Demba Traoré

Ban Ki-moon: Prodi inviato in Mali

Romano ProdiRomano Prodi
Demba TraoréDemba Traoré
Il Consiglio Onu per i diritti umani ha adottato lo scorso 28 settembre a Ginevra una risoluzione di condanna delle violenze e delle violazioni dei diritti dell'Uomo in Mali, salutando con soddisfazione le iniziative del governo locale perché i responsabili siano portati davanti alla giustizia. La risoluzione "condanna gli eccessi e gli abusi compiuti in Mali, in particolare nel nord del paese, da parte dei ribelli, di gruppi terroristici, di organizzazioni criminali transnazionali, comprese le violenze contro le donne e i bambini, le vittime, gli ostaggi, i bombardamenti e i saccheggi, le distruzioni di siti culturali e religiosi, il reclutamento di bambini soldato". Nel testo, inoltre, si "prende atto delle misure adottate dal governo del Mali per assicurare alla giustizia gli autori di questi atti". Il governo maliano inoltre ha chiesto alla Corte penale internazionale di indagare sui crimini di guerra compiuti dopo la secessione del nord del paese. Demba Traoré, Segretario Generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, dallo scorso agosto è ministro del Mali con delega al decentramento.

Da oggi, giovedì, Ivan Šimonovic, delegato del segretario generale Onu, è in missione in Mali, con il compito, tra l'altro, di cercare possibili collaborazioni tra l'ufficio dell'alto commissario Onu per i diritti umani e il governo maliano. Šimonovic dovrebbe recarsi anche a Mopti, citta' del nordest del Paese, la stessa zona in cui l'alto commissario onu per i diritti umani Navi Pillay ha denunciato gravi violazioni dei diritti umani, ad opera di gruppi jihadisti come il Movimento per l'unità della Jihad e Ansar Dine. Delle amputazioni, lapidazioni ed esecuzioni sommarie aveva parlato anche il presidente del consiglio del mali, a New York.

Da Mopti un reportage del 5 ottobre della Associated Press parla della diffusione degli islamisti, e dei loro metodi di reclutamento

Intanto, nella stessa giornata il presidente francese Hollande torna ad evocare un intervento armato nel Paese.

"La Francia farà la fine degli Usa in Afghanistan se tenterà un intervento", risponde il Movimento per l'Unicità della Jihad in Africa Occidentale

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Intervista al Segretario del Prntt Demba Traorè: in Mali solo un governo credibile potrà sottrarre il Nord agli islamisti

Demba TraorèDemba Traorè

Il segretario del Prt Demba Traoré, avvocato del Mali, ex deputato all'Assemblea nazionale, dove ha presieduto la commissione parlamentare per le leggi costituzionali, in un'intervista a Radio Radicale, spiega come ha avuto origine l'occupazione del Nord del Paese ad opera di gruppi islamisti come Ansar Dine, che hanno totalmente esautorato e cacciato da queste zone i ribelli touareg. Ben prima del colpo di Stato del marzo di quest'anno, sostenuto anche dall'MNLA, Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad, Traoré aveva invitato i militanti di questa formazione indipendentista touareg a cessare le violenze ed a intavolare negoziati con le autorità centrali. E prima che si verificasse il putsch Traoré, in un incontro con il Presidente della Camera italiano aveva tentato di attirare l'attenzione sui rischi cui stava andando incontro il Mali. Traoré sottolinea come il potere a Bamako sia ancora fortemente condizionato dai golpisti e dai loro alleati, che si sono spinti fino a compiere un'aggressione ai danni del presidente transitorio, facendo irruzione nella sua residenza e riducendolo in fin di vita.Ora il presidente transitorio si trova in Francia, è sottoposto a cure mediche e nessuno degli aggressori è stato perseguito. Numerose sono le aggressioni, impunite, anche ai danni dei giornalisti in tutto il Paese. Quanto all'emergenza nel Nord del Mali, dove i gruppi islamisti proseguono l'opera di distruzione di mausolei e moschee in nome dell'Islam e terrorizzano la popolazione, assoldando persino bambini, secondo Traoré nulla potrà esser fatto per fermare l'assalto di queste formazioni, finché non ci sarà un governo centrale credibile. La strada per la riconquista di Timbuctù, antica città-simbolo della tradizione religiosa del Mali, passa insomma per Bamako.Serve un governo unitario forte, sorretto dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale e dalla comunità internazionale, perché si possa riequipaggiare un esercito diviso e demotivato e perché si organizzari una forza di intervento nelle zone del Nord. L'Islam che vorrebbero imporre i salafiti che controllano il Nord non è ben accetto alle popolazioni di quelle zone, che invocano l'intervento della comunità internazionale. Traoré ricorda di aver sollecitato l'intervento della Corte penale internazionale poiché nelle zone del Nord sono stati commessi crimini di guerra. E proprio qualche giorno fa il governo del Mali ha evocato questa possibilità. Il segretario Prt ha sottolineato che la Costituzione del Mali considera immodificabili tanto la laicità dello Stato che la sua forma repubblicana. E spiega come, da musulmano praticante, abbia accettato di diventare segretario del Partito Radicale, che si è sempre identificato con i valori della laicità.

