Minacce ai Radicali in visita agli accusati dello stupro di Guidonia. Istigazione anche su RaiUno. Gli interventi al Senato
La deputata radicale eletta nelle liste del Pd, Rita Bernardini (settima su 630 deputati per indice di attività parlamentare), ha visitato in carcere insieme al segretario di Nessuno Tocchi Caino Sergio D'Elia i sei romeni accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, arrestati tra lunedì e martedì scorsi a Guidonia.
Effetto Sabato - RaiUno - 31 Gennaio
Gli interventi dei Senatori Radicali
«Nel corso di una visita al carcere di Rebibbia, abbiamo stamattina incontrato i sei rumeni accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, arrestati tra lunedì e martedì scorsi a Guidonia.
Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. (…) Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia».
»Dal comunicato di Rita Bernardini e Sergio D’Elia, 30 gennaio 2009
Bernardini: pubblicherò tutti i messaggi che mi minacciano e insultano. E’ uno spaccato dell’Italia che è bene conoscere
Roma, 31 gennaio 2009
• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale-PD, membro della Commissione giustizia della Camera
Pubblicherò, senza censura, tutte le email che mi sono arrivate sulla vicenda della visita mia e di Sergio D’Elia ai romeni arrestati a Guidonia, quattro dei quali attualmente detenuti a Rebibbia. Raccoglierò e pubblicherò anche tutti i commenti inseriti nei siti dei quotidiani on line e su facebook e siti analoghi.
Credo che rappresentino uno spaccato significativo dell’Italia. Un po’ come accadde con “radio parolaccia” su Radio Radicale a metà degli anni ottanta. Cioè le telefonate che arrivavano sulle segreterie telefoniche di Radio Radicale e che venivano mandate in onda senza alcun tipo di filtro. Allora non c’erano ancora gli immigrati, ma c’era l’affermarsi della Lega e il turpiloquio riguardava tanto la contrapposizione nord-sud quanto i tabu sessuali e la rivalità fra squadre di calcio, mescolando spesso assieme tutti i fattori.
Inutile dire che fra i post che leggo e che oggi mi insultano per essere andata a trovare i sei rumeni a Rebibbia dopo le segnalazioni di pestaggi che mi erano arrivate, molti dei cosiddetti difensori delle vittime dello stupro, usano nei miei confronti lo stesso identico linguaggio degli stupratori.
Io li comprendo: perché, infatti, dovrebbero comportarsi in modo diverso dagli stupratori dei media, soprattutto televisivi, che propongono la gogna mediatica degli arresti, dopo essere stati convocati, insieme al popolo inferocito, in caserma? Perché gli autori del turpiloquio nei miei confronti, dovrebbero avere il senso della legalità e del rispetto delle regole se le istituzioni sono le prime a violarle? Perché dovrebbero sentirsi “protetti” se i Sindaci esprimono solidarietà a parole, ma non fanno alcunché per recuperare i quartieri degradati delle città, per illuminarle molto di più, per disseminare telecamere ovunque e per tirare fuori dagli uffici e mettere in strada i vigili urbani? Cosa dovrebbe rassicurarli? I quasi 4 milioni di processi già pendenti, la maggior parte dei quali non giungeranno mai a sentenza perché prescritti a causa di un sistema giudiziario lento e quindi inefficace?
Io e i radicali, siamo oggi il bersaglio perché abbiamo fatto quel che riteniamo giusto anche se scomodo e impopolare perché siamo convinti che laddove c’è strage di legalità prima o poi ci sarà anche strage di vite umane. E che la giustizia deve essere giusta per essere anche efficace.








