Pannella a Porta a porta: il commento dei blogger
16 gennaio 2008
Commento di Alcor
Però Scalfari e Pannella io non li vedo mai in televisione, il papa un giorno sì e uno no, se non un giorno sì e uno sì. Se voglio leggere Scalfari mi devo comprare la Repubblica, se devo ascoltare Pannella me lo devo cercare, il papa non corro certo il rischio di perdermelo, sbuca da ogni telegiornale. Con tutto ciò la cosa non mi è piaciuta e trovo che ha ottenuto l’effetto contrario a quello voluto. Quando ha ragione Pannella
Non sono un sostenitore di Pannella, le cui posizioni politiche spesso contrastano con le mie idee, ma quando ha ragione, bisogna riconoscergliela. A proposito della vicenda del gran rifiuto di Benedetto papa e martire, ha rilasciato questa dichiarazione: Ringrazio “scienziati e professori che hanno osato pubblicamente di dissentire e che sono stati elevati al rango, non richiesto, di persecutori di Benedetto XVI e che gli hanno permesso …quel diritto naturale anche al silenzio che gli viene negato in questa Italia intollerante.”
Ironico, pungente e assolutamente laico.
Il Papa è stato oggetto di un atto di intolleranza oggi
Ma questo clima d’intolleranza è stato creato anche dal Papa stesso, e da persone come Bertone e Ruini, e non poteva che sfociare in quello che è successo alla Sapienza. Io penso una cosa: se i politici italiani avessero il coraggio di aprire la loro mentalità, finalmente le leggi italiane diverrebbero più laiche, più rispettose per tutti, e il Papa non verrebbe contestato in questo modo. Ratzinger è libero di dire quello che vuole, è giusto, perché i cattolici devono poterlo ascoltare! Il vero problema non è il Papa, è la casta dei politici che pensano solo alla “poltrona” e a mantenere le leggi fedeli alla “tradizione cattolica” italiana. Zapatero ha sempre affermato che “la fede non si legifera”. Peccato che i nostri politici di sinistra ci hanno rassicurato: vogliono evitare la “deriva zapaterista”…..e questi sono i risultati del loro nobile operato.
La cosa positiva è che finalmente qualcuno (e non è Pannella che già lo fa da sempre) ha avuto il coraggio di protestare contro il Papa, e indirettamente contro il sistema italiano che non va. Però se poi tutti alle elezioni votano la Margherita o Forza Italia…….
Ed ora si è aperto anche il caso Mastella, tanto per “migliorare” la situazione politica italiana.
Francesco Ruffini, diritto ecclesiastico, Torino
Mario Carrara, medicina legale, Torino
Lionello Venturi, storia dell’arte, Torino
Gaetano De Sanctis, storia antica, Roma
Piero Martinetti, filosofia, Milano
Bartolo Nigrisoli, medicina, Bologna
Ernesto Bonaiuti, teologia, Roma
Giorgio Errera, chimica, Pavia
Vito Volterra, matematica, Roma
Giorgio Levi Della Vida, orientalista, Roma
Edoardo Ruffini Avondo, diritto, Torino
Fabio Luzzato, diritto civile, Milano
Questa è la lista degli unici 12 professori universitari che, nel 1931, scelsero di non giurare fedeltà al fascismo. 12 in tutta Italia. Io credo che sia offensivo, come ha fatto Pannella, paragonarli ai 67 della Sapienza, di cui non so nulla ma che mi sono sembrati tutto tranne che coraggiosi. Nessuna conseguenza per il loro delirio, anzi un altrimenti irraggiungibile ribalta mediatica. La certezza dell’impunità: se qualcuno mettesse in discussione la loro idoneità all’insegnamento, si rievocherebbe l’inquisizione. Nessun coraggio quindi, oggi come nel 1931, i professori universitari si ancorano stabilmente alla loro poltrona, giurano fedeltà al laicismo, firmando la lettera contro il Papa, o non facendone una altrettanto forte a favore. Rispettiamo perciò la memoria di quegli unici 12 coraggiosi: da 77 anni a questa parte non se ne sono trovati molti altri all’interno dell’università italiana.
Nuovi papalini, la sapienza, e la spazzatura mentale.
Mi permetto di esprimere la mia opinione riguardo al conflitto fra Papa Ratzinger e i professori dell’Università la Sapienza di Roma. Quello che mi meraviglia in tutta questa storia è il numero sterminato di papalini e neopapalini che popolano le pagine dei giornali e della vita politica in Italia. Questo fronte vastissimo va dall’estrema destra all’estrema sinistra con qualche lodevole eccezione fra vetero libertari (Pannella ) e neo libertari (Boselli) e il prof. M. Cini Galilei.
Mi sembra, a questo proposito, che alcuni dati debbano essere chiariti:
1) Ci troviamo di fronte ad uno scontro di poteri: da un lato la cosiddetta scienza ufficiale e dall’altro la cosiddetta religione ufficiale di stato (l’Italia è solo formalmente uno stato laico) rappresentata da Papa Ratzinger;
2) Assistiamo ad una difesa solidale ad oltranza del Papa attuata da quasi tutti i rappresentanti della politica e della cultura italiani, come se egli avesse bisogno di essere protetto da un attacco insensato che gli impedisce di esprimersi come vorrebbe.
Riflettiamo su entrambi i due punti. Riguardo al primo punto rifletto come il tentativo di riunificate la scienza e la religione dovrebbe essere uno degli obiettivi prioritari del nostro tempo. La separazione fra religione e scienza è, secondo me, una vera e propria iattura che crea soltanto dolore e sofferenza all’umanità. Quello che avviene è esattamente il contrario: la religione e la scienza continuano a contrastarsi accanitamente su quasi tutti i fronti e, certamente, possiamo dire che ai tempi di Galileo questo contrasto iniziava a farsi forte e presente ma, purtroppo anche oggi permane, come testimoniano le parole del Papa dette in una conferenza del febbraio 1990 proprio alla Sapienza di Roma: «La Chiesa all’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione ».
Io non mi chiedo perché la scienza ufficiale si stia “vendicando? Dopo 18 anni, mi chiedo perché quello che sta succedendo adesso non è successo 18 anni fa. Ho il sospetto che per 18 anni la rabbia abbia covato il suo risentimento e solo adesso i vari papi e papesse della scienza si siano accorti di quello che accade e che, cioè, il Papa in Italia è il detentore di un’enorme potere politico, culturale e religioso.
Riguardo al secondo punto mi chiedo, ci troviamo di fronte ad una guerra di papi? Da un lato i baroni universitari e dall’altro il potere clericale del cattolicesimo di stato? Probabilmente si. Penso, tuttavia, che questa potrebbe essere una guerra giusta. Penso che l’anima di Galileo se rinascesse potrebbe aiutarci a costruire un pensiero libero in grado di unire fede e scienza divisi dal materialismo spirituale imperante. Da quello stesso materialismo spirituale che degrada, a volte, nella stupidità e che potremmo definire meglio come adeguamento e subordinazione intellettuale della classe politico culturale italiana al pensiero dominante cattolico, all’interno di un quadro di desolazione mentale e di inquinamento psichico che investe l’Italia e molte delle sue migliori personalità. Pensiamo veramente che la tragedia della spazzatura campana che non si riesce a smaltire, sia soltanto espressione di mala politica o di malaffare camorristico o non sia anche manifestazione dell’immondizia mentale che infesta il pensiero dei nostri dirigenti, uomini politici, religiosi, scienziati, artisti, eccetera?
All’interno di questo quadro desolante rappresentato oggi da questa Italia, io, comunque, mi permetto di dare tutto il mio appoggio a quei 67 professori dell’Università la Sapienza di Roma ed agli studenti che li hanno sostenuti dando dimostrazione di coraggio intellettuale e di coerenza mentale chiedendo ad un professore ed inquisitore in abiti papali di essere, perlomeno, coerente e di rimanersene in Vaticano senza invadere campi altrui.
All’inizio era il nulla
Chiedete a un passante, probabile elettore, che ruolo ricopre oggi Di Pietro. Secondo me dall’8 settembre 2007 a oggi la percentuale della gente che ne è venuta a conoscenza è piu dell’80 percento. Causa internet, “parlamento pulito”, blog; effetto Grillo. Eh gia, l’uomo piu attivo dai tempi di Tangentopoli è tornato alla ribalta, l’uomo che all’apice delle sue ricerche nell’inchiesta “Mani Pulite” (che assonanza) ha abbandonato la sua posizione proprio mentre aveva pronto nel cassetto il mandato d’arresto per Berlusconi, ma si sa come vanno queste cose, “aveva paura che qualcuno gli tirasse la giacca” (parole sue). E allora eccolo, l’attuale ministro delle infrastrutture, invitato a destra e a manca dopo il V-Day di Grillo (a proposito, 25 aprile 2008 V2-Day per la libertà di informazione), a Matrix, a Porta a Porta, Ballarò, Annozero, perfino al Costanzo Show e a Unomattina. Ma perché tutto questo? La gente nn ha dimenticato quando si è messo in prima linea nel ‘94, e l’appoggio a Grillo è stata la ciliegina. Pensavo, malamente, che l’effetto Beppe durasse non molto, che sarebbe tornato a fare il suo lavoro come ministro e per lo più come nel 2006 a pensare a una nuova protesta all’indulto, che ha liberato 25.000 persone. Dico, protesta contro il suo stessa partito, come con il caso De Gennaro, contro l’Unione, come con il caso intercettazione, contro l’Unione. Ma la poltrona rimane sempre li, con il targhetta “Antonio di Pietro” in oro sul retro. Ma….. fatemi pensare….. le idee x cui è andato contro in questi anni hanno un filo conduttore…. che sembra riportare il tutto a una sola persona: si è lui, MASTELLA. Senti che nome importante, bigotto e austero: MASTELLA. Lui, il libera-tutti, lui, la persona più odiata da Beppe Grillo, lui, quello con la moglie agli arresti domiciliari, perché il suo arresto è stato ” l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo”. La signora Sandra Lonardo forse non ricorda la pena di due anni e mezza inflitta per bancarotta fraudelenta… ops, grazie all’indulto del marito è stata a casa a cercare notizie di Louis Vuitton su Google. Fatto sta che la sua di targhetta in oro da domani (speriamo) non ci sarà più. Il furbone Vespone ne ha approfittato subito e aprendo la sua rubrica e scegliendo dei nomi a caso stile Ray Charles, ha nominato la giunta per la puntata speciale sul caso del giorno, l’arresto appunto. Castelli? Pannella?! Ma ancora? Ma non è ancora morto? Ma non gli hanno fatto i dvd commemorativi come Pavarotti? E ancora…. TREMONTI?! TREMONTI? Che dice frasi ancora come “basta vedere come i prezzi si siano alzati in questo periodo, voi non siete la medicina, siete la malattia da combattere”? Lo stesso che ha condonato di tutto e di più?
