Piergiorgio Welby

Teocon e teodem divisi dall'intervento del cardinale Carlo Maria Martini

Alla vigilia dei suoi ottanta anni, il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, interviene sul supplemento domenicale del Sole 24 Ore per una lunga riflessione sulla vita e la malattia a partire dal caso di Piergiorgio Welby. L'intervento riapre il dibattito sull'eutanasia e divide, anche al loro interno, le componenti cattoliche del mondo politico. Immediata la replica del cardinale Camillo Ruini che, nella sua prolusione alla Conferenza episcopale italiana, dichiara: «La volontà del malato, attuale o anticipata o espressa attraverso un suo fiduciario scelto liberamente, e quella dei suoi familiari, non possono avere per oggetto la decisione di togliere la vita al malato».

Il giorno della morte sulle pagine web dei giornali internazionali

Giovedì 21 a poche ore dall’annuncio ai microfoni di radioradicale, la notizia è sulle pagine web dei maggiori giornali del mondo.

«Morte assistita all'italiana». Rassegna della stampa estera sul caso Welby

La battaglia di Piergiorgio Welby ha aperto il dibattito in molti paesi. Diversi sono i giornali che hanno seguito giorno per giorno le tappe di questa vicenda. Dagli articoli dei corrispondenti ne viene fuori un ritratto del nostro paese.

Di «morte assistita all’italiana» parla il giornale berlinese Die Welt: «Che in questi casi la morte non vada ostacolata, è cosa non più contestata in Europa. Questo vale anche per l’Italia. Ma i cattolici, esasperando la salvaguardia della vita, hanno impedito che in Italia potesse esistere una legge che tenga conto della volontà del paziente in situazioni disperate».

«L’opinione del Vaticano sulla sacralità della vita sono ampiamente accettate in Italia –scrive invece il Guardian - anche da molti cattolici non praticanti. Ma la pubblicità data all’agonia di Welby sembra aver fatto cambiare idea a molti».

Piergiorgio Welby "Lasciatemi morire"

Le parole di Piergiorgio Welby, tratte dal suo libro "Lasciatemi morire".

“Vorrei che i sogni perduti o abbandonati al mattino vicino al dentifricio, o quelli traditi per vigliaccheria o per calcolo cinico o per timore degli altri, ritrovassero la strada e rimanessero al mio fianco per farmi compagnia.

E vorrei morire all’alba insieme a loro”.

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