Renato Brunetta porta la proposta Israele nell'Ue al Parlamento europeo

Pubblicato il 27 Settembre 2006 da Federico Punzi
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L'eurodeputato di Forza Italia lancia una sottoscrizione tra i parlamentari per porre «l'Ue di fronte alle sue responsabilità» e invita a «riflettere, braudelianamente parlando, sulla ricomposizione del Mediterraneo»

Ai microfoni di Radio Radicale l’europarlamentare Renato Brunetta (Forza Italia) ha spiegato il senso di una sua iniziativa a sostegno della proposta “Israele nell’Ue”. «L’idea ovviamente è quella di Marco Pannella, che data ormai oltre 15 anni. L’ho subito sposata e da otto anni scrivo in favore di questa proposta, per ragioni politiche, economiche e geostrategiche». Brunetta si dice «totalmente d’accordo con la proposta per come si è via via evoluta nel tempo e com’è stata precisata». Adesso però, ha osservato, «bisogna fare un po’ di conti con chi ci sta e chi non ci sta, non basta più l’idea». Per questo ha reso noto che sta raccogliendo delle firme tra i parlamentari europei. Se la maggioranza di essi dovesse sottoscriverla la proposta diventerebbe un documento ufficiale, una risoluzione del Parlamento europeo.

L’obiettivo, ha spiegato, è di «mettere l’Europa, il Parlamento europeo, di fronte a una propria decisione quantomeno orientativa. Molti sono d’accordo, moltissimi disorientati, ma occorre passare, in accordo con gli amici radicali, dall’utopia alla concretezza». «Faremo la strada insieme - assicura Brunetta riferendosi ai radicali - abbiamo tre mesi di tempo per conferenze stampa e presenza sui giornali per mettere l’Ue di fronte alle sue responsabilità: Israele è un pezzo d’Europa, della cattiva coscienza dell’Europa del secolo scorso, è uno Stato democratico economicamente dinamico, totalmente convergente con le regole dell’Ue».

Inoltre, ