Rassegna stampa sul pre-Chianciano

19 giugno 2009

Caro Pd, proviamoci insieme

di Nichi Vendola

L’Altro, il 10/06

«Credo che questa opposizione al berlusconismo non possa più limitarsi a una critica generica e letteraria. Deve entrare nel merito dei problemi reali. Deve far nascere il profilo di un’alternativa credibile. A fronte di questa crisi durissima […] la sinistra deve prima di tutto fare i conti con le mitologie liberiste e tecnocratiche che per molti anni la hanno attraversata. »

«Non credo sia più rinviabile la messa a tema, e con la massima urgenza, del problema fondamentale: la qualità e la natura della nostra, democrazia, oggi messa gravemente a rischio dal prosciugarsi della rappresentanza reale, dalle pulsioni razziste e autoritarie, dal tentativo sempre più sfrontato di svuotarla di contenuti. »

«Vale la sinistra come creazione, come racconto della vita che incrocia l’analisi sociale, come grammatica della libertà e cura della soggettività. Come profezia laica che annuncia la pace e come efficacia di un agire politico che interpella la vita, la sua fragilità, la sua irriducibile

potenza. »

Insieme in un nuovo partito

di Fausto Bertinotti

L’Altro, il 12/06

«Un partito nuovo, unitario e plurale, della sinistra, di tutta la sinistra. Un partito capace di rappresentare il mondo del lavoro e le “grandi mete” (eguaglianza e libertà, laicità, nonviolenza) che danno senso alla sinistra. Una forza da ricostruire processualmente entro un tempo politico “medio” - tre anni - entro, cioè, le prossime elezioni politiche. Questa a me pare la sola prospettiva percorribile, dopo il disastroso risultato del 6-7 giugno, che ha sancito la fine, o la sconfitta storica, dei partiti eredi del `900. »

«Se è vero che esiste una sinistra all’interno di tutte le forze che compongono il panorama dell’opposizione, se è vero che questa soggettività, è oggi “imprigionata” in involucri diversamente inadeguati, bisogna intanto promuovere la liberazione di queste forze - la loro disponibilità a un nuovo progetto. Penso a un processo di scomposizione e ricomposizione generale, nel quale nessuno confluisca in qualcosa che già c’è, ma tutti concorrano [..] alla rifondazione di qualcosa che non c’è ancora. »

Serve un grande partito della sinistra

di Fausto Bertinotti

L’Altro, il 30/05

«E’ come se la politica - la politica classica - fosse sommersa, anzi travolta, da un’onda di natura perfino difficile da definire un’onda totalmente diversa dalla politica. Sta scomparendo lo spazio pubblico, l’agorà, la contesa tra idee e diversi progetti di società. Al suo posto, uno spazio gelatinoso, dove si mischiano spettacolo, intrattenimento, personalismi, personaggi. »

«Così, il governo Berlusconi non solo non “governa” la crisi, ma diffonde l’idea che essa non è poi così drammatica e che comunque non può essere affrontata, come in realtà fanno i principali governi dell’occidente, con gli strumenti della politica classica. »

«E la sinistra? Non c’è [..] come grande forza organizzata, […] come attore politico e sociale, capace di diventare protagonista di questa crisi. Ma la sinistra come bisogno c`è […] nonostante tutto, in un popolo ancora vasto, e non del tutto rassegnato. »

«La ricostruzione di un grande e unitario partito della sinistra necessita di una peculiare predisposizione soggettiva. Un atteggiamento virtuoso, da parte di tutte le forze in campo, dalle maggiori alle minori: non solo la volontà di affrontare limpresa, non solo la convinzione che non cè ancora una condanna “definitiva” all’estinzione, ma una sorta di dichiarazione di transitorietà. Nessuna forza è in grado, da sola, in quanto tale, di cominciare a risalire la china. Capisco la difficoltà di un tale passaggio. Ma questa volta la posta in palio, davvero, mi pare l’esistenza. Se la sinistra vuol vivere … »

Tutti nel Pd? E’ un’idea

di Piero Sansonetti

L’Altro, il 13/06

«Da una quindicina di anni la sinistra discute di se stessa. Delle sue forme, delle forme della politica, del terreno di lotta. Da quindici anni la sinistra, travolta da questa riflessione, non riesce più a produrre politica: cioè capacità di trasformazione della società. »

