Radicali

Pannella a Napolitano: l'imparzialità, l'unità nazionale, la legalità, il Vaticano

Pannella no talibanPannella no taliban

In due collegamenti in diretta - prima e dopo Stampa e Regime, curata da Marco Taradash - Marco Pannella torna sul messaggio di fine anno del Capo dello Stato. "Spero che qualcuno ascolti, perché acquisti la capacità e la necessità di parlare, di contribuire".

Pannella ha ricordato il giudizio - ripreso questa mattina dal Corriere della Sera - sulla decisione del Vaticano di non recepire più automaticamente le leggi italiane.

Ha ricordato il "Manifesto di Firenze", elaborato nel novembre 2006, strumento di proposta politica che lanciò il "Satyagraha per la pace", premessa anche delle ultime iniziative di Pannella nel sudest asiatico.

Pannella si è anche soffermato sull'invito al dialogo del Capo dello Stato, e sulla "imparzialità" del Presidente Napolitano.

I radicali ottengono l'unico voto del Consiglio comunale di Roma su una delibera di iniziativa popolare. Sconfitto il testo sulle Unioni Civili

Manifestazione per le Unioni CiviliManifestazione per le Unioni Civili

Testo della proposta di delibera di iniziativa popolare

Seduta del Consiglio Comunale di Roma

Una settimana dopo la scadenza che lo statuto del Comune di Roma prevede per la messa all'ordine del giorno delle delibere d'iniziativa popolare, il Consiglio ha votato e respinto il testo sulle unioni civili.

Questo voto è seguito ad una mobilitazioni dei Radicali Roma e delle organizzazioni del movimento Glbt.

Collegamento con Massimiliano Iervolino

Intervista a Mario Staderini

Alcune agenzie stampa della giornata del voto

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Inchiesta sulle associazioni radicali

Militanti radicali in un azione nonviolentaMilitanti radicali in un azione nonviolenta

La necessità di affrontare questo tema nasce da alcune constatazioni che più volte nell'ultimo periodo Marco Pannella per primo ha posto alla riflessione interna all'area radicale: "L'inadeguatezza strutturale dell'area radicale nel condurre attività politica adeguata alle sue ambizioni ".

Speriamo di aver fatto un servizio utile in continuità con l'iniziativa che la tesoriera e il segretario di Radicali Italiani hanno cominciato a fare da quest'anno con le due riunioni con i responsabili sul territorio.

Il Sesto Congresso di Radicali Italiani che si aprirà il 1 novembre a Padova sarà l'occasione di un confronto anche sulle regole e sulla forma dell'organizzazione radicale.

Nelle conclusioni di questa inchiesta abbiamo deciso di portare alla memoria lo statuto del Partito Radicale del 1967. L'intuizione maggiore all'epoca fu quella di concepire uno statuto non solo come un regolamento per un partito di pochi centinaia d'iscritti e militanti, ma ambire ad una proiezione futura, un modello e un programma di organizzazione politica per un partito da costruire, che si consideravano validi e si proponevano all'intera politica.

Crediamo sia importate ripartire da questa storica intuizione per discutere di come il movimento radicale debba, alla luce dei nuovi strumenti tecnologici, rivedere il suo modello di prassi organizzativa così come si è sviluppata negli ultimi anni.

Il congresso e la commissione n.7 dedicata a queste tematiche dovrà chiedersi se il movimento oggi preserva questa ambizione.

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