Perché ci censurano

Se badiamo alla realtà politica di questi trent’anni agli equilibri di regime e alla spartizione di potere tra DC e PCI a una il monopolio del governo, all’altro il monopolio dell’opposizione che costituisce la base, si deve riconoscere che la corrente radicale, al di là dei connotati soggettivi di tipo borghese, ha rappresentato l’unico dato di crisi e di alternativa. Nella misura almeno in cui ha contestato la linea di tutti i partiti cercando di far esplodere i punti di contraddizione del regime. Non a caso tutta la classe politica si è coalizzata istintivamente, più che per calcolo, contro l’intrusione di questo elemento di crisi dell’equilibrio storico. Per arrivare ai nostri anni, è indubbio che la rappresentazione di questo sistema perfetto, che è la caratteristica del regime, è stata spezzata proprio dalle battaglie per i diritti civili. Con il divorzio e il referendum sono mutati gli schieramenti e gli stessi rapporti tra i vertici dei partiti e le loro basi. Di qui la necessità d’impedire ai radicali di sviluppare la loro lotta dentro le istituzioni. Di qui la chiusura, la censura, il confino politico.

Marco Pannella

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