Chi ha condonato, chi ha fatto indulti, chi fa gli scioperi (della fame), non manca nessuno all’appello. Ah, e tutto per una puntata su una puttana arrestata.
Prima cosa: ricordati, anche tu che te ne freghi perché tanto abiti coi tuoi, non lavori, te ne freghi di tutto e di tutti, hai il culo coperto, che un giorno sceglierai se pensare o se seguirai le onde del successo.
Seconda cosa: paga il canone Rai, e cribbio! 106 euro per vedere l’Isola dei Famosi o la Clerici cucinare, o la Sciarelli che cerca ancora il suo reggiseno.
Terza cosa: stai su internet, fatti quanto vuoi, ma ottura il tubo catodico. E manda affanculo il Papa da parte Nostra.
http://lafamigliarosa.blogspot.com
Troppa Grazia e Giustizia San Clemente
Parcheggi abusivi,applausi abusivi, […] tanta voglia di ricominciare abusiva. Appalti truccati[…] Iniziava così una canzone di Elio e le Storie Tese di qualche anno fa, una canzone immortale qua in Italia, nella “terra dei cachi”, visto che di applausi abusivi ne ho sentiti fin troppi oggi in parlamento,e di appalti abusivi in queste «cinque giornate di Napoli», ormai non più cinque, se n’è parlato abbastanza. Clemente “Balboa”,tumefatto e stordito dai colpi di una magistratura che nei suoi confronti ha messo in moto «un congegno violento» per interromperne il lavoro, ha «gettato la spugna». Dopo tutti questi mesi di onorato servizio, di impegno dimostrato dispensando calci nel culo a magistrati che facevano il loro dovere incriminando “la famiglia” dei politici, e che ora si trovano sotto processo neanche se il mondo girasse davvero alla rovescia, dopo tutti questi mesi passati a depennare nomi dalle liste degli amici che han finito le “vacanze al fresco”, San Clemente fa il miracolo, si dimette; invece la moglie no, magari a casa sua c’è posto abbastanza per tutti i consiglieri regionali. In un parlamento dove ci sarebbe stato altrettanto bisogno di un bell’indultino, (magari così si riesce a buttarli fuori), visto il palmares di reati collezionati, ciò che è agghiacciante è la standing ovation tributata al “Mastelloide” dai “40 ladroni” (un po’ di più per la verità). A parte qualche “povero scemo” dell’Italia dei valori e dei comunisti italiani, che era impegnato ad attaccare chewing gum sotto ai banchi della Camera,si sono uditi applausi scroscianti con contorno di attestati di affetto e solidarietà da componenti di tutte le formazioni politiche. È pazzesco che in un paese civile e democratico, la magistratura si trovi in uno stato di impotenza, in balia di una classe politica inattaccabile, che usa senza badare al risparmio risorse simboliche e materiali per deviare,pilotare e insabbiare indagini; è pazzesco che questa venga attaccata così pubblicamente in una sede quale la Camera dei Deputati e che quest’attacco riceva solidarietà pressoché incondizionata. Berlusconi, in preda ad uno dei suoi soliti vaneggi sulle toghe rosse,come da copione ha offerto una spalla su cui piangere all’ex-guardasigilli. A “sbarre a sbarre”, Castelli ha detto che Mastella ha fatto male ad arrendersi alla magistratura: detto da uno che ha contribuito a far “scuocere la pasta” fa un certo effetto; mentre Pannella, riesumando Craxi irride il buon senso e il quoziente intellettivo di noi italiani alludendo al fatto che nella terra dei cachi vige una legge non scritta per la quale si è sempre “magnato” e sempre si “magnerà”. Però, a pensarci bene, tutto questo è davvero indegno, come ha detto il buon Clemente nelle immagini di striscia la notizia, (presumo riguardanti il momento dell’arresto): «Cazzo fate, è indegno! I am a parliamentary europey! I’m my wife! Cazzo state facendo!» …Come dargli torto? …Volevo concludere citando una dichiarazione di Sandra: «Questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo». Secondo me, Ratzinger ha tirato un bel pacco, napoletano, viste le contingenze di diversa natura, perché ha sentito questa fesseria; ma io l’ho sempre detto, questi democristiani non piacciono neanche al Papa. Mi perdoni Travaglio per aver plagiato parte del finale della sua lettera; beh è un modo come un altro per imparare qualcosa da un maestro.
Baci, Dema.
Pensiero notturno
Povero Pannella…grottesco e ridicolo, ombra di se stesso…mi ha fatto davvero pena, a “Porta a porta”, sentirlo con discorsi incredibilmente banali, di becero anticlericalismo. Che pena e tristezza..
Il popolo SOVRANO è stanco, è molto stanco!
Desidererebbe riposare un po’, smetterla di lottare per ciò che gli spetta di diritto!
Una buona legge elettorale (ci salveranno i referendum?), un po’ d’impegno per l’ambiente (chi ci salverà dalla monnezza?), una scuola che acculturi (nozioni ed applicazioni!), un lavoro sicuro e dignitoso, una ritrovata serenità sociale…
…e quanto Vi ci vuole per eseguire i nostri ordini? Non in danaro (…non vi basta?) ma in mesi, in anni. Datevi degli obiettivi e datecene conto spesso… altrimenti passate la mano, lasciate provare qualcun altro!!! …e chiedere troppo?
P.S.: …pensatela come volete ma, in questi giorni, il giusto mix tra gli interventi di Di Pietro, Odifreddi, Pannella e Rodotà avrebbe colmato tutte le lacune di noi comuni esseri umani italiani.
by GrAnt
Italia ridicola!
Non posso che esprimermi in questo modo: Italia ridicola. Eppure sono italiano, eppure penso ogni secondo giorno se tornare in Italia. Fino ad ora ne ho fatta una questione economica. Ma negli ultimi anni ne ho fato una questione di rispetto. La trasmissione “Porta a Porta” (tra le altre) del 16 gennaio 2008 mi fa sentire ridicolo tanto quanto cerco di nuovo le mie radici. Le quali ora voglio perdere. Meglio essere trapiantato in un paese straniero che confondermi con una comicità mondiale. Forse.. forse.. fanno bene gli stranieri a dirmi: «Ahh, mangi spaghetti!»
Ho combattuto fino ad ora per togliere una figura di mangiaspaghetti per me e per tutti gli italiani. Ora non più. Italiani vi lascio a mangiare spaghetti. Ad iniziare con il Papa e finire con Vespa. Includendo Pannella che discute anche. Io ora magio gli spaghetti a casa mia. E non è in Italia. Ma sicuramente sono molto più buoni. Io non penso debba argomentare. Penso sia semplicemente ridicolo. A presto e non più scrivere in italiano.
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Però Scalfari e Pannella io non li vedo mai in televisione, il papa un giorno sì e uno no, se non un giorno sì e uno sì. Se voglio leggere Scalfari mi devo comprare la Repubblica, se devo ascoltare Pannella me lo devo cercare, il papa non corro certo il rischio di perdermelo, sbuca da ogni telegiornale. Con tutto ciò la cosa non mi è piaciuta e trovo che ha ottenuto l’effetto contrario a quello voluto.
Ho detto che non parlo della “cacciata” di quella merda tedesca di bianco vestita dall’Università.
È stato un trappolone ben studiato, e quei poveri ingenui dei professori e degli studenti ci sono caduti. Parlo di chi parla di quel fatto. E “Porta a Porta” ne sta parlando… Sono cose da spaccare il televisore. Quattro cattolici di merda (Vespa, Buttiglione, Ferrara e Pretaccio Fisichella) con il sorrisetto sotto i baffi. Si prendono gioco dei cattivi laici presenti, fanno comunella, ridacchiano, li prendono per il culo. Pannella mostra i numeri della presenza nei TG di Mr. Ratz e Vespa gli ride in faccia dicendo che sono numeri a cazzo, e che i TG li vedono tutti e non sono come dice lui.
Buttiglione dice che quattro professorucoli hanno osato scrivere una lettera contro uno dei massimi intellettuali europei (sempre la merda vestita di bianco). E Ferrara risponde che “raglio d’ansino non sale in cielo”. Dai, davvero è inutile illustrare questi esempi di fascismo dottrinale. E davvero èp un insultao all’intelligenza umana giudicare “Porta a Porta”. Ma trasmissioni come questa sono manifesti inconfutabili della situazione vergognosa in cui è immerso il nostro paese (a fare il paio con la solidarietà a Mastella). Naturalmente c’è poco da fare.Visto che la maggioranza del “popolo” la vede in questo modo. Mi raccomando, Domenica tutti in Piazza San Pietro per dimostrare la vostra solidarietà al Papa.
