"Nessuno tocchi Saddam”. Lo sciopero della sete e della fame di Marco Pannella

23 giugno 2008

Il 26 dicembre 2006, a seguito della conferma della condanna a morte nei confronti dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein, Marco Pannella inizia uno sciopero della fame e della sete per sostenere la proposta “Nessuno tocchi Saddam” volta a scongiurarne l’esecuzione. Un appello in tal senso, lanciato nel giugno 2006 da Nessuno Tocchi Caino, alla notizia della richiesta di condanna a morte dell’ex Rais avanzata dai procuratori iracheni, è stato sottoscritto da oltre 200 parlamentari italiani ed europei, da 3 premi Nobel per la Pace e numerose personalità internazionali.

L’azione di Pannella, che prelude anche all’avvio di un Primo Grande Satyagraha mondiale per la Pace lanciato dal Partito Radicale, si propone di “evitare che tutto precipiti, in Iraq e non solo, in altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle conseguenze incalcolabili”. Decine di media arabi danno notizia dell’iniziativa nonviolenta di Pannella.

Il 30 dicembre, l’ex dittatore viene impiccato all’alba nella sede dei servizi segreti iracheni. Le immagini dell’esecuzione provocano un moto di indignazione in tutto il mondo, anche in quello arabo e negli Stati Uniti.

Dopo l’esecuzione di Saddam Hussein, lo sciopero della fame e della sete di Marco Pannella è rilanciato e convertito sull’obiettivo più generale dell’approvazione di una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. Dal sito radicalparty.org viene lanciato un appello per la moratoria e sono raccolte adesioni all’iniziativa di Pannella.

Allo sciopero della fame aderiscono (al 14 aprile 2007) 689 persone per uno o più giorni da 41 Paesi. L’appello è sottoscritto da 52.421 persone da 158 paesi, tra cui: 17 Premi Nobel, 300 parlamentari nazionali, 262 parlamentari europei, 9 membri di governo, 113 personalità.

Con la sua iniziativa nonviolenta, Pannella chiede al Governo italiano, che dal 1° gennaio è divenuto anche membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, di assumere un impegno formale e concreto a presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali nell’Assemblea Generale dell’ONU in corso.

Il 2 gennaio 2007, in risposta all’iniziativa di sciopero della fame e della sete di Pannella e in attuazione del mandato unanime ricevuto dal Parlamento italiano, la Presidenza del Consiglio dichiara ufficialmente e pubblicamente che “Il Presidente del Consiglio e il Governo si impegnano ad avviare le procedure formali - coinvolgendo in primis i paesi già sottoscrittori della Dichiarazione di dicembre - perché questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all’ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte”.

Il 3 gennaio, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commenta la decisione del Governo con le seguenti parole: “E’ un bel biglietto da visita per l’Italia nel Consiglio di Sicurezza”.

Sempre il 3 gennaio, giunto all’ottavo giorno di sciopero della sete, Pannella lo interrompe e continua con quello della fame che porta avanti fino al 15 gennaio. La lotta nonviolenta sarà più volte ripresa nel corso del 2007 da Marco Pannella a sostegno del voto da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU per favore della moratoria universale delle esecuzioni avvenuto il 18 dicembre scorso.