Giovanni Paolo II
Intervista di Emilio Targia a Luís Miguel Rocha, autore di "La morte del papa" e "La pallottola santa"
Giovanni Paolo II incontra il suo attentatore Ali AgcaLuis Miguel Rocha racconta a Radio Radicale i suoi due libri "La morte del Papa" e "Pallottola santa".
Di cosa si parla quando si parla di accanimento terapeutico
Il concetto di accanimento terapeutico è stato più volte usato dagli esponenti politici e dai commentatori di area cattolica in contrapposizione ai concetti di eutanasia attiva e passiva. Secondo il Catechismo della Chiesa, si è ripetuto negli anni scorsi in dibattiti televisivi e non, rinunciare alla vita non è legittimo, così come è illegittimo prolungarla inutilmente imponendo all'ammalato gravi sofferenze. In questo senso, qualcuno pure ha ricordato, lo stesso Giovanni Paolo II, nonostante l'infezione che lo colpì il 31 marzo 2005, non fu nuovamente trasportato al Gemelli, dove sarebbe stato sottoposto ad altri trattamenti terapeutici. Rifiutando l'accanimento come l'eutanasia, le associazioni di orientamento cattolico hanno sempre promosso le cure palliative, anche come assistenza in caso di sospensione da parte del medico e su richiesta del malato delle terapie sproporzionate. Oggi, tuttavia, di fronte alla richiesta di Piero Welby che, in piena coscienza, chiede al medico di staccare il ventilatore polmonare che lo tiene in vita previa somministrazione di un'anestesia, l'impressione è che lo schieramento delle forze cattoliche abbia fatto un passo indietro. Non è chiaro se si tratti di accanimento terapeutico, affermano i più cauti. Altri, invece, lo dichiarano senza dubbio un caso di eutanasia. Ebbene, ed è l'ennesima questione posta dal Caso Welby, se non ricade nell'ipotesi astratta la situazione concreta in cui si trova adesso il presidente dell'Associazione Luca Coscioni, dal momento in cui la cura serve soltanto a prolungargli di breve tempo la vita e con conseguenze psichiche e fisiche gravosissime, a quali situazioni concrete si riferiscono politici e commentatori cattolici quando si dichiarano contrari all'accanimento terapeutico?







