalla Commissione di Vigilanza (…). Pannella, se vuole dirci qualcosa su quello che è uno dei temi di attualità del dibattito politico, cioè il vostro rapporto con i cattolici all’interno del Pd dopo che, per esempio, il giornale Famiglia Cristiana ha posto una questione e anche i cattolici oggi si sono incontrati con Veltroni e hanno chiesto “garanzie”, sostanzialmente».
Marco Pannella: «Ma quali cattolici! Piantiamola! Questo abuso della religiosità e delle coscienze religiose si è tentata anche negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta e i credenti cattolici hanno in coscienza e per la loro fede votato per delle riforme che sono quelle contro l’immonda crisi della famiglia di classe per la poi quale abbiamo avuto poi i fuorilegge del matrimonio per secoli e oggi c’è un milione e mezzo di famiglie grazie al divorzio. Abbiamo sconfitto - altro che Giuliano Ferrara - abbiamo sconfitto con l’aiuto dei cattolici, dei credenti, non dei mercanti del tempio, non di coloro che comunicavano e scomunicavano, l’imondo aborto clandestino di massa, di classe clericale e oggi ce n’è solo quella parte dovuta a una politica ignobile ed infame che tenta di impedire alla donna di decidere lei quando vuol concepire con amore o quando invece deve fare l’aborto per non procreare come bestie.quindi i cattolici sono i credenti. Semplicemente, vorrei dire questo: c’è la Rosa Bianca, è venuta fuori. La Rosa Bianca è il nome di un gruppo cattolico e cristiano in Germania, sotto il nazismo. Quelli non rappresentavano i cattolici, i cattolici erano rappresentati dal nunzio pontificio a Berlino che stilava il concordato immondo con l’immondo regime nazista. Noi siamo, non con la Rosa Bianca… noi siamo gente che sa che ci si divide oggi, sapete in che modo? In quelli che si chiamano “laici”, i comunisti dei regimi comunisti, i fascisti… Pure quelli erano laici… Macchè laici! Poi i credenti e i clerico-nazisti e tutti quegli altri… e che vuol dire? Oggi chi è per la democrazia, per la regola? E magari si ricorda anche che c’è un comandamento di “non rubare”, in un paese nel quale il furto di legalità e di menzogna, di comunicazione, è fondata su questo la nostra repubblica. Allora, che cosa vogliamo proporre ai democratici e attraverso i democratici? Lo sapete. vogliamo proseguire in un cammino che sono le risposte di tutto il mondo civile. Tutto! Quello che vogliono i cattolici in Messico o anche qui. E credo, mi auguro, che l’Italia - come sempre, come per fare il Risorgimento liberale - si divida fra i cattolici, i laici, liberali, da una parte, scomunicati e magari i detentori del potere violento, vaticano, del potere simoniaco, feticista, dall’altra. Questa è la divisione. Quindi io credo ai credenti e non amo quelli carichi di oro, di potere… Amo i carmelitani scalzi, i monaci, San Francesco e non questa gente che pretende di comandare e parlare a nome dei cattolici.
G. Miele:«Un saluto e un invito ai vostri elettori».
M.Pannella: «Piergiorgio Welby, Luca Coscioni, Enzo Tortora, Dalai Lama, nonviolenza e onestà».







