Partecipando alle elezioni provinciali i serbi del Kosovo legittimerebbero la proclamazione d’indipendenza

9 novembre 2007

BELGRADO – Il ministro serbo per il Kosovo e Metohija Slobodan Samardzic ha dichiarato che Belgrado non può raccomandare ai serbi del Kosovo e Metohija di partecipare alle elezioni parlamentari e locali nella provincia, perchè con il loro voto darebbero praticamente legittimità alle istituzioni provvisorie che minacciano la proclamazione unilaterale dell’indipendenza.

Samardzic ha dichiarato in un’intervista per l’agenzia Tanjug che le elezioni in Kosovo e Metohija sono state annunciate dalle istituzioni provvisorie quando il rappresentante speciale dell’ONU Joachim Rucker aveva irresponsabilmente dato loro l’autorizzazione per farlo e ha sottolineato che le stesse istituzioni provvisorie minacciano di autodichiarare l’indipendenza della provincia meridionale serba.

«Non possiamo obbligare i serbi ad andare alle elezioni, a votare per delle istituzioni che il giorno dopo proclamerebbero l’indipendenza del Kosovo e Metohija e allo stesso modo non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla posizione indaeguata del rappresentante speciale delle Nazioni Unite e dei ministri ad interim», ha sottolineato Samardzic.

Il Ministro ha aggiunto che un’altra importante ragione che ha portato ad invitare i serbi a disertare le urne kosovare il 17 novembre, sta nella possibilità di una manipolazione dei loro voti.

«Dal momento che nè noi nè i serbi kosovari possiamo avere accesso a un monitoraggio delle elezioni dall’interno, crediamo che sia meno pericoloso non recarsi alle elezioni, piuttosto che vedere i nostri voti per le autorità locali assegnati al parlamento provinciale», ha spiegato Samardzic.

Il Ministro sostiene infatti che le elezioni locali e parlamentari siano state volutamente programmate per lo stesso giorno: è chiaro che in alcune municipalità i serbi debbano esprimere il loro voto, ma non al prezzo di una manipolazione altamente probabile.

Samardzic ha fatto notare che otto anni dopo l’introduzione dell’amministrazione internazionale nella provincia, due terzi della popolazione serba non vive più in Kosovo-Metohija ed ha concluso che è in una situazione come questa è assurdo dare un segnale positivo, o anche solo mantenere il silenzio a riguardo. «Quando lo status del Kosovo sarà stabilito, quando i serbi kosovari saranno soddisfatti delle istituzioni e quando questa questione troverà risposta in un compromesso tra Belgrado e Pristina, allora potranno esserci in Kosovo-Metohija elezioni alle quali anche i serbi parteciperanno».