Proposte a sostegno dello sviluppo delle liberalizzazioni e privatizzazioni nei servizi pubblici

Pubblicato il 19 Settembre 2007

Il "pacchetto" radicale prevede una serie di proposte a sostegno delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, per garantire la libera concorrenza nei mercati e l'efficienza nella fornitura dei servizi pubblici, ad oggi spesso caratterizzati dalla presenza di rendite monopolistiche che minano la crescita e lo sviluppo economico del paese.

Aerei AlitaliaAerei Alitalia

La liberalizzazione della vendita di farmaci

Metti una farmacia tra Antitrust e Corte Costituzionale (Chiara Bonassi, Fabio Pammolli e Nicola Salerno)

La privatizzazione di Alitalia

La privatizzazione di Poste Italiane

20) Farmacie/Antitrust,

per una liberalizzazione della vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica: apertura anche alle società di farmacie e rimozione dei divieti per insegne

21) Privatizzazione Alitalia,

per evitare investimenti pubblici antieconomici e per ripristinare le regole di concorrenza e del mercato nel settore dei servizi di trasporto aeronautico di passeggeri e merci

22) Privatizzazione di Poste Italiane e Istituto Poligrafico dello Stato,

(Poste: libero mercato o monopolio mascherato?) L’Antitrust ha avviato un’istruttoria per abuso di posizione dominante delle Poste nei mercati dei servizi liberalizzati e di quelli di prossima liberalizzazione. L’ipotesi accusatoria è che la strategia di Poste miri a estendere e rafforzare la propria posizione dominante. Dato che l’istruttoria durerà 10 mesi il Governo potrebbe agire con la massima tempestività, incentivando e favorendo l’uscita del capitale pubblico da Poste spa, evitando che il controllore controlli se stesso e favorendo la creazione di un mercato concorrenziale.

23) Concessioni aeroportuali vincolate e revocabili,

per concessioni limitate nel tempo e revocabili nel caso non siano resi servizi adeguati a quelli concordati

24) Televisioni: separazione proprietaria tra operatori di rete e fornitori di contenuti,

per favorire, grazie alle nuove tecnologie, un più ampio diritto di accesso alle reti, separando gli operati di rete dai fornitori di contenuti