Non con De Magistrsi o contro Mastella, ma con il Csm
Venerdì, 21 settembre. Ore 18.54, un’agenzia di stampa diffonde la notizia. «Mastella chiede il trasferimento di De Magistris e Lombardi». Inizia così una vicenda su cui tanto si è detto e così poco si è capito. Le carte degli ispettori inviati da Mastella non si conoscono. Sarebbe doveroso aspettare la decisione del Csm. E invece si è fatto un gran parlare, senza conoscere i fatti. Questo ha determinato una grande confusione e una grande difficoltà a orientarsi in questa vicenda. Nulla infatti si capisce e assai poco, onestamente, si sa. È bene quindi ricondurre l’ormai “caso De Magistris” nei suoi parametri fisiologici. Nei fatti accaduti prima del 21 settembre. Nella normalità di ciò che prevede la legge. Nel rispetto della centralità del ruolo del Csm.
I fatti. Alla fine del 2006, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha inviato gli ispettori, che sono magistrati, per verificare presunte irregolarità all’interno della Procura di Catanzaro. I controlli, ripetuti nel tempo, miravano a verificare, tra l’altro, la regolarità della condotta del procuratore capo di Catanzaro Lombardi e quella del pm De Magistris. Dopo circa cinque mesi, gli ispettori consegnano il loro rapporto, non al ministro Mastella, ma alla Direzione generale dei magistrati del ministero della Giustizia, diretta e composta anch’essa da magistrati. La prima valutazione fatta da questo ufficio sul rapporto degli ispettori è strettamente tecnica e mira a verificare se i comportamenti dei magistrati calabresi integrino o meno illeciti disciplinari. Successivamente, il rapporto degli ispettori passa all’ufficio di gabinetto del ministro della Giustizia. Altro ufficio e altra valutazione, fatta sempre da magistrati. L’8 settembre 2007, le trecento pagine della relazione degli ispettori sui magistrati di Catanzaro, con le osservazioni della Direzione generale dei magistrati e dell’ufficio di gabinetto del ministro, sono sul tavolo del Guardasigilli.
Due scelte per il ministro. La legge lascia due scelte. Non procedere con l’azione disciplinare, oppure chiedere al Csm di instaurare un’azione disciplinare contro il magistrato. In questo caso il ministro può anche chiedere al Csm un trasferimento in via cautelativa del magistrato, in attesa che lo stesso Csm assuma una decisione sul merito. La decisione del ministro ha come presupposto le conclusioni degli ispettori e le valutazioni di ben due uffici del ministero. Il 21 settembre il ministro Mastella comunica di aver esercitato un’azione disciplinare contro De Magistris e Lombardi, chiedendo al Csm di adottare un provvedimento cautelare di trasferimento dei due magistrati. L’8 ottobre, dinanzi alla prima commissione del Csm, inizia (forse) la discussione sulle richieste del ministro Mastella. Al termine del procedimento la decisione.
Morale: da quindici giorni mezza Italia si sta stracciando le vesti sul caso De Magistris, senza che nulla sia stato ancora deciso. Si discute come se la decisione sul caso sia stata già presa. Ma non dal Csm, come prevede la legge, bensì nelle piazze, sui giornali e in tv. Soprattutto per i media tutto appare già deciso. Ritengo questo sbagliato e ingiusto.
Sbagliato perché il Csm non si è ancora pronunciato né ha ancora iniziato il procedimento. Un procedimento che garantisce accusa e accusati, che possono argomentare e documentare le loro ragioni. Al termine dell’istruttoria, la decisione. Ingiusto perché una tale propaganda lede sia le prerogative e il ruolo del Csm, sia, cosa che a molti sfugge, lede le garanzie di De Magistris. Per lui, come per qualsiasi altro magistrato, non vi è migliore garanzia, per veder riconosciute le proprie ragioni, che essere giudicato da un Csm autonomo e libero da qualsiasi condizionamento.
Il Csm. Organo di autogoverno della magistratura. Organo costituzionale, composto per due terzi da magistrati e presieduto dal presidente della Repubblica. Organo che assicura l’autonomia della magistratura, che la garantisce da ingerenze politiche. Ora, siamo sicuri che questa pressione mediatica sul caso De Magistris non avrà ricadute sulla decisione del Csm? Siamo sicuri che il Csm prenderà una decisione giuridica e non politica? Io non dubito dell’autonomia di giudizio dei consiglieri del Csm. Ma sono certo che una pressione del genere è del tutto illegittima.
Non schierarsi a favore di De Magistris o di Mastella. Ma schierarsi a favore del Consiglio superiore della magistratura. È necessario difendere le prerogative e il ruolo di quest’organo. Riaffermare, con decisione e con rigore, la sua centralità. Difendere il suo corretto funzionamento. E anche criticare, ma dopo averle lette, le sue decisioni nell’interesse della Giustizia.
Ora è attesa. Attesa per una decisione che sia giusta e celere. Senza rinvii. Ne ha bisogno la Calabria e la nostra malandata Giustizia.