«E allora, se accettiamo il bipolarismo, la proposta di Giuliano Ferrara è molto ragionevole. Formiamo un unico partito di centrosinistra - che naturalmente non sarà più un partito, perché non potrà averne le caratteristiche, sarà un luogo, uno strumento, un soggetto a disposizione - e lì dentro organizziamo le varie correnti, le aree, stabilendone i compiti, i confini, i diritti. Accettiamo definitivamente l’idea che il ‘900 è finito e sono finite anche alcune forme della politica novecentesca. »

Super-Pd, ma con queste regole

di Marco Cappato

Europa, il 16/06

«La crisi ha messo a nudo l’incapacità e i socialisti europei di riformare due strumenti fondamentali: il welfare e l’integrazione europea. La loro rendita di posizione come difensori dello stato sociale e della Ue si è consumata nella difesa conservatrice di un welfare iniquo. »

«Noi della “galassia radicale” siamo attenti a quello che accade, ma con due punti fermi: il primo, è l’obiettivo di creare l’alternativa a un regime non democratico, del quale l’opposizione ha finora fatto parte a pieno titolo; il secondo, è la necessità di muoverci attraverso soggetti politici davvero “aperti” e democratici. »

«Per quanto riguarda i rapporti con altri partiti, l’obiettivo di dare vita a forze politiche “a vocazione maggioritaria” era nostro già ai tempi della Lista Pannella “per il Partito democratico” (inizio anni `90) e della Rosa nel Pugno, laica, socialista, liberale e radicale. Il progetto non è cambiato. »

«A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, ripartiamo da qui. Dalla proposta che avevamo fatto a tutti i partecipanti di un anno fa: abolire dai loro statuti il divieto alla “libertà di associazione”, alla doppia tessera. Solo così il confronto politico può lasciarsi alle spalle la stagione delle scissioni e delle annessioni e aprire la stagione degli obiettivi e degli strumenti necessari per raggiungerli.»

Il lavoro concreto di Rifondazione Comunista per l’unità di sinistra

di Raul Mordenti

Liberazione, il 18/06

«Così i comunisti rischiano di essere - come si dice a Roma - cornuti e mazziati, da una parte essi hanno subìto una scissione irresponsabile, che guardava al Pd e che, sostenuta apertamente dai suoi media, si poneva l’obiettivo tattico intermedio il far mancare il quorum alla lista comunista e anticapitalista, e dall’altra essi sono accusati anche del catastrofico risultato di quella separazione. »

«Allo scioglimento per confluire, prima o poi, nel Pd (che era la vera sostanza della proposta di Vendola al Congresso) Rifondazione ha detto di no, all’unità a sinistra sta, invece, concretamente lavorando. »

«Siamo gente che crede che il riferimento alla lotta di classe e alla storia del movimento operaio sia il fondamento stesso del nostro fare politica (questo significano per noi la bandiera rossa e la falce e il martello), gente convinta che l’internazionalismo, la lotta per la pace, per l’ambiente e per la laicità, la lotta attualissima contro il razzismo, l’omofobia e il fascismo siano i contorni di una identità politica non solo utile ma più che mai necessaria per contrastare il micidiale vuoto di senso in cui il berlusconismo si afferma. »

Per la sinistra d’alternativa

di Salvatore Bonadonna

Liberazione, il 19/06

«A questa arroganza, peraltro sterile, non si può rispondere alzando il vessillo di una sinistra anticapitalista e comunista capace di accogliere altre forze: occorre passare dalla difesa dei simboli alla costruzione concreta di politiche se non si vuole restare attaccati alle bandiere guardando il mondo del lavoro dirigersi verso la Lega o il Popolo delle Libertà.

«Trovo decisivo, per la sinistra d’alternativa, capire come opera concretamente oggi quel rapporto sociale di produzione che Marx definiva “il capitale” e che oggi si declina in liberismo e anticapitalismo. Non basta lo schierarsi contro l`ideologia liberista se non si costruisce la forza per contrastarla e penso che l’autonomia di una sinistra di alternativa, dal Pd e dalle opzioni moderate, risieda nella capacità di costruire questa forza che è sociale, culturale e politica. O non è!»