Come si può dialogare? Vi invito ad ascoltare il commento da radio Maria alla contestazione per l’invito del papa all’università “La Sapienza” (Non so chi sia al microfono, se lo scopro aggiornerò il post) Ora che lo avete ascoltato, ditemi come è possibile dialogare con questa gente?Come?
Per quanto mi sforzi non riesco proprio trovare un modo. “Il diavolo all’università”, “professori con le corna”, “satanisti”: ecco cosa sei se non concordi con la dottrina cristiana. I ragazzi hanno manifestato per garantire quel sacrosanto diritto scritto nella costituzione che è la laicità. La laicità è una dimensione in cui le idee di tutti vengono rispettate, e a nessuno vengono messi in piedi in testa. I politici e i “chiesofili” hanno parlato di diritto alla parola negato: è falso! Il papa può continuare a parlare in altre sedi (ma non in quelle che non gli competono): solo in Italia il Vaticano e la CEI controllano direttamente o meno riviste, quotidiani, canali radio, almeno due TV (SAT2000, tele radio padre Pio) e numerosissimi siti internet (oltre che una fittissima rete di parroci e numerosissime associazioni religiose); e questo è niente! Ogni parola del papa viene amplificata da tutti i media italiani, pubblici o privati; anche oggi i TG hanno parlato di lui per motivi indipendenti le contestazioni, mentre all’estero hanno praticamente ignorato anche la questione della contestazione. Solo Pannella ha parlato del diritto alla parola negato ai manifestanti e ai 67 docenti. La loro (e anche mia) opinione non conta. Si è parlato anche di occasione persa per un dibattito… Senza parole… In duemila anni di cristianesimo, si è mai visto qualcuno alzare la mano per fare una domanda al papa? I papi parlano e nessuno deve interromperli, nessuno può dire che hanno detto qualcosa di scientificamente sbagliato, perché secondo loro (e senza nessuna evidenza a riguardo) la teologia arriva dove la scienza si deve fermare. Due giorni fa ho seguito un dibattito radiofonico tra uno dei docenti firmatari ed altri professori. Sono rimasto senza parole: il poveretto veniva trattato da ignorante, quando invece ha saputo dimostrare tutto quello che ha detto e confutare le accuse; mentre le controparti gli davano addosso snocciolando bugie come “scarse probabilità che la vita sia nata spontaneamente”, senza specificare da dove nasca questa (falsa) affermazione; e “il darwinismo è messo in dubbio da molti scienziati”, senza specificare se ci si riferisse al neodarwinismo o al creazionismo… Molto probabilmente si riferiva al creazionismo (e sappiamo bene come anche questa affermazione sia falsa, eccezion fatta per il fisico Zichichi). Lo chiedo nuovamente: come si fa a sostenere un dibattito con persone simili? Persone che credono di avere la verità in tasca e non vogliono sentire altre ragioni, persone che sono pronte a controbattere con bugie a tesi serie?
Della spugna di Mastella e della buona comunicazione
Mastella getta la spugna, Prodi, ahimè, la raccoglie. Potrei ironizzare sul fatto che un ministro di Grazia e Giustizia se la prenda con la giustizia italiana, potrei sorridere del fatto che la moglie ha detto di una persona «per me è un uomo morto» e il suo legale ci tiene a precisare che «però non gli ha mica chiesto soldi», ma non lo farò, perché in effetti l’ho appena fatto. Ma andiamo avanti.
Ho appena assistito a Porta a Porta al tentativo degli ospiti di centro-destra (Tremonti e Castelli)di dare torto a Mastella dandogli ragione (che volete, è un avversario, ma è pur sempre caduto sotto le armi del nemico comune togato). Il dibattito politico raggiunge l’apice con una frase di Castelli a Pannella: «Dici che fai i digiuni, ma sei sempre cicciottello». Segue confronto sulla decisione del Papa di non andare alla Sapienza di Roma.
Il premio qui se lo aggiudica monsignor Fisichella, rettore della Libera Università Pontificia: «C’è a chi piace girare la frittata, anche a me piace che le uova arrivino nella padella nel modo giusto».
Ma torniamo indietro di un giorno. A Ballarò vanno in onda le previsioni del tempo. Intervento di Tremonti: «Quando piove ti bagni, quando c’è il sole ti asciughi». Risponde Bersani: «È chiaro che quando piove uno si bagna, ma insomma, gli italiani hanno l’ombrello, no?» Ribatte Tremonti: «Va bene la pioggia e l’ombrello, ma se uno va in mutande incontro al bagno non mi sembra molto saggio; tu dici l’ombrello, ma l’ombrello dove lo metti?» (voi che leggete, non fate della facile ironia ;-)). Poco prima di questo fulgido esempio di comunicazione politica all’italiana, a Striscia la Notizia Rosa Russo Iervolino, con la voce di Marge Simpson, spiegava com’è nata la situazione munnezza Napoli. «È che le altre regioni hanno fatto discariche e termovalorizzatori, la nostra gente, CHE E’ INTELLIGENTE, non li ha voluti». Ah, ecco. Another perfect day
Questa è stata una giornata gloriosa.
In mattinata (io l’ho saputo a mezzogiorno, come, credo, il 90% degli italiani) è stato reso noto che la moglie del ministro di Indulto e ingiustizia, clEMENTE Mastella, era stata sottoposta ad arresto domiciliare con accuse varie, comprendenti un episodio di concussione nei confronti del presidente della regione Campania Bassolino (altro stinco di santo). In seguito a tali accuse rivolte alla sua affascinante consorte, Mastella ha deciso di dimettersi dal suo incarico di Ministro della repubblica italiana. Voi, che mi conoscete, potete forse immaginare i momenti di puro tifo da stadio che il sottoscritto ha passato davanti al televisore. Ho poi, nel pomeriggio, passato una mezz’ora a vedere i siti in cerca di approfondimenti. Sono emerse cose interessanti. Primo, oltre alla signora, sono stati arrestati oltre 20 esponenti dell’Udeur, il partito fondato e gestito da casa Mastella. E, particolare gustoso in modo indicibile, è indagato lo stesso clEMENTE! Ora, con questa nuova accusa (non ci sono imputazioni, siamo in una fase pre-preliminare), finalmente il guardasigilli ha capito che era forse il caso di togliere il disturbo. “Nuova”? Beh, vi siete già dimenticati il fumo e le fiamme sputati quando quell’oscuro magistrato di Catanzaro, tale Luigi De Magistris, mise il nome del ministro nel registro degli indagati? se si, commentate. Provvederò con piacere a rinfrescarvi la memoria.
Il discorso di Mastella al Senato è poi stato un’unica tirata contro i giudici, accusati, tra le alte cose, di essere ormai “impazziti”, e di considerarlo a questo punto “un obiettivo, un bersaglio da distruggere”. Io che parlo da studente di legge, e, prima ancora, da persona che rispetta il lavoro di chi la legge la applica, ritengo che un ministro che esterni in questo modo sia assolutamente da contestare. Ma quando a dire tali cazzate è il ministro della giustizia, io spero che salti fuori qualcuno a dire che sono su scherzi a parte. Purtroppo per me, e anche per voi, era tutto vero. Una simile figuro, politicamente e moralmente, non può occupare quella poltrona. Fisiologicamente. Che il (che un) ministro della giustizia lo dica, è inaccettabile. Ora, che Prodi accetti quelle dimissioni. Ha fatto perdere più consensi al centrosinistra Mastella da solo che tutto il polo messo insieme, da che è iniziata questa legislatura.
Benedetto XVI (oppure, con apprezzabile battuta pubblicata da Libero, Maledetto XVI) ha deciso di non tenere il suo intervento alla Sapienza di Roma. La cosa è stata condannata da praticamente tutto l’arco parlamentare e dalla stampa, che ha gridato ferita dal fatto che al pontefice fosse stata “chiusa la bocca”. Ora, se, come Vi auguro, avete avuto l’occasione di vedere la puntata odierna di Porta a Porta, il parlamentare (adesso non ricordo se deputato o senatore) Marco Pannella ha riportato dei dati a cui Vespa non riusciva a credere. Evidentemente, i pochi telegiornali che guardo io sono comunque più di quelli visti da uno che l’informazione in Italia dovrebbe farla. Cosa ha detto il radicale? Ha fatto, civilmente, notare che nei TG, in termini di minutaggio, il governo è presente al 33-35%, il Vaticano per il 23%. Curiosamente, io non ho problemi a crederlo. Pannella ha poi suffragato ulteriormente i suoi dati rivelando che, tra le figure pubbliche maggiormente presenti in tv, dopo politici (io non scrivo attributi negativi, immaginateveli voi) recidivi come Prodi, il Berlusca, Casini, Fini, chi c’è? Joseph Ratzinger, in arte Benedetto XVI, la nota controfigura dell’imperatore Palpatine per le scene pericolose. Quindi, se vi interessa, ma soprattutto per ragioni di VERITA’, sappiate che se è vero che al papa hanno chiuso la bocca, allora io alle prossime elezioni voterò Lega Nord. Un’altra, immagino seria, ma involontariamente spiritosa, testa di cxxxo, in giornata, aveva dichiarato che al papa era stato concesso di parlare alla Sorbona, uno dei templi della cultura, e nessuno aveva avuto nulla da ridire. Ok. Ora, due precisazioni: Il papa non andava alla Sapienza per un semplice incontro ufficiale, o meno. Ci andava in occasione dell’apertura dell’anno accademico. Un pontefice, che è un grande e riconosciuto studioso, dovrebbe poterci andare. Ma non quando l’occasione è di questo tipo. E’ come se ci dovesse andare un generale. Che cazzo c’entra? Secondo. alla Sorbona NON era andato in occasione di un’inaugurazione. Inoltre, la Francia è laica. Dovrebbe esserlo anche l’Italia, ma purtroppo tanti, troppi, se ne dimenticano.
