Quant'è attendibile e democratica l'informazione dei blog? La parola ai critici

Pubblicato il 21 Settembre 2007

E' bene che il mondo dei blog si appropri dell'informazione o il ruolo dei giornalisti professionisti ha ancora un senso? Chi scrive nei blog fa effettivamente ruolo di democratizzazione del sapere o più che altro persegue l'obiettivo di publicizzare le sue opinioni e le sue battaglie? Un viaggio critico all'interno di chi pensa che i blog, in fondo, non possano sostituire il ruolo dei mass media tradizionali.

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L’uso improprio che si fa della Rete

Il trombonismo internettiano

«Dio stramaledica i blog (…) Un processo degenerativo, il luogo dove la lisciata di pelo telematica si mischia con una nuova presunzione di rappresentatività delle masse (…) E i politici ne parlano con la stessa spropositata riverenza che riservano di solito alle proprie convenienze: tutto un sospiro, un patire, un pubblico apprezzare (…) Più patetici di tutti i politici di vecchio conio che di colpo si mettono la minigonna per provare a rientrare (…) nel più avanzato mercato mediatico».

La bufala della democrazia blogsferica

«Grillo non (è) un fenomeno generato dal suo blog, o dalla Rete. E come anzi (usa) Internet, ma non abita la Rete, come la sua (è)comunicazione convenzionale (…) Va preso atto anche della distinzione tra ciò che la blogsfera è (qualsiasi cosa sia) e l’uso, diciamo becero, che ne fanno tanto beppe Grillo quanto i suoi sicgurati adepti (…) Se la rete ha un difetto, inevitabilmente amplificato nella blogsfera, è quello di favorire l’appiattimento del sapere. Perchè il mezzo impedisce (tende ad impedire) la gerarchizzazione delle informazioni, delle conoscenze (…) Grillo sogna un mondo senza giornalisti. Ma i giornalisti sono quelli che, vivaddio, magari evitano anche che qualsiasi fesseria vada in pagina, in-formano gli eventi, verificano (dovrebbero) le fonti. Il blog abolisce virtualmente ogni gestore (…) Senza filtri, senza gerarchia, dite la vostra ho detto la mia».

Il rapporto tra giornalisti e bloggers

Ma i giornalisti odiano i bloggers?

«Improvvisamente tutti pensano e pensano alla stessa maniera. Per chi non ci credesse ecco i tre pareri di tre noti giornalisti tecnologici italiani. Nulla di personale, ho preso semplicemente i pareri di quelli che scrivono regolarmente sui tre piu’ venduti quotidiani italiani: Riccardo Stagliano’ di Repubblica nel suo libro Giornalismo 2.0:

Niente piu’ scuse quindi: chi ha qualcosa da dire puo’ farlo, comportandosi, di fatto, da giornalista, senza bisogno di giornali che accettino i suoi pezzi o di Ordini che ne certifichino l’abilitazione professionale. E’ anche chiaro che l’abbattimento di questo ultimo steccato provochera’ una valanga di pensierini narcisisti, infiniti sbrodolamenti sulle materie piu’ microscopiche e tanta roba di cui a nessuno - eccezion fatta, forse per amici intimi e familiari - freghera’ un bel niente.

Carlo Formenti del Corriere della Sera in una intervista a l’Espresso

e poi una scrematura fisiologica (oggi circa il 60 per cento dei blog è costituito da diari personali) che eliminerà la fuffa e premierà i weblog più utili, quelli di servizio, consolidandoli su livelli di alta professionalità

Anna Masera de La Stampa in un articolo sull’inserto Tutto Libri: Nella nuova blogosfera si espande il narcisismo

Proliferano i diari online, sono diventati uno status symbol, ma di fatto esprimono solo un inutile e noioso trionfo dell’io

(…) Perche’ allora i giornalisti odiano i blog? Credo che le ragioni siano molte. La prima e’ certamente una ragione competitiva. (…) Oggi per molti utenti evoluti dell’informazione i blog sono diventati una fonte quotidiana di spunti, collegamenti commenti e quant’altro e lo sono diventati a scapito di altre fonti, prime fra tutti quelle autorevoli e dotate di direttore responsabile. (…) Liberi, velocissimi, ascoltati. Il sogno infranto di gran parte dei professionisti dell’informazione del belpaese. (…) i blog sono diventati in tutto il mondo un centro di filtro del loro lavoro. Tu scrivi una stupidaggine e nel giro di poche ore troverai decine di blog che la riportano, la analizzano e la sbeffeggiano. E’ una forma di giudizio popolare (spesso piuttosto primitivo e grossolano) al quale la stampa non e’ abituata».

Quella dei blog è vera in-formazione?

Le critiche più frequenti all’universo dei bloggers

«Molte delle critiche che si rivolgono ai blog italiani fanno riferimento a difetti congeniti ai quali i blogger sembrerebbero non volersi sottrarre. Il primo, spessissimo citato, e’ quello della autoreferenzialita’. Si tratta – a dire il vero - di una critica fondata, almeno quando se ne parla in maniera generica. (…) Qualcuno denuncia una sorta di impermeabilita’ a nuovi contributi ed una divisione fra blog di serie A, blog che per qualche ragione hanno saputo attirare l’attenzione su sè stessi e la grande marea dei blog non noti. I primi che godono di una visibilita’ anche sui media, che sono citati da decine di altri blog, che sono in grado di scatenare polemiche e dibattiti, i secondi che per qualche ragione nessuno sembra apprezzare al di fuori della cerchia ristretta di parenti e amici».

La libertà dei blog è un’illusione?Le parole di Del Boca

«Ricordiamoci che dove il conformismo e l’omologazione sono la regola e’ facile che i blog vengano visti come il maggiore strumento di liberta’ di stampa”: il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, non e’ convinto la rete sia piu’ libera rispetto ai media tradizionali, se non in quei Paesi dove non c’e’ o e’ molto scarsa la liberta’ dell’informazione (…) A lungo andare - ha spiegato - illudersi che la liberta’ sia nel cicaleccio della piazza resta un’illusione. Ci sono regole, scritte e non scritte, che restano immutate. I giornalisti devono essere testimoni dei fatti che raccontano e rimane buona norma non credere alla prima versione, ma interpellare piu’ fonti. Nel rappresentarle poi bisogna saper usare equilibrio».

E’ utile perder tempo dietro ai blog?

La Rete, tempo rubato allo shopping

«Ci sono certi blog meravigliosi, di solito di femmine, dove si fa altissimo pettegolezzo sentimentale… Il resto è una noia bestiale, tempo rubato allo shopping, al divano, al bucato, alle ragazze… E’ il sogno di gloria impossibile da realizzare, è l’esibizionismo imboscato, è un luogo assurdo dove si perdono i capelli e vengono gli occhi rossi… Per fortuna, ci sono quelli che non hanno ancora capito cos’è un blog (…) allora è chiaro che il mondo è salvo e nessun beppegrillo lo distruggerà».

Personaggi: