PD: Quel boom di iscritti senza controllo
Antonio Bassolino e Ignazio MarinoAlla DC, si sa, gonfiavano gli iscritti, prendendo i nomi dall’elenco telefonico e qualche volta anche dal registro del cimitero. Ed è forse pescando da quei ricordi che il senatore Ignazio Marino ieri mattina ha lanciato un allarme: «Sento dire che a Napoli nelle ultime ore ci sono state seimila tessere nuove», «tra qualche giorno avremo più iscritti che elettori» e dunque «chiedo a Franceschini e Bersani se intendano eticamente rifiutare queste tessere senza controllo».
Per quanto precedute da un impalpabile “sento dire”, le lapidarie espressioni del professor Marino, candidato di rottura alla guida del Pd, si calano in un contesto effervescente: martedì 21 luglio si chiudono le iscrizioni al Pd in vista della prima fase congressuale, quella nella quale i candidati-segretari saranno votati dai tesserati. E dunque in questi giorni capicorrente, ras locali, assessori stanno rastrellando iscritti, utilizzando ogni possibile argomento.
Nel rush finale - anche nel Pd come in ogni partito soprattutto nel centro-sud - si verificano episodi di “dopaggio”: circoscritti ma significativi boom di iscritti, non sempre consapevoli di esserlo. Col capocorrente che, pagando la quota per un iscritto più o meno fasullo, può successivamente sedersi ai tavoli del potere locale.
Ad una settimana dalla conclusione del tesseramento, è prematuro stabilire quanto peserà leffetto-doping sulla vita del Pd. Ma già da ora si può anticipare un dato inatteso, significativo e in controtendenza rispetto alle denunce di queste ore: gli iscritti al Pd saranno meno della somma dei tesserati ai due partiti costituenti. I Ds, prima di sciogliersi, avevano 617.000 iscritti, la Margherita ne aveva 427.000 e dunque i due partiti portavano in dote al Pd una soglia potenziale di 1.044.000 tesserati. Ebbene, ad una settimana dal finegara, gli iscritti al Pd sono molto di meno: circa 550.000. Certo, cifre ufficiali non trapelano dallUfficio Organizzazione, saldamente in mani “diesse” visto che il responsabile (Maurizio Migliavacca) e il suo vice (Nico Stumpo) sono due supporter di Bersani. Chi li ha preceduti in quell’incarico, l’ex ministro Beppe Fioroni, non sembra aver dubbi: «A questo punto credo che sarà difficile superare la quota di un milione di iscritti».
Alla fine verrà sfiorata la cifra mitizzata dal dottor Bonaventura o ci si fermerà a 7-800.000? Una cosa è certa: al suo primo battesimo il Pd dimostra di non avere appeal neanche rispetto ai tesserati dei partiti di origine. E paradossalmente questo arretramento tra i militanti ha l`effetto di occultare un fenomeno inverso, quel gonfiaggio di tesserati che anche stavolta si sta materializzando in tanti circoli del Pd.
Certo, Napoli è stata evocata da Ignazio Marino in modo cosi evanescente da rivelarsi un boomerang. Le presunte seimila tessere prodotte in un giorno solo, secondo il commissario del Pd di Napoli Enrico Morando sono «un`invenzione», perché «i numeri veri dicono che entro il dicembre 2008 si sono iscritti a Napoli e provincia 67.947 cittadini e dal febbraio 2009 sono stati forniti moduli per altre 1650 tessere».
Questo significa però che nella Provincia di Napoli addìrittura un elettore su 4 del Pd è anche iscritto, dato molto originale, come quelli che si segnalano anche in Puglia, a Roma e in diverse realtà del Mezzogiorno. O come nel paese di Arbus, in Sardegna, dove il Pd ha preso alle Europee 949 voti e gli iscritti risultano 350.
A fine giugno, sulla porta del Circolo è comparsa una scritta: «La porta resterà chiusa in attesa di conoscere la verità sulle tessere fasulle».