I ragazzi della Sapienza che hanno detto che l’ateneo ha fatto una figura barbina: sono andati al Vaticano a sentire il discorso odierno del papa. Perfetto. Se lo vogliono sentire, vadano a sentirlo nei luoghi a questo riservati. Se fosse andato un mullah, ci sarebbero state polemiche a non finire.
Il papa ha detto che c’era pericolo di disordini. Cioè, se ho capito bene: al pontefice era stata assicurata l’incolumità (e meno male), ma purtroppo non si poteva essere sicuri che non succedesse qualcosa. Ora, lì fuori c’erano poche centinaia di studenti. Dubito che avrebbero fatto follie. A me, che sono giovane, a differenza di chi ha fatto tali valutazioni, è ben presente il grado di civiltà a cui arriva una protesta studentesca mirata ed intelligente. Se poi tali disordini dovessero avvenire con tale frequenza, quando è venuto Bush a Montecitorio, che cosa si sarebbe dovuto fare? Portare i Marines? I bombardieri?
Traggo le (mie) conclusioni. In un’occasione in cui non era opportuno che il papa facesse il suo discorso, un gruppo ristretto di studenti ha fatto notare questa cosa, mantenendo toni molto più pacati e tranquilli di quelli che ho sentito usare da Buttiglione stasera da Vespa. Il Papa, preso atto che ci sarebbero state queste dimostrazioni, ha deciso di restarsene a casa. L’ho fatto anche io quando a Milano ci sono stati problemi per le tifoserie milaniste e interiste la sera del giorno dell’uccisione del tifoso della Lazio, quello dell’autogrill. Potevo restare a spasso, o tornare a casa. Ho scelto di tornare a casa. E io non ho le forze dell’ordine che mi proteggono, quando esco dal mio condominio. La differenza è che io ne avrei diritto, poiché le pago, in fondo. Joseph Ratzinger, no.
P.S. due perle elargiteci stasera nel salotto televisivo più amato dagli italiani.
Buttiglione: Anche Godel, il principale epistemologo dello scorso secolo, ha lasciato, nei suoi scritti postumi, una meravigliosa dimostrazione dell’esistenza di Dio.
Odifreddi: Lo dice a me, che ho editato il libro di cui sta parlando?
Odifreddi nel suo libro IL DIAVOLO IN CATTEDRA dedica un ricco e interessante capitolo a Kurt Godel. Immagino quindi lo conosca molto bene. Piccolo consiglio a Buttiglione: la prossima volta, sappia chi è quello con cui sta parlando.
Poi, in collegamento con la redazione del Foglio, viene annunciato che Ferrrara, che ha ormai ragiunto le dimensioni dell’Orson Welles dell’ultimo periodo, domani farà uscire il quotidiano avvolto nel discorso che il pontefice avrebbe tenuto all’università. Bella idea. Buttiglione, in un apprezzabile momento di lucidità, gli domanda perché non inserisce anche copia della lettera, scritta da uno dei professori della Sapienza, che aveva causato tante discussioni.
Ferrara replica: «Per semplice applicazione del proverbio “raglio d’asino non sale al cielo”».
Cito Marco Travaglio, giornalista che apprezzo molto:« Ferrara è molto intelligente. Anche a sinistra, Ferrara è considerato intelligente per definizione. In quanto tale, non è tenuto a dimostrarlo. Può dire qualunque stronzata, per quanto enorme, ma lui è sempre intelligente». Beh, non starò qui a ricordare la battuta che ha fatto bandire (nuovamente) Daniele Luttazzi dalla televisione (Penso la sappiate. Se non la sapete, e non avete seguito il caso Decameron, vergognatevi.). Vorrei dire che anche io, dopo averla pensata, mi sento meglio.
Quella di oggi è stata una giornata in cui sono stati piantati i semi di qualcosa che può davvero cambiare questo paese. Facciamoli crescere.
17 gennaio 2008
francescomincone.ilcannocchiale.it
Pannella senatore a vita!
In verità nei confronti di Marco Pannella fino a poco tempo fa non avevo un giudizio molto lusinghiero. Ma più si va avanti con questa politica più si rivalutano personaggi come lui: uno dei pochi in questo difficilissimo frangente a mantenere una certa lucidità politica, una capacità di saper leggere gli eventi che va aldilà di alcune sue provocazioni, caratteristica della sua personalità.
Ieri notte ho passato anch’io un po’ di ore a guardare Porta a Porta e in quel guazzabuglio il Radicale è apparso il più in forma di tutti, l’unico vero politico. Inutile dire della vergogna provata di fronte all’ormai imbarazzante presenza dell’On. Tonino, dinanzi al quale persino Tremonti fa bella figura!
Sarà che il caro Pannella viene da una vecchia scuola, che quantomeno aveva un grande senso dello Stato, oppure che le ultime vittorie di sue antiche battaglie (vedi la moratoria sulla Pena di Morte) lo abbiano rinvigorito o quantomeno dato un senso politico che per molto tempo ai più è sfuggito. Per la verità questa intera classe politica riesce sempre di più nel difficile intento di farmi rimpiangere i vecchi partiti, i suoi leader, se non già nelle idee quantomeno nella capacità di stare in Parlamento.
Se arrivasse una nomina per Marco Pannella a Senatore a vita, ne sarei felicissimo per quanto ha rappresentato fino ad ora il movimento politico che lui incarna, con vere e proprie lotte di civiltà e modernità, alcune delle quali necessita sempre più questa nostra vecchia e malandata Italia, preda dei tanti conservatorismi di destra, centro e sinistra.
Sì ci credo sempre di più, Marco Pannella senatore a vita sarebbe una manna per noi italiani, riformisti.
Ma Mastella… non si sentirà solo?
Rasha in La Casta
Intendiamoci, nessuno che abbia un minimo di buon senso giurerebbe sulla purezza del Guardasigilli Mastella, tanto più che al centro di Roma il ministro della Giustizia si fece assegnare dall’amico Veltroni un intero edificio cielo-terra a lungotevere Flaminio (centro storico) con 26 vani, terrazzo, due verande e box auto, a 1.200.000 € (valeva almeno 6.000.000 €)
NNTP - Clemente Mastella, scrive l’Espresso, «abita all’ottavo piano di un palazzo sul Lungotevere Flaminio». Stavolta da Ina-Assitalia ha acquistato Initium, una società di Pirelli e Generali che concede a suoi inquilini, tra cui Mastella ma anche l’ex capo dello Stato Francesco Cossiga (9 vani e mezzo per 710 mila euro), «prelazione e sconto». Per Mastella, continua l’Espresso, «Initium ha fatto di più». La moglie Sandra e i figli hanno comprato 5 appartamenti nel palazzo, in totale 26 vani e terrazzo per un milione e duecentomila euro. Mastella s’è indignato: «Le insinuazioni dell’Espresso sono ignobili. Ho dato mandato al mio avvocato di querelare il settimanale».
Scritto da Fondazione Critica Liberale - venerdì 09 novembre 2007:
«La rimozione del vescovo di Locri Bregantini è un messaggio politico devastante da parte del Vaticano. La rimozione da Locri di quello che era diventato un simbolo della lotta alla criminalità mafiosa calabrese costituisce ora, per il chiarissimo messaggio che esprime, un ritorno alle origini nel rapporto omertoso fra gerarchie cattoliche e criminalità mafiosa.
La Chiesa cattolica fa la sua scelta precisa: in Calabria sta con Mastella e non con De Magistris, sta con chi ritiene normale convivere con le mafie e non con i giovani di “Ammazzateci tutti”. Rinuncia a nascondersi sotto la consueta ipocrisia buonista e getta la maschera. Mostrando un volto ripugnante».
Insomma chi è Mastella lo sanno tutti, ma i politici sono quanto mai stupiti e Pannella lo dichiara candidamente, paragonando Mastella a Craxi, perché anche Craxi era stato condannato ingiustamente, non perché non commise il fatto, ma «perché lo fanno tutti i politici» indiscriminatamente, a dx e a sx, , e allora che male c’è?
Lo stesso Cossiga lo dichiarò alla stampa, il finanziamento illecito ai partiti l’avevano tutti sulla coscienza, anzi sul conto corrente, perché si ritenevano in pieno diritto. Naturalmente ai partiti arrivava una parte, il resto nella ghirba personale dei politici, un mare di soldi… che arriva tutt’oggi. Nulla è cambiato.
Il guaio dell’Italia è che i politici non hanno più l’immunità parlamentare, hanno semplicemente l’immunità, perché mentre prima era legata solo alla responsabilità degli atti d’ufficio, adesso è totale.
Le numerosissime indagini su Berlusconi non furono fatte perché il cavaliere aveva raggirato, evaso, concusso, rubato ecc. ma perché era un avversario politico. Alle grandi aziende, tipo Fiat, Telecom, Ama, Eni ecc. ecc. la finanza non è mai arrivata. Anzi una volta arrivò a Romiti, allora amministratore delegato FIAT, ma poi gli spazzolarono il bavero della giacca e gli chiesero scusa: era tutto regolare. Ma per chi ci prendono, per la Bella addormentata del bosco?
Insomma non si fa, non si perseguita così un avversario politico, Berlusconi s’indignò giustamente: «Mi consenta Prodi, abbiamo sempre appozzato tutti e nessuno s’è mai lamentato». Ma Prodi non demorde: «Niente di personale Cavaliere, niente di personale. Solo perché sta dall’altra parte, altrimenti andrebbe benissimo, guardi Mastella…»
Insomma se indagano un cittadino e lo trovano non in regola quello diventa un delinquente. Se inquisiscono un politico diventa una vittima.
Quindi Mastella s’indigna giustamente e ieri sera su Porta a Porta Pannella precisa da uomo di mondo qual è: «Ma non ci sia l’illusione di una casta politica completamente disonesta o completamente onesta, perché non esiste né a destra né a sinistra».