Parma e l'agonia della partitocrazia: il collegamento con Marco Pannella

Marco PannellaMarco Pannella

"Sta accadendo qualcosa cui nessuno accenna, sembra: il fatto che forse in Italia stiamo avendo il compiersi del giro Euro-Meditteraneo di liquidazione dei regimi preesistenti" ha detto Marco Pannella, in collegamento con Radio Radicale. 

Poi, dopo aver ricordato il Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito Demba Traorè, che si trovava l'altro ieri nel nord del Mali, in una situazione molto rischiosa ("uno dei punti più caldi più difficili e sintomatici di quanto accade quando le transizioni non sono preparate"), Pannella ha sottolineato l'intervento di Saad Ibrahim, oppositore del regime di Mubarak al Congresso del Prttn: "E' qui in questo congresso in questa storia radicale  - ha detto Pannella citando Ibrahim - che si è preparata chiaramente con il tipo di alterità, con il tipo di alternativa che ha costruito per decenni: è il partito radicale che ha in sé la capacità, al responsabilità di proporre l'alternativa  che non può non essere fissata nella durata di questa costruzione. Un 'alterità che può essere fissata come alterità storica, come alterità sociologica, diversità, per parlarci chiaro. E questo richiamo di Saad Ibrahim credo che potrebbe servire molto bene all'analisi di queste elezioni, di questi eventi, di Brindisi e poi di tutto il resto". E ha continuato: "Nessuno parla di questo episodio del fronte italiano dell'Euro-Mediterraneo (ma non solo dell'Euro-Mediterraneo), ma in realtà dei confronti tra il nuovo possibile da concepire e mettere alla luce, così di questo nessuno parla consapevolmente e nessuno parla dell'esistenza del movimento, del partito, della galassia radicale. Eppure domenica dicevo, guardate qui stiamo parlando di antipolitica, ma che antipolitica? iIl problema di Grillo è che sono movimenti di opposizione scotti, contro l'antipolitica partitocratica, contro un regime, una casta, un gruppo dirigente sociologicamente parlando, che chiarissimamente è** in uno stato preagonico o chiaramente agonico**". 

"Noi oggi cosa rappresentiamo? - ha detto Pannella -  E lo dico al Presidente della Repubblica, noi siamo i portavoce, i portavoce, non i portaborse, come alcuni ex radicali, ma i portavoce delle giurisdizione europea, dei grandi trattati europei". Ha poi continuato: "A Parma è accaduta una cosa diversa: contro l'antipolitica di flagranza criminale dello stato italiano, non solo queste questioni della giustizia ma praticamente su tutto per incapacità culturale, storica della casta e delle sue inefficienze di destra, di centro e di sinistra: è accaduto che ci sia stato un voto contro non la politica, ma contro il regime, anche se si è presenatata a Parma con la riserva di sinistra dopo il fallimento tremendo del governo di destra arrivavano i puliti, i buoni, l'ho detto, l'inefficienza rappresentativa del regime cooperativistico sindcale e via dicendo. E la risposta è stata immediatamente spontanea. E questo è il preannuncio certo che siamo in una situazione di estrema importanza in Italia, di delicatezza e gravità. In Italia è giunta da tempo la necessita di alterità, di alternativa che ha prodotto in quasi tutto il Mediterraneo in particolare in quello nordafricano e in parte medio-orientale e ha prodotto la caduta di regimi che sembravano assolutamente solidi".

Interviste e collegamenti sulla situazione in Mali

Interviste e collegamenti sulla situazione nel paese in cui dal 21 marzo scorso è in corso un colpo di stato

Pannella: "Abbiamo avvertito noi la Farnesina"

Colpo di stato nel Mali, dove vive il segretario del Partito Radicale Demba Traorè. Pannella: abbiamo avvertito noi la Farnesina del colpo di stato

(L'articolo su radicali.it)

"Alle due di questa notte, attraverso la Batteria di Palazzo Chigi, ho chiesto di parlare ed ho parlato con il funzionario di turno della Farnesina, al quale ho chiesto di annunciare alla Unità di crisi che - come gli ho detto letteralmente - è in corso un colpo di Stato a Bamako in Mali. Anzi, credo di aver detto che un colpo di Stato era già compiuto". Lo ha detto Marco Pannella, in diretta questa mattina a Radio Radicale.

Donne africane contro le mutilazioni genitali femminili

Mutilazioni genitali femminiliMutilazioni genitali femminili

Oggi il mondo celebra la Giornata Internazionale della Donna, ricordando le conquiste che le donne hanno raggiunto nel corso della storia ed in tutto il mondo. Questo giorno è anche una buona occasione per ricordare le troppe differenze che, a volte in maniera crudele e violenta, ostacolano il processo verso il pieno riconoscimento e protezione dei diritti della donna in quanto diritti umani universali.

Lettera aperta di Marco Pannella al Presidente Napolitano

Lettera aperta di Marco Pannella al Presidente Napolitano:

perché almeno tu conosca, mentre come negli anni Trenta e attuali al popolo è vietato che, ad esempio, i Radicali hanno ieri eletto loro leader Demba Traoré, non solamente africano di etnia maura ma anche credente e praticante di religione musulmana.

Domani (martedì 13 Dic), Presidente, Traore terrà una conferenza stampa alle 11:30 alla Camera.

Ti invito all’attenzione. Tuo, Pannella.

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