Per il Tg2 la sentenza contro Galileo «fu razionale e giusta»

Pubblicato il 22 Gennaio 2008

Altre pagine di questo documento:

  1. Per il Tg2 la sentenza contro Galileo «fu razionale e giusta»
  2. Analisi qualitativa nei telegiornali italiani delle notizie riguardanti il Papa
Galileo GalileiGalileo Galilei

Il 14 gennaio scorso, a chiusura dello spazio dedicato al caso Ratzinger-La Sapienza, il Tg2 ha mandato in onda un servizio nel quale, «alla luce dei parametri filosofico-scientifici di oggi», il caso Galileo è stato definito «non più scandaloso». Paradossale, invece, è considerata la posizione dei docenti firmatari della lettera al Rettore Guarini, colpevoli di contestare al Papa «la citazione di un filosofo della scienza anarchico, Paul Feyerabend, che l'allora cardinal Ratzinger fece, in modo assolutamente neutro, all'interno di una sua conferenza: "La chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta"».

Tommaso Ricci, autore del servizio (nonchè cognato di Rocco e Angela Buttiglione), non lascia spazio ad alcun contraddittorio e conclude asserendo che se solo [Galileo] avesse seguito il consiglio di San Roberto Bellarmino – un Popper ante litteram – di parlare per ipotesi e non per tesi dimostrate, l'imbrogliato caso Galileo non ci sarebbe mai stato».

Di seguito, il video del servizio pubblicato su You Tube e la trascrizione della "lectio magistralis" di Ricci.

Dal Tg2 del 14 gennaio 2008: «La chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta»

(da YouTube, video dell’utente Razionalismo. Vai agli altri video di Razionalismo)

«Bisogna dire grazie ai docenti della facoltà di fisica dell’Università La Sapienza di Roma per aver tirato in ballo il geniale scienziato nonché cattolico fervente Galileo Galilei, nella loro veemente epistola anti-ratzingeriana. Sì, perché un po’ di anni fa un sondaggio europeo rivelò che il 30% degli studenti di scienze credeva che Galilei fosse stato arso vivo, il 97% che avesse subito torture e praticamente tutti che alla fine della sentenza di condanna ecclesiastica avesse detto la fatidica e fiera frase: «Eppur si muove». Tre falsità sesquipedali, che dunque i signori docenti pagati col denaro pubblico potranno contribuire a smontare, diradando così l’ignoranza crassa e la malafede ideologica che circonda il caso Galileo. I signori docenti – e qui siamo al paradosso – contestano al papa la citazione di un filosofo della scienza anarchico, Paul Feyerabend, che l’allora cardinal Ratzinger fece, in modo assolutamente neutro, all’interno di una sua conferenza: «La chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta». Un giudizio, quello del radicale Feyerabend, che suona provocatorio perchè contrario alla mentalità conformista odierna. Se giudicato con i parametri filosofico-scientifici di oggi, il caso Galileo non appare più così scandaloso. Lo scienziato pisano non riuscì a portare prove valide contro la tesi geocentrica, anzi ne portò di errate. Le prove vere arrivarono solo decenni più tardi. E se solo avesse seguito il consiglio di San Roberto Bellarmino – un Popper ante litteram – di parlare per ipotesi e non per tesi dimostrate, l’imbrogliato caso Galileo non ci sarebbe mai stato»

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  2. Analisi qualitativa nei telegiornali italiani delle notizie riguardanti il Papa