Lo dichiara candidamente, ma insomma questi italiani che pretendono? Si vogliono rassegnare o no a una casta politica che oltre alle grasse prebende guadagna lautamente sottobanco?
Mastella è molto appassionato nelle sue dichiarazioni, si sente un perseguitato, che non si debba colludere né cogli avversari, né con la mafia né col Vaticano non lo sfiora nemmeno, ma se lo fanno tutti!
Vi accorgete di quanto calorosamente discutono tra loro? Si fanno rimbrotti e rampogne: ma tu hai sbagliato qua, e tu hai fatto peggio, e voglio vedere come farai quest’altro… sembra una lite tra comari, si tolgono continuamente la parola, si sovrastano con la voce.
E noi li guardiamo impotenti, nella loro belluina incontinenza in TV, completamente indifferenti alle figuracce che fanno ogni giorno sotto i nostri occhi. PERCHÉ A LORO. DI NOI ITALIANI. NON GLIENE FREGA NIENTE.
Perché sanno che non possiamo fare niente, e che non faremo niente, impotenti spettatori di queste galline padovane impaccate di soldi e immobili e società che se non guadagnano un po’ di più si annoiano.
Deve essere triste il povero Mastella che dopo aver messo su un piccolo impero se lo vede crollare addosso per un gip che stanco di arrancare nell’immondizia s’incavola e lo indaga. Non aveva dichiarato l’altro giorno la Iervolino al giornalista che insisteva sullo sgombro dei rifiuti:«Ma che strazio, li leveremo, mica muore nessuno!»
Eccoli i nostri politici, mica muore nessuno! E invece si muore, ogni giorno, sul lavoro, di freddo per strada perché non c’è una casa, di disperazione per un lavoro precario dove devono accettare lo sfruttamento assoluto pena il licenziamento capriccioso di un capo che guadagna in un giorno quel che lui guadagna in due anni.
Ma non è colpa loro, loro non lo sanno, non capiscono, non si identificano col popolo, noi per loro siamo alieni.
Per questo è tanto triste Mastella, perché proprio a lui quando ha fatto quello che tutti i politici fanno?
Non pensate che ora si sentirà solo?
Alla Sapienza parte il corso di Fisica Dogmatica. Poi nasce un mostro. Intanto il cronografo dei magistrati salva l’Italia
Povero Galilei: ignorava che nessuna lente, nessun prodigio ottico poteva
fargli vedere in anticipo come e da chi sarebbe stato insozzato il suo nome
Rivoluzione copernicana alla Sapienza di Roma. Durante l’odierna inaugurazione dell’anno accademico i 67 professori, splendidi eredi dell’illuminismo, gettano la maschera e danno il via in pompa magna al nuovo corso che rivela la vera natura della loro vocazione: Fisica Dogmatica. Viene fuori finalmente ciò che li ha spinti per tanti anni a denunciare con la bava alla bocca i crimini di mille anni fa della Chiesa: pura, semplice, nobile invidia. “Perché mai la Chiesa può avere la Santa Inquisizione e noi non possiamo avere la Laica Inquisizione?”, tuona il capo dei professori. Grande entusiasmo da parte di Pannella, Odifreddi, Fiorella Mannoia, Erri De Luca, che esultano e si stringono nell’abbraccio degli studenti, fulgide speranze per il futuro della nostra democrazia. Democrazia mirabilmente sintetizzata nel loro slogan “Fuori il Papa dall’università”, rimasto appeso nel vessillo che ricorda la loro memorabile impresa, la conquista della libertà. Il capo degli studenti, lo studente Fiore All’Occhiello – non è un epiteto, è proprio il suo nome di battesimo - prende la parola: “Perché mai la Chiesa può fare le crociate e noi non possiamo costringere il Papa a girare con la scorta militare a casa nostra, per impedire a uno schifoso dogmatico intollerante di venire a insozzare le nostre menti e i luoghi del sapere, che poi è sempre casa nostra?” Grande entusiasmo da parte di Pannella, Odifreddi, Fiorella Mannoia, Erri De Luca, che si stringono in un abbraccio festoso. Sta vincendo la parte migliore dell’Italia, quella tollerante. Ma all’improvviso…
… all’improvviso il capo degli studenti cade a terra. “Attentato alla democrazia!”, si grida da più parti. Tutti si stringono preoccupati intorno al ragazzo e tentano di capire che è successo. Lui fa cenno che sta bene. Grande disappunto di Pannella, Odifreddi, Fiorella Mannoia , Erri De Luca, che in cuor loro speravano in qualcosa di grosso. Il ragazzo, però, scoppia a piangere e tra le lacrime sussurra il nome di Mastella. Grande sorpresa di Pannella Odifreddi Fiorella Mannoia Erri De Luca, che ormai a furia di abbracciarsi si sono fusi in un unico essere con quattro corpi e una sola bocca: “Che c’è? Non dirci che stai male per lui eh”, dice l’essere unico, “O forse stai male per il governo Prodi? Massì dai che domani ne facciamo un altro migliore noi”. “Ma chissenefrega di Mastella e del governo”, sbotta lo studente Fiore All’Occhiello inconsolabile, “il mio sogno segreto era quello di fare qualcosa di nobile, di puro, per la giustizia. Un dono simbolico. Avevo già progettato l’orologio più preciso del mondo e volevo regalarlo ai magistrati di Santa Maria Capua Vetere. Ma ho appena scoperto che non serve più: quei magistrati ce l’hanno già l’orologio più preciso del mondo, più preciso del mio!” Grande sconcerto dell’essere unico Pannella Odifreddi Fiorella Mannoia Erri De Luca. La loro unica bocca rimane aperta, come quella degli altri studenti. Ma all’improvviso uno di loro grida con democratico furore: “E noi glielo spaccheremo, il loro orologio di merda!” Ovazione degli studenti solidali. Grande entusiasmo di Pannella Odifreddi Fiorella Mannoia Erri De Luca. L’Italia è salva e il suo futuro è in buone mani.
Università blindata causa ignoranza
Rivoluzione copernicana alla Sapienza di Roma. Durante l’odierna inaugurazione dell’anno accademico i 67 professori, splendidi eredi dell’illuminismo, gettano la maschera e danno il via in pompa magna al nuovo corso che rivela la vera natura della loro vocazione: Fisica Dogmatica. Viene fuori finalmente ciò che li ha spinti per tanti anni a insultare con la bava alla bocca i crimini di mille anni fa della Chiesa: pura, semplice, nobile invidia. “Perché mai la Chiesa può avere la Santa Inquisizione e noi non possiamo avere la Laica Inquisizione?”, tuona il capo dei professori. Grande entusiasmo da parte di Pannella, Odifreddi, Fiorella Mannoia, Erri De Luca, che esultano e si stringono nell’abbraccio degli studenti, fulgide speranze per il futuro della nostra democrazia. Democrazia mirabilmente sintetizzata nel loro slogan “Fuori il Papa dall’università”, rimasto appeso nel vessillo che ricorda la loro memorabile impresa, la conquista della libertà. Il capo degli studenti, lo studente Fiore All’Occhiello – non è un epiteto, è proprio il suo nome di battesimo - prende la parola: “Perché mai la Chiesa può fare le crociate e noi non possiamo costringere il Papa a girare con la scorta militare a casa nostra, per impedire a uno schifoso dogmatico intollerante di venire a insozzare le nostre menti e i luoghi del sapere, che poi è sempre casa nostra?” Grande entusiasmo da parte di Pannella, Odifreddi, Fiorella Mannoia, Erri De Luca, che si stringono in un abbraccio festoso. Sta vincendo la parte migliore dell’Italia, quella tollerante. Ma all’improvviso…
… all’improvviso il capo degli studenti cade a terra. “Attentato alla democrazia!”, si grida da più parti. Tutti si stringono preoccupati intorno al ragazzo e tentano di capire che è successo. Lui fa cenno che sta bene. Grande disappunto di Pannella, Odifreddi, Fiorella Mannoia , Erri De Luca, che in cuor loro speravano in qualcosa di grosso. Il ragazzo, però, scoppia a piangere e tra le lacrime sussurra il nome di Mastella. Grande sorpresa di Pannella Odifreddi Fiorella Mannoia Erri De Luca, che ormai a furia di abbracciarsi si sono fusi in un unico essere con quattro corpi e una sola bocca: “Che c’è? Non dirci che stai male per lui eh”, dice l’essere unico, “O forse stai male per il governo Prodi? Massì dai che domani ne facciamo un altro migliore noi”. “Ma chissenefrega di Mastella e del governo”, sbotta lo studente Fiore All’Occhiello inconsolabile, “il mio sogno segreto era quello di fare qualcosa di nobile, di puro, per la giustizia. Un dono simbolico. Avevo già progettato l’orologio più preciso del mondo e volevo regalarlo ai magistrati di Santa Maria Capua Vetere. Ma ho appena scoperto che non serve più: quei magistrati ce l’hanno già l’orologio più preciso del mondo, più preciso del mio!” Grande sconcerto dell’essere unico Pannella Odifreddi Fiorella Mannoia Erri De Luca. La loro unica bocca rimane aperta, come quella degli altri studenti. Ma all’improvviso uno di loro grida con democratico furore: “E noi glielo spaccheremo, il loro orologio di merda!” Ovazione degli studenti equi e solidali. Grande entusiasmo di Pannella Odifreddi Fiorella Mannoia Erri De Luca. L’Italia è salva e il suo futuro è in buone mani.
