Ministero della Giustizia. Interrogazioni a risposta immediata dell'on. Mancini
Testo integrale dell’interrogazione dell’On. Giacomo Mancini nel “question time” alla Camera sulla vicenda Mastella-De Magistris
Signor Ministro,
la sua iniziativa di richiedere al CSM il trasferimento immediato da Catanzaro del pubblico ministero Luigi De Magistris ha suscitato impressione nell’opinione pubblica del Paese.
In Calabria è nata in maniera spontanea una imponente mobilitazione di donne e di uomini increduli che in una terra funestata dalla criminalità organizzata e stuprata dall’affarismo più famelico, lo Stato, che tante volte ha promesso attenzione concreta, decida di fare sentire la sua presenza solo in questo modo.
Per giunta la relazione degli ispettori ministeriali, sulla quale Lei ha fondato la richiesta di trasferimento, imputa a De Magistris di avere rilasciato interviste ai mass media e di avere rapporti privilegiati con tre giornalisti che, e lo dico con grande preoccupazione, sono stati vittime di perquisizioni che molto assomigliano a intimidazioni preventive.
Nessun magistrato è mai stato trasferito solo per questo.
In questa vicenda, Signor Ministro, ho l’impressione che non sia in gioco solo la permanenza di un PM in una procura, né solo l’impunita del comitato di affari sul quale egli sta indagando, ma qui è a rischio la credibilità delle Istituzioni democratiche.
Per questo, Signor Ministro, le chiedo di chiarire le motivazioni, quelle vere, della Sua iniziativa.
Risposta nell’allegato
Replica dell’On. Mancini
Signor Ministro,
purtroppo la sua risposta ha aggiunto poco di nuovo a quello che in questi giorni è stato già detto, scritto e pubblicato e per questo non ha chiarito una vicenda grave che invece merita chiarezza.
In pochi avranno colto dalle sue parole il perché il trasferimento del PM Luigi de Magistris è diventato per Lei una priorità così assoluta, incalzante, imperiosa e impellente alla quale porre rimedio con urgenza.
In Calabria infatti l’amministrazione della giustizia deperisce in maniera deprimente e allarmante: mancano i dirigenti apicali nelle più importanti procure, non pochi magistrati sono sotto processo per reati gravissimi, altri proteggono o sono conniventi rispetto alle trame affaristiche attraverso le quali vengono depredati gli ingenti finanziamenti che provengono dall’Unione Europea.
Un suo sottosegretario ha recentemente definito la magistratura calabrese un maleodorante verminaio.
Su queste vicende, che sono allarmanti e che Lei non può non conoscere, il Suo dicastero, i suoi ispettori, hanno scelto di non fare alcunché. Anche Lei, signor Ministro, ha preferito voltare lo sguardo dall’altra parte.
E’, invece, intervenuto con sconosciuta solerzia per chiedere il trasferimento di un giovane e coraggioso magistrato che è al lavoro per sollevare i coperchi di quelle pentole borbottanti dove si incrociano gli interessi di istituzioni, amministrazioni, imprenditoria e finanza e che insieme si saldano con quelli della criminalità organizzata.
Per protestare contro questa drammatica realtà, in questi giorni sta montando in Calabria una mobilitazione spontanea che mai prima si era conosciuta in quella terra.
I cittadini hanno la percezione che operando con queste scelte si fornisca un colpo terribile al già debole tessuto democratico.
Ecco perché, desta ancora maggiore preoccupazione il comportamento di molti tra i partiti: la destra la sostiene e il PD si distingue per un silenzio assordante.
E’ evidente che in molti manca la consapevolezza che continuando così si uccide la speranza di tanti calabresi di vivere in una terra libera dall’illegalità e dall’immoralità.
Signor Presidente, bisogna intervenire per tempo per impedire che una intera regione del Paese venga sottratta alla sovranità dello Stato per essere condannata a rimanere un protettorato delle forze dell’illegalità.







