Partiti o SpA? I legami tra partiti, aziende di partito e fondazioni
Altre pagine di questo documento:
- Partiti o SpA? I legami tra partiti, aziende di partito e fondazioni
- Le liti tra il Partito Democratico e la Quercia sulle fondazioni diessine
- Interessi economici a capo dei DS
- Dalle "aziende di partito" alle fondazioni: la trasformazione dei DS in vista del Partito democratico

I partiti secondo la Costituzione
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Ma vorrei qui anche ricordare i due articoli, proposti esclusivamente da me senza la collaborazione di La Pira, che mi riuscì di far passare nella Costituzione, che sonò gli attuali articoli 3 capoverso e 49. […] L’art. 49 è quello che ha riconosciuto il ruolo costituzionale dei partiti, fin allora considerati semplici associazioni private, costituzionalmente non rilevanti. Era, credo, la prima menzione dei partiti in una costituzione occidentale, e fu poi seguito dall’art. 21 della Legge fondamentale germanica.
Il problema della definizione del ruolo del partito politico nell’ordinamento giuridico italiano nasce da lontano ma non ha ancora trovato un’organica risposta legislativa. Già nel dibattito alla Costituente era emersa l’esigenza di disciplinare nella Carta costituzionale la posizione giuridica dei partiti, quali strumenti per la partecipazione dei cittadini alla vita politica sia pure rinviando alla legge ordinaria il compito di precisarne le attribuzioni e di stabilire le forme di accertamento dei requisiti richiesti per l’esercizio di tali attribuzioni.
Ma il tentativo di introdurre in modo esplicito il principio del riconoscimento giuridico dei partiti e dell’assegnazione agli stessi di compiti di carattere costituzionale si scontrò con la dura opposizione del Pci. Come ebbe a dire esplicitamente Concetto Marchesi in seno alla Prima sottocommissione, la sinistra temeva infatti che l’adozione di norme che consentissero un controllo sulla vita dei partiti potesse divenire strumento per mettere fuori legge il Pci. […]
Il problema dei partiti venne invece affrontato nella prima metà degli anni Settanta in Parlamento, sotto un profilo del tutto diverso: quello relativo all’opportunità di assicurare un finanziamento pubblico ai partiti. […] Ma proprio nel momento in cui l’art. 49 veniva richiamato a sostegno della correttezza politico-istituzionale del finanziamento dello Stato ai partiti, si negò da parte della grande maggioranza delle forze politiche (con l’esclusione dei soli liberali e repubblicani) che una volta entrati nell’ordine di idee di garantire il finanziamento pubblico da questo derivasse la necessità di una regolamentazione giuridica dei partiti stessi.
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