Ci volevano 67 ignoranti (nel senso etimologico del termine) per far tornare La Sapienza ai fasti del 68 e recuperare dal baule i vecchi striscioni anticlericali, l’eschimo verde, le sciarpe rosse e tutto l’arnamentario di papà e mamma. Mancano solo i ciclostilati, le R4 rosse e i tascapane militari, quelli sono oggetti preziosi da mercatino dell’antiquariato. Lo spirito però è integro. I giornali titolano come quarant’anni fa e il Corriere della Sera che scrive “Ateneo blindato” fa scorrere adrenalina pura nelle vene. E l’Ansa poi che lancia “l’ingresso principale dell’Università La Sapienza di Roma di piazzale Aldo Moro stamani è chiuso e presidiato dalle forze dell’ordine” è il massimo della goduria. Così invece di dar inizio all’anno accademico si inaugura la settimana anticlericale a suon di porchetta, vino e rutto libero. Ne avrà di che vantarsi il rettore Renato Guarini che adesso se la prende con la stampa che ha amplificato l’operato magistrale di una esigua minoranza di insegnanti e richiama ad una “valutazione serena e pacata”. Il buon senso del giorno dopo non paga e non giustifica e, mi spiace per il magnifico rettore, ma pare che il vile attacco mediatico adesso si soffermi sui commenti politici che, ad esclusione di Pannella, siano unanimi nel giudicare scriteriata e abnorme tutta la vicenda.
I primi interventi nella giornata inaugurale sono netti nei loro giudizi. Veltroni ha esordito specificando che “questa cerimonia si svolge in una situazione particolare: ciò che è successo è per un democratico inaccettabile”. Il ministro Mussi invece punta il dito sulla scempiaggine dei 67 paladini: “non è un attentato al principio di laicità il fatto che il Papa possa prendere la parola in questa sede”, ma si spinge oltre e giudica quello di Benedetto XVI, un intervento che “meritava di essere ascoltato”. Sempre per il principio di causa-effetto, non è comprendibile e nemmeno credibile spostare le responsabilità dalla saccenza dei firmatari e dal lassismo del Rettore, ai media che avrebbero creato “un clima” polemico sulla vicenda. Altrimenti il presidente Napolitano non si sarebbe esposto nell’auspicare che “L’importante ora è recuperare un clima di rispetto e di tolleranza, nella tradizione della Repubblica”, dando, senza tanti mezzi termini degli “intolleranti” ai 67 luminari puristi della laicità della scienza. Ma va oltre, conferma il suo rammarico e spiega la sua preoccupazione per l’accaduto e per il rischio che l’Italia possa “ritornare al passato, creando spirali di tensioni che possono solo portare al peggio”, a un ritorno alle contrapposizioni fra Stato e Chiesa, all’anti-clericalismo. L’invito quindi è quello a riporre i simboli pericolosi dell’antiquariato politico: “Ci sono cose che mi preoccupano, come quando vedo che rispuntano piccoli gruppi che si fregiano di sigle anticlericali: questo termine in Italia viene da un’altra epoca, viene da un passato che credevamo di aver chiuso e superato, non lo usava più nessuno”.
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francavillaradicale.blogspot.com](http://francavillaradicale.blogspot.com/2008/01/marco-pannella-porta-porta.html )
Marco Pannella a “Porta a Porta”
“E’ vero che io magari prediligo monaci, francescani e meno altre forme di espressione religiosa. Voglio però ringraziare Monsignor Fisichella (…) per una cosa personale, perché ciascuno di noi, poi, in due parole rappresenta se stesso. Lei ha avuto un’espressione che rappresenta, per me, lei: elegante, non come questi miei amici presunti universitari sgarbati. Lei ha detto ad un certo punto: “Noi non abbiamo bisogno di fare i digiuni per andare in televisione”. Spero che lei si vergogni di questa affermazione perché è dimostrato che ci andiamo poco. In questa cosa c’è lei. La sua eleganza, il suo pettorale, il suo oro, il suo essere, per me, chiesa simoniaca… Son bastate queste sue due parole per comprenderci molto”.
Adesso forse non basterà più neanche aspettare qualche altro anno e nuove 28 condanne dell’autorità garante per rivedere Marco di nuovo nella Terza Camera del Parlamento.
lachiazzafrancavillese.blogspot.com
Diritto di parlare, diritto di contestare
di Sergio Tatarano
Il problema italiano è la confusione di ruoli. La confusione tra Stato e Chiesa, la continua volontà di mescolare, in mala fede, Dio e Cesare. L’unico uomo al mondo a cui, nei Tg, è riservato più spazio di quanto lo si riservi a tutta la politica, a destra e sinistra, maggioranza e opposizione, governo e ministri, si dice, è stato censurato. In realtà, contestato, non ha saputo affrontare il dissenso. Assolutamente in linea con il personaggio, direi.
Figuriamoci se invece il laico, o quei laici che hanno in 67 scritto al Rettore che non volevano il Papa all’Università, possano avere paura della parola di Ratzinger. Ma se non passa giorno, ora, senza che noi sappiamo cosa pensa Papa Benedetto dell’aborto o dell’eutanasia, del divorzio o della droga, sappiamo addirittura che considera peccato sorpassare con l’auto. Però non sappiamo cosa pensa della pena di morte. Non gli abbiamo sentito spendere neppure mezza parola sull’argomento. Strano.
Ma come dicevo il problema italiano è la confusione. Che ci fa il Pontefice all’inaugurazione dell’anno accademico? Va a parlare insieme al Rettore e a tutti gli altri rappresentanti istituzionali e “benedice” i convenuti. Questo è lo sconcio. Come quando nella nostra piccola Francavilla si inaugura qualunque istituto pubblico con la benedizione del capo di UNA chiesa, LA Chiesa. E lì ci aspetteremmo la saggia rinuncia di un credente laico come il vescovo o qualunque prete. C’è la stessa confusione al contrario, quando il sindaco, la giunta e i consiglieri sfilano nella processione religiosa, trincerandosi dietro al fatto che hanno ricevuto un invito. Ma l’invito si può gentilmente ritenere inopportuno, ringraziando chi ce lo ha rivolto.
Era giustificato quello del Rettore? Ben altra cosa sarebbe stata impedire ad un rappresentante della Chiesa di prendere parte ad un dibattito pubblico. Ma questo era uno smaccato invito partigiano. Figuratevi, io che non ho potuto organizzare un dibattito con Mina Welby a Francavilla per l’ostruzionismo delle istituzioni, letteralmente fottute di paura alla vista di quella piccola signora, che avrebbe certo parlato con un interlocutore, confrontandosi, ma presidi e professori non ne volevano sapere. Se all’inaugurazione della mia scuola avessero invitato il vescovo per una predica anch’io mi sarei ribellato.
La storia ci insegna che l’intolleranza verso la parola è stata e sta tutta da una parte, dalla parte di quelli che hanno ucciso i Giordano Bruno secoli fa e che hanno condotto la campagna dell’astensione al referendum sulla l. 40 (coi soldi dell’8 per mille) solo tre anni fa. E ora si sentono imbavagliati? Certo, questo scherzetto ci condannerà come minimo a dieci “Porta a porta”, cento ore di vittimismo nei Tg, gare all’ultimo sangue tra Pd e destra, Veltroni e Berlusconi a chi si inginocchia di più e condanna maggiormente l’ormai ottocentesco anticlericalismo.
Concludo con le, come sempre, sagge parole di Marco Pannella: «Benedetto XVI soprassiede dunque. Ma potremmo certamente consolarci di questa sua decisione di non parlare in quella sede: potremmo sicuramente consolarci ascoltandolo, come quasi ogni giorno, a reti unificate nei telegiornali dall’alba a tarda notte».
[
Doppio slalom](
http://www.notteilluminata.com/blog/?p=178)
Vespa, iersera. Due temi: la tempesta abbattutasi sul Ministro della Giustizia e il Papa alla Sapienza.
Obiettivo: Reazione.
Nel caso Mastella ammiccamenti, battute, sofisimi, é politica e non reato, il tempismo dei giudici, l’avvocato di famiglia, aver invitato l’incomprensibile Di Pietro come paladino della controparte, la patente di pagliaccio al buon Pannella, solidarietà “umana”. Niente di nuovo, insomma, ordinaria amministrazione.
Nel caso di Ratzinger, l’apocalisse. Sebbene continui a pensare che sarebbe stato meglio farlo parlare (anche se la lezione pubblicata sui giornali si arrotola un pò su se stessa nelle premesse e ribadisce, assolutamente a ragione ma senza energia, l’importanza di affiancare la fede alla ragione come mezzo per contenere l’ondata utilitarista di cui è ammorbato l’occidente) sono davvero pagliaccesche le urla che evocano mancanza di libertà ed emergenza democratica (che c’è ma in ben altri settori). A propugnare queste tesi con spirito crociato Fisichella (posato ma davvero poco religioso, machiavellico piuttosto) e il povero Buttiglione, uomo in grado di sconfessare, in perfetta e nevrotica schizofrenia, le tesi della necessità del dibattito, della laicità, e della “libertà” (che malinconia ho provato per questa parola nel sentirla pronunciata da un uomo simile), con l’uso continuo di uno stilema degno di Pietro L’Eremita, che tutto lascia presagire, fuorché una volontà di dialogo. “Noi” (cattolici) e “voi” (laici e atei in senso dispregiativo). A motivarle di fronte all’opinione pubblica i “cento estremisti che hanno impedito al papa di parlare, e chissà potevano bruciare macchine e fare violenze”. Obiettivamente questo è falso, nonché pretestuoso. Ecco, su questo punto si basava il mio intervento di ieri.
Oggi, in Italia, (paese contraddistinto da un’unica classe piccolo-borghese per lo più indifferente a qualsiasi tema che non riguardi i pochi spiccioli che mette in tasca e il proprio infimo edonismo) qualsiasi protesta a decibel più alti è volutamente fatta passare dai mezzi di comunicazione ufficiali per terrorismo o para - terrorismo.
E’ inaccettabile. Ma è così. Gli striscioni inquadrati (slogan sciocchi e pregni di linguaggio televisivo) sono presi a pretesto per motivare qualsiasi impeto reazionario, così come avviene (avveniva) in occasione di ogni manifestazione del movimento No-Global.
