Blair

La ricerca della verità: da Allende all' Iraq

Palacio De La MonedaPalacio De La Moneda

La riesumazione del deposto presidente cileno Salvador Allende farà luce su quanto accaduto la notte dell' 11 settembre nel Palazzo della Moneda. A distanza di molti anni la volontà della famiglia di capire cosa accadde trova corpo nelle parole della figlia Isabel: "Vogliamo la verità complessiva di quegli anni", non solo per l'ex presidente ma anche per "quei 725 casi di presunte violazioni dei diritti umani non [hanno] mai ricevuto alcuna giustizia: un paese civile non può accettarlo".

Il Satyagraha radicale per la ricerca della verità sul mancato esilio di Saddam condivide lo stesso spirito che anima Isabel e molti cileni in questo momento: un paese civile non può vivere senza verità. In Cile si chiede di indagare sulle responsabilità e sulle cause della morte di un uomo. Nel caso del mancato esilio di Saddam si tratta di riportare alla luce un progetto politico-diplomatico che è stato affossato. Un progetto che avrebbe evitato una guerra.

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Wikileaks: alla Iraq Inquiry fu detto di "proteggere gli interessi degli USA"

Dal sito di wikileaks: la GB promise che l'inchiesta guidata da Sir Chilcot sulla guerra in Iraq avrebbe protetto i "vostri interessi" (degli Stati Uniti) durante l'indagine sulle cause della guerra.

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Wikileaks: alla Iraq Inquiry fu detto di "proteggere gli interessi degli USA"

Dal sito di wikileaks: la GB promise che l'inchiesta guidata da Sir Chilcot sulla guerra in Iraq avrebbe protetto i "vostri interessi" (degli Stati Uniti) durante l'indagine sulle cause della guerra.

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Bush, Blair, Berlusconi: «un complesso militare-industriale»

«Riferiremo sulle grandi responsabilità - che ritengo di carattere nazionale, internazionale, penale e criminale - per la guerra fatta in Iraq per impedire l'esilio di Saddam e per impedire una soluzione democratica pacifica, visto che il complesso militare-industriale aveva deciso di muoversi in questo modo.

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Documenti governativi desecretati: esisteva un'alternativa alla guerra in Iraq. Il video

Vertice delle AzzorreVertice delle Azzorre

Alla vigilia del primo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2001, alla possibilità di un attacco all’Iraq se ne stava affiancando un’altra di segno radicalmente alternativo: l’esilio di Saddam Hussein. Riteniamo di avere acquisito la documentata certezza che si possa imputare al Presidente Bush, con piena corresponsabilità purtroppo anche del premier Tony Blair, di avere impedito con ogni mezzo che la liberazione dell'Iraq dalla dittatura potesse avvenire con l’acquisizione, sin da metà febbraio del 2003, della piena disponibilità all'esilio del dittatore iracheno. Una liberazione che sarebbe stata conquistata con la pace, senza alcun spargimento di sangue che avrebbe consentito una conseguente transizione alla democrazia sotto l'egida delle Nazioni unite.

I documenti citati in questo video sono il "January 2003 memo" pubblicato il 27 marzo 2006 dal NYTimes (memorandum confidenziale scritto da David Manning - all´epoca consigliere diplomatico di Tony Blair - che registra tutti i punti del meeting di due ore che si tenne il 31 gennaio nell´Oval Office) e il colloquio pubblicato da El Pais il 26 settembre 2003 tra Bush ed Aznar del 22 febbraio 2007 in Texas.

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Esilio di Saddam: era possibile ma si scelse la guerra. La rivelazione di "El Pais"

George W. BushGeorge W. Bush
George Bush: «Gli egiziani stanno parlando con Saddam Hussein. Sembra che abbia fatto sapere che è disposto ad andare in esilio se gli permetteranno di portare con se un miliardo di dollari e tutte le informazioni che desidera sulle armi di distruzione di massa. Gheddafi ha detto a Berlusconi che Saddam se ne vuole andare».

Dal testo del colloquio con Aznar del 22 Febbraio 2003 pubblicato da El País il 25 settembre 2007

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