Proposte a sostegno della riforma del sistema di previdenza e assistenza sociale

Pubblicato il 18 Settembre 2007

«Come è noto, noi siamo favorevoli al mantenimento dello scalone, ad un innalzamento in tempi certi dell’età pensionabile, per quanto riguarda il requisito anagrafico minimo, a 65 anni, ed alla equiparazione dello stesso requisito tra donne e uomini, al fine di consentire una riduzione della spesa pensionistica, premessa indispensabile per una effettiva riforma del welfare e degli ammortizzatori sociali. Riteniamo, inoltre, non più rinviabile una effettiva liberalizzazione dell’età massima lavorativa, prevedendo, previo accordo con il datore di lavoro, la facoltà di proseguire l’attività, per tutti coloro la cui condizione psicofisica lo consenta».

(dal documento radicale sulle Iniziative parlamentari d'autunno, per la libertà, la crescita e lo sviluppo economico)

La previdenza complementare

1) Legge Biagi e mercato del lavoro,

per un incremento del lavoro femminile, l’anticipo dell’ingresso sul mercato del lavoro e la liberalizzazione del limite massimo dell’età pensionabile.

2) Innalzamento dell’età pensionabile,

per rendere disponibili risorse fino a otto miliardi di euro ogni anno, da destinare prioritariamente alla costruzione di un vero sistema di welfare, di tipo universalistico, nel nostro Paese.

3) Equiparazione età pensionabile tra uomini e donne. Politiche di inclusione sociale, crescita e sviluppo,

per l’armonizzazione della normativa interna a quella UE, riduzione del divario fra i generi in termini di prestazioni lavorative e pensionistiche e per incentivare l’incremento del tasso d’occupazione dei lavoratori più anziani.

4) Mancato decollo della riforma della previdenza complementare nelle piccole imprese,

per sostenere in ogni struttura produttiva, anche nelle picco le imprese, il ricorso alla previdenza complementare, oggi di fatto limitata alle sole grandi imprese.

5) Abolizione monopolio INAIL,

per la garanzia di tutti i lavoratori alla prestazione assicurativa completa, economica ed efficiente la cui gestione di possa essere fornita anche da imprese e gestori privati in regime di concorrenza.

6) Sicurezza sul lavoro nel settore delle costruzioni,

per la garanzia dell’incolumità personale nei luoghi di lavoro con riferimento ai diversi rischi esistenti in ogni specifico cantiere.

7) Lavoro nero,

per limitare il ricorso al lavoro nero, soprattutto nel sud del Paese, superando l’inconciliabilità dei livelli salariali minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali con il costo della vita, con i livelli di produttività e di redditività delle imprese limitate da carenza d’infrastrutture e da un alto tasso di criminalità.