Ora, non so dire come far sentire la propria voce senza ottenere il risultato opposto. In questo caso la colpa è dei media. Ma è evidente che così le voci dissidenti, vero tesoro in una idea idilliaca di democrazia, finiscono nel nulla.
Per ora, l’unica salvezza che viene in mente, ripeto, sono le buone argomentazioni all’interno del dialogo.
Spigolature: indagato il ministro di Giustizia per associazione a delinquere
Mannaggia la pioggia, mannaggia. Però non tutto il male vien per nuocere: innanzitutto perché dopo tanto tempo, Pannella c’ha concesso un’apparizione televisiva con una delle sue migliori prestazioni. Eppoi perché stando comodamente spaparanzati sul divano di casa propria, si può analizzare meglio la situazione.
E la situazione è questa:
1) quando invitiamo un ebreo, un politico di destra o il Papa all’università la Sapienza i no-global hanno il diritto di usare i manganelli per protestare contro le incongrue visite.
2) all’università potranno parlare liberamente solo brigatisti, terroristi islamici, iscritti a Rifondazione Comunista e sportivi con veline
3) a conferma che in Italia abbiamo un problema, sentite che ha detto il ministro della Giustizia nell’annuale relazione sullo stato della Giustizia:
nel corpo giudiziario ci sono «frange estremiste»
«le mie illusioni oggi sono frantumate di fronte a un muro di brutalità»
«sono stato percepito da frange estremiste come un avversario da contrastare, se non un nemico da abbattere»
c’è stato un «tiro al bersaglio nei miei confronti, quasi una caccia all’uomo, una autentica persecuzione».
«Tutta la mia famiglia - ha continuato - è stata intercettata, tutto il mio partito è stato seguito dalla procura»
«mia moglie è stata presa in ostaggio!»
Ripetiamo per chi si fosse sintonizzato solo ora: a parlare non è un cittadino italiano, ma il ministro della Giustizia.
Che dice di essere stato preso in ostaggio dalla magistratura italiana quella su cui lui dovrebbe avere una qualche autorità.
Poche ore dopo lo stesso ministro di Grazia e Giustizia è stato indagato per – credo – associazione a delinquere ed altri sei reati minori!
Non so se ridere o piangere.
Ma andiamo avanti: Odifreddi vorrebbe decidere chi deve parlare e quando, all’università di Fisica della Sapienza si è installata una banda di nazisti che sono contrari all’uso dell’elettronica (Cini), contrari al nucleare (sempre Cini, nella stessa facoltà di Fermi), contro Von Neumann (il papà del computer odiato da Odifreddi), contrari alle esplorazioni spaziali (Cini). Non meraviglai che gli studenti dicano dei loro professori che non riescono nemmeno a risolvere gli esercizi di termodinamica che loro stessi professori propongono.
Il fatto che oltretutto hanno instaurato un sistema di baronato che premia solo quelli con la tessera del partito non ci lascia però così basiti.
La cosa incredibile è che Cini è uno dei maggiori sostenitori dell’imporre restrizioni alla ricerca scientifica: ovviamente però vuole essere solo lui e Odifreddi a decidere cosa gli scienziati debbano studiare e cosa no.
E non farebbe nemmeno tanta fatica visto il livello sottosottosotto la mediocrità di parte della ricerca scientifica italiana.
Per oggi come cronaca nazionale può bastare… fate un po’ vobis se possiamo andare avanti ancora con questi…
PS: ma qualcuno di voi ieri sera l’ha visto il procuratore di S.Maria Capua a Vetere a Matrix? AUAUAUAUAU io mi sono pisciato sotto dalle risate. Meglio di Zelig, meglio di Zelig… se trovate la registrazione della puntata postate tutto!
PS2: alcuni link che mi sono passati di mano nei giorni scorsi, 4 dei quali forniti gentilmente da Domenico:
iniziativa di DECO per boicottare la Sapienza
L’APPELLO SPAZZATURA DEGLI SCIENZIATI “LAICI” CONTRO IL PAPA
COME MAI IN SOLI DUECENTO?
Quando Ratzinger difese Galileo alla Sapienza
qui vi potete fare due risate
qui da Rob potete discutere del bellissimo tema “matematica e fede”
Il diritto di dire no a Ratzinger
Dibattito (Giuliano Girlando, Sinistra Democratica)
La vicenda del papa alla Sapienza è finita male, ma forse sarebbe bene richiamare ciò che ha detto Stefano Rodotà: a Strasburgo è stato firmato un trattato comunitario che impone il rispetto di diritti come la ricerca scientifica, il testamento biologico e la condanna dell’omofobia.
Mi piacerebbe argomentare la discussione con le considerazioni emerse dalla riunione dei Giovani SD del Lazio. Spero così di fare cosa gradita, poiché quando si discute di temi che riguardano non solo la cosa pubblica ma anche l’interesse dei cittadini, renderli pubblici alla luce del giorno aiuta la nostra malata democrazia.
La vicenda della visita di Ratzinger alla Sapienza è sicuramente iniziata nel peggiore dei modi e
finita in un mare di polemiche. La prima responsabilità è imputabile al Rettore Guarini, la seconda alla classe dirigente di questo paese. Non si è tenuto conto della lettera dei 70 docenti che, legittimamente, hanno difeso in primis il ruolo dell’Università statale e dell’istruzione: trattandosi di proprietà dello stato italiano, non si vede la necessità di far aprire l’anno accademico ad un esponente di uno stato estero. Soprattutto quando lo stesso, nella famosa enciclica Spe Salvi, ha bollato illuminismo, scienza, marxismo e darwinismo, minando le libertà individuali dell’uomo nonché la conoscenza laica della persona. I docenti , gran parte professori di materie scientifiche, non potevano permettere di certo una Lectio Magistralis senza porre allo stesso pontefice un diritto di replicare con tesi e dati importanti a sostegno delle cose avversate da Ratzinger. Possiamo permetterci di dire “Santità, forse sbaglia un tantino a non ascoltare quello che il mondo laico afferma a ragione di un progresso necessario alla vita umana”? E’ evidente che gli studenti di tutti i collettivi e quelli provenienti da varie università avevano il diritto di manifestare insieme ai docenti stessi. Ed è evidente che la stessa Santa Sede non poteva permettere che le immagini della contestazione al Potere Clericale facessero il giro del mondo.
Ma sì, dai, evitiamo figuracce a Ratzinger, anzi, per non fargli mancare il sostegno, all’Udienza di oggi i Ciellini sono andati compatti a rivendicare il diritto all’ingerenza e all’oscurantismo. Hanno ragione, è doveroso dirlo. Enrico Boselli e soprattutto il leader del grande illuminismo liberale Marco Pannella, che ha ricordato all’opinione pubblica non solo l’ipocrisia dei leader della sinistra che hanno espresso cordoglio per il Santo Padre, ma che la lotta dei diritti civili è nata proprio nel dopoguerra, quando la Chiesa voleva riaffermare l’autorità politica. Di chi è il merito allora se abbiamo uno straccio di diritti civili in Italia? Ha fatto bene Rodotà, il costituzionalista, a ricordare agli smemorati di Montecitorio che a Strasburgo è stato firmato un trattato comunitario che impone il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, tra cui la condanna dell’omofobia, la richiesta delle unioni civili, del testamento biologico, della ricerca scientifica. Ma soprattutto della libertà di manifestare il dissenso. C’è libertà e democrazia quando il dissenso si manifesta, quando questo non avviene si parla invece di Regime. Rosa Luxembourg è un buon esame di coscienza per la sinistra, ringraziamo lo Psiconano per il diritto all’esame di coscienza.
P.s. AVETE RAGIONE E’ UN ALTRO COPIA E INCOLLA , MA QUANDO MI AVETE CHIESTO QUALCOSA DI MIO E’ ARRIVATA PRIMA LA RICHIESTA DI APRILEONLINE… AH LA MORATORIA A MIO NOME CONSISTE NEL “MAI + COPIA E INCOLLA”… UN SALUTO AI NON ANONIMI E GRAZIE ANCORA A FORTEBRACCIO , ZELIG , UGOLINO E GLI ALTRI PER IL LAVORO CHE SVOLGONO SULL’INFORMAZIONE LIBERA IN QUESTO BLOG
18 gennaio
difesadelcittadino.ilcannocchiale.it
Viva Pannella!
Il Porta a Porta di ieri sera ha ribaltato completamente la situazione. Aperta con la drammatica affermazione di Vespa: «Hanno impedito al Papa di parlare!», la trasmissione si è via via indirizzata verso una lettura diversa dell’accaduto. Così Cini e Odifreddi hanno posto l’interrogativo: «Ma si potrà dissentire anche sulla visita del papa all’Università?». E Pannella sarcasticamente ha sbattuto in faccia a Vespa e Fisichella (il monsignore) le cifre sulla presenza del Papa nei TG: un terzo del tempo, come il Governo, e immensamente più di qualsiasi altro soggetto. Allora: la favoletta che il pontefice non può parlare in Italia diventa solo una barzelletta. Ci siamo caduti un po’ tutti nell’inganno della prima reazione indignati per la rinuncia al discorso. Poi, considerando a mente fredda l’accaduto, un po’ di cose sono state rimesse a posto. E allora, Viva Pannella!
20 gennaio 2008
Non ci credo!!!Oggi da piazza San Pietro ho dovuto ascoltare al telegiornale Cicchitto di Forza Italia che mi dice: “sono qui in veste di liberale perché nei confronti del Papa c’è stata un’aggressione illiberale”..ma da quando una contestazione è considerata un’aggressione illiberale e non invece una vera e propria manifestazione di libertà?
