Parentopoli alla Sapienza

Pubblicato il 18 Gennaio 2008
Renato Guarini, Rettore della SapienzaRenato Guarini, Rettore della Sapienza

La mancata visita di Papa Ratzinger alla Sapienza ha distolto l'attenzione dallo scandalo che ha coinvolto l'ateneo, ed in particolare il rettore Renato Guarini, nei giorni immediatamente precedenti all'inaugurazione dell'anno accademico.

Sul registro degli indagati oltre al "magnifico" ci sarebbe il professore di Estimo, Leonardo Di Paola, presidente della Cpc, la Compagnia progettazione e costruzioni che sta realizzando il parcheggio sotterraneo nella città universitaria, un´opera da 8,8 milioni di euro. «Abuso d´ufficio» è il reato ipotizzato per entrambi.

L'inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cordova e dal pm Angelantonio Racanelli, vuole fare chiarezza sulle commistioni tra incarichi d’oro e docenze. A partire da ottobre scorso, la Guardia di Finanza ha esaminato atti e acquisito la documentazione del parcheggio interrato che dovrà liberare dalle auto la città degli studi.

L’opera, partita nel marzo e costata 8,8 milioni di euro, è stata appaltata dal provveditorato per i Lavori pubblici e poi affidata alla Compagnia progettazione e costruzioni (Cpc) il cui presidente è l’architetto Leonardo di Paola, docente di Estimo. L’amministratore delegato, già presidente dei giovani costruttori Ance, è suo figlio Marco e peratro docente a contratto ad Architettura. I finanzieri si sono anche fatti consegnare gli atti sul concorso per l’area di Estimo, vinto dalla figlia maggiore dell’attuale rettore Maria Rosaria Guarini.

La figlia del rettore è stata l’unica candidata, alle prove scritte e orali si presenta solo lei e la commissione, presieduta da Di paola, la sceglie come ricercatrice. L’altra figlia Paola Guarini, dall’ottobre del 2006 insegna architettura degli interni, anche il suo compagno, geologo, presta servizio alla Sapienza.

Gli inquirenti vogliono capire se gli esami siano stati pilotati; se ci siano state pressioni sul professor Di Paola che, oltre a insegnare la materia scelta dalla Guarini, figurava nella commissione d´esame che l´ha promossa.

«Parentopoli alla Sapienza, accertamenti sul rettore Guarini», Corriere Romano, 6 ottobre 2007

Dopo lo scandalo sui presunti test irregolari alla facoltà di medicina, all’universita’ la Sapienza sono arrivate anche le fiamme gialle che hanno controllato gli uffici affari generali, personale e patrimonio. Al centro delle indagini della finanza gli appalti di edilizia universitaria controllati dai docenti dell’ateneo e concorsi pilotati per parenti e amici. Secondo “la Repubblica” sarebbe coinvolto nell’affare lo stesso rettore, Renato Guarini, che avrebbe “piazzato” le due figlie, una delle quali ha scelto la materia del professor di paola, architetto che con altri due docenti è titolare della ditta a cui è stato assegnato l’appalto milionario per la costruzione del parcheggio interrato che dovra’ liberare le auto la citta’ degli studi. La figlia del rettore e’ l’unica candidata, alle prove scritte e orali si presenta solo lei e la commissione, presieduta da di paola, la sceglie come ricercatrice. Cinque giorni dopo l’atto e’ controfirmato dal papà; il rettore Renato Guarini. >L’altra figlia paola guarini, dall’ottobre del 2006 insegna architettura degli interni, anche il suo compagno, geologo, presta servizio alla Sapienza.

«Parentopoli alla Sapienza, indagato il rettore», Repubblica.it, 7 gennaio 2008

Partono i primi avvisi di garanzia per la “parentopoli” e gli appalti di edilizia universitaria assegnati a spa controllate da docenti della Sapienza. Sul registro degli indagati finiscono nomi eccellenti, quelli del magnifico rettore, Renato Guarini, e del professore di Estimo, Leonardo Di Paola, presidente della Cpc, la Compagnia progettazione e costruzioni che sta realizzando il parcheggio sotterraneo nella città universitaria, un´opera da 8,8 milioni di euro. «Abuso d´ufficio» è il reato ipotizzato per entrambi.

«Sapienza, si allarga l’inchiesta», Repubblica.it, 8 gennaio 2008

Nuovi provvedimenti giudiziari e nuovi indagati per la Parentopoli della Sapienza. Ora l’attenzione degli inquirenti, oltre che sul rettore Renato Guarini, sulle sue due figlie e sul genero, si concentra su una decina di docenti impegnati nel piano di decentramento dell’ateneo più grande d’Europa. L’inchiesta punta anche a far luce su criteri e procedure per la progettazione dei nuovi campus. Renato Guarini risulta indagato per il conferimento dell’incarico di ricercatrice alle due figlie. I magistrati vogliono capire se gli esami siano stati pilotati; se ci siano state pressioni sul professor Leonardo Di Paola che, oltre a insegnare la materia scelta da Maria Rosaria Guarini, era presidente della commissione d’esame che l’ha “promossa”. Il docente di Estimo alla facoltà di Architettura risulta essere anche il presidente della Cpc, la società cui fu affidata la realizzazione di un parcheggio interrato nella città degli studi. Un’opera appaltata dal Provveditorato alle Opere pubbliche. Gli inquirenti stanno verificando se dietro a queste assegnazioni ci sia stato uno scambio di favori.

Sapienza, pressioni sul superteste, Repubblica.it, 9 gennaio 2008

Le indagini della Procura alla Sapienza si allargano ad altri incarichi e cantieri, mentre uno dei testimoni principali dell´inchiesta riceve dal rettore l´invito a dimettersi dal consiglio di amministrazione dell´ateneo. Così, nella città degli studi il clima si surriscalda proprio alla vigilia dell´inaugurazione dell´anno accademico, con il Papa e il ministro dell´Università, Fabio Mussi (il 17 gennaio).

Guarini: “Macché parentopoli, c’è chi vuole la Sapienza nel caos”, Repubblica.it, 11 gennaio 2008

«Prima di rispondere alle domande vorrei inquadrare nel giusto contesto la vicenda, soprattutto mediatica, che mi riguarda. All´inizio del mio mandato di rettore nel 2005 ho compiuto un´azione incisiva per dare impulso a numerosi progetti che erano fermi da anni, nell´ottica di un rilancio dell´Università. Evidentemente così facendo ho ottenuto risultati e ho dato fastidio a gruppi di interesse, che hanno reagito scatenando una campagna denigratoria nei confronti della mia gestione. Il fine è palesemente quello di ostacolare le attività e di provocare caos, anche in vista delle elezioni per il rinnovo del mandato rettorale del prossimo ottobre. Stupisce che anche qualche grande e prestigiosa testata possa essersi fatta coinvolgere in questo gioco, fino a pubblicare notizie non verificate, con il risultato di essere strumentale a logiche che nulla hanno a che fare con una corretta informazione».