Mastella invece ha definito imbecilli coloro i quali si sono permessi di contestare la visita del Papa..lui sì che è un vero gentleman liberale, rispettoso delle opinioni altrui!!!
Infine non si può dimenticare quello che è stato l’intervento più intelligente e riconciliante(o forse furbo e tagliente,punti di vista..), ovvero quello del Papa stesso, il quale ha invitato gli studenti ad avere sempre rispetto delle opinioni altrui….mmmmmmm..
Forse qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che non essere d’accordo con un’opinione altrui e avere il diritto a contestarla non significa non avere rispetto per questa opinione..ma sono certo che il Santo Padre sia ben consapevole di questa sottile differenza tra i due concetti, sebbene preferisca ignorarla potendo così facilmente far passare l’idea che chi non è d’accordo con la Chiesa e rivendica il diritto a esprimere il proprio dissenso, attacca la Chiesa ed è irrispettoso.
Sarebbe grave che passasse questo modo di pensare, sarebbe grave perché minerebbe l’autonomia intellettuale di ciascuno di noi e della nostra opinione pubblica, rischiando di appiattire le difese immunitarie(già molto debolucce) al sistema di pensiero della Chiesa, togliendo la voce ad una sana critica, sempre indice di libertà di un paese…per una volta devo dirlo:fortuna che c’è Pannella
Quando meno te lo aspetti,una piccola luce ..Pannella al TG3
TG3 delle 19,00 di oggi.
Una giornalista intervista Marco Pannella a proposito della polemica sul Papa alla Sapienza.
Giornalista Pannella stamattina a san Pietro c’erano politici laici e cattolici. La denuncia più forte: al papa è stata negata la parola. E’ d’accordo?
Pannella Dunque sia ben chiara una cosa: oggi, solamente oggi, il papa avrà parlato e a lungo ad almeno diciotto venti milioni di italiani fra tutti i telegiornali e questo oggi e oggi, ma continuamente è così, gli italiani lo sanno. E allora se la denuncia è che siccome non ha parlato a qualche centinaio di studenti dell’università lui non parla, e per dire questo sono cinque giorni che venti milioni di italiani stanno a sentire il papa, bé vabbé.. la verità è che non c’è da scherzare, è una situazione grave e diciamo che il clericofascimo di una volta era niente rispetto a questo.
Giornalista Sta di fatto che stamattina in piazza c’era un sacco di gente..
Pannella Figurarsi.. bé io a piazza Venezia quando ero ragazzino al Colosseo eravamo 400 mila 500 mila eh
Giornalista E’ un brutto segno?
Pannella No dico solo che allora non si diceva poi almeno che Mussolini non poteva parlare.
21 gennaio 2008
Lo scorso giovedì 17 gennaio papa Benedetto XVI avrebbe dovuto tenere un discorso in occasione della inaugurazione dell’anno accademico della università “La Sapienza” di Roma. La visita è invece stata annullata a seguito di numerose contestazioni. A protestare contro la presenza del papa era stato, fin dal novembre dello scorso anno, il grande fisico Marcello Cini, con una lettera al Magnifico Rettore nella quale notava che una tale visita è discutibile sul piano formale, perché la teologia non si insegna nelle università dello stato, e pertanto una lezione magistrale con contenuti teologici non ha senso, ed avrebbe conseguenze “devastanti” sul piano sostanziale, perché rappresenterebbe un passo ulteriore nel tentativo di Ratzinger di sottomettere la ragione alla fede, considerando le scienze «come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate».
Sessanta docenti de “La Sapienza” hanno sottoscritto la lettera di Cini, aggiungendo alle sue argomentazioni un solo particolare:
Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto».
«Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano», hanno scritto i docenti. L’annullamento ha suscitato le reazioni indignate di quasi tutti i politici italiani. Il capo del governo Romano Prodi ha espresso “profondo rammarico”, il presidente della Repubblica Napolitano ha mandato al papa una lettera di solidarietà, Silvio Berlusconi ha parlato di «grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un’ideologia settaria e faziosa», mentre secondo Pier Ferdinando Casini i firmatari della lettera «con la loro intolleranza hanno dimostrato lo stato di desolazione dell’Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del ‘68». Unica eccezione Marco Pannella, che ha affermato: «Potremmo certamente consolarci di questa sua [del papa] decisione di non parlare in quella sede: potremmo sicuramente consolarci ascoltandolo, come quasi ogni giorno, a reti unificate nei telegiornali dall’alba a tarda notte». I radicali hanno anche diffuso dati sulla presenza della Chiesa nelle televisioni italiane, dai quali risulta che nel periodo dal 19 aprile 2005 al 14 gennaio 2008
il Vaticano complessivamente ha avuto accesso per 26h 35’ sul TG1 (più del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica); 20h 28’ sul TG2 (più del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica,); 19h 32’ sul TG3 (più del presidente della Repubblica).
Nel testo che avrebbe dovuto leggere alla “Sapienza”, papa Benedetto XVI sostiene che il papa «non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà», ma sottolinea anche che la ragione, se «diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e così non diventa più grande, ma più piccola. Applicato alla nostra cultura europea ciò significa: se essa vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e – preoccupata della sua laicità – si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma».
In questa vicenda sono in gioco almeno due questioni.
La prima è quella del senso della democrazia. V’è chi dice che democrazia è dare sempre e comunque libertà di parola, per cui l’annullamento della visita del papa è stato un episodio inequivocabile di intolleranza antidemocratica. altri rispondono che invece la democrazia è incompatibile con la presenza di autorità che non si possono contestare, che anche la libertà di critica e di contestazione sono forme della libertà di parola, e che comunque il papa ha mille modi per far conoscere il suo pensiero, come dimostrano i dati sulla sua presenza in televisione.
La seconda questione è quella, più complessa, dei rapporti tra ragione e fede. Per gli scienziati la ragione è libera ed autonoma, ed ha il diritto di ricercare la verità senza alcun condizionamento, senza dover fare riferimento ad alcuna verità superiore. Secondo il papa (come appare chiaro dallo stesso discorso che avrebbe dovuto tenere alla “Sapienza”, e come emerge chiaramente da un precedente discorso all’Università di Ratisbona), la ragione da sola inaridisce, ed ha bisogno di essere vivificata dalla verità indicata dalla fede.
Questa seconda questione ci porterebbe troppo lontano, temo. Possiamo però discutere dell’episodio alla luce della nostra concezione della democrazia. Chiederci, cioè, se si è trattato di una espressione di democrazia o di antidemocrazia, di un fatto rassicurante o allarmante.
Sandra Mastella è una signora affascinante ed intelligente. Clemente Mastella è un signore molto simpatico e un politico abile. Sandra l’ho intervistata qualche anno fa. Clemente, se ben ricordo, l’anno dopo. Tutti gli anni, da allora, a Natale, nonostante nelle mie interviste Clemente venga spesso bistrattato, mi arrivano dei buonissimi torroncini, detti i torroncini di Mastella, che io sgranocchio con voluttà. Il papa è un essere umano è in quanto tale ha diritto alla parola. Lui, non l’ho mai intervistato. Da lui, a Natale, non mi arriva niente. Ma non è per questo che non mi piace. Non mi piace per quello che dice, che pensa e che fa. Ma Sandra, Clemente e il papa sono persone con diritti come tutti gli altri. Come diceva continuamente un mio vecchio amico, l’editore di Abc Francesco Cardella, su questo non ci piove. Premesso questo, ognuno ha le sue battaglie gradite ed io non riesco ad appassionarmi più di tanto alla battaglia sul diritto di parola del papa. Lottare perché il papa possa parlare è come lottare perché Berlusconi si possa arricchire. E’ giusto, ma dobbiamo veramente impegnarci? Il papa parla parla parla ed i media amplificano amplificano amplificano. Tutti i giorni, a tutte le ore. Il papa non sta mai zitto e tutti gli italiani sanno perfettamente quello che pensa. Dire che il papa è stato zittito è come dire che Barlusconi è povero. Cioè: non è vero. Il papa parla più di Pannella. Nessuno si lamenta se ogni tanto qualcuno strappa il microfono di mano a Pannella. Il Dalai Lama è venuto in Italia e nessuno (o quasi) ha voluto riceverlo, dandogli uno straccio di visibilità, che avrebbe utilizzato per far capire agli italiani chi egli sia e quali lotte porti avanti. Nemmeno il papa, sì, proprio quello silenziato, ha ricevuto il Dalai Lama. Nemmeno il papa l’ha fatto parlare. Non ricordo molte voci di protesta, molti riferimenti a Voltaire, da parte di quel mondo che oggi si lamenta perché il papa non ha potuto parlare alla Sapienza. Insomma, mi dispiace che il papa sia risultato sgradito, ma contemporaneamente non me ne frega niente. Io sono perché tutti possano parlare, è il sale della democrazia. Ma sono anche perché tutti possano esprimere il dissenso. E in fondo solo di dissenso si è trattato. Niente di più anche se Buttiglione, a Porta a Porta, si è permesso di chiamare terroristi i dissidenti e di sostenere che i professori firmatari della famigerata lettera sono la parte più ignorante del mondo accademico. Se poi il papa non ha voluto affrontare la contestazione è solo un problema suo.
E veniamo a Clemente e Sandra. Io trovo pena per quello che sta succedendo ai coniugi Mastella. Ma essi appartengono a quella casta dei politici che ci ha abituato a scoprire troppo spesso che ne fanno di tutti i colori. Quindi aspettiamo di vedere che cosa c’è nelle indagini dei giudici napoletani. E nel frattempo forza Sandra, forza Clemente. Dimostrate che siete puri come degli angeli. Ma non fate come ha fatto Clemente, discorsi al Parlamento, non fate, come ha fatto Clemente, ricatti al Governo, non dite, come ha detto Sandra, che ce l’hanno con voi perché siete cattolici. Non ci sono catacombe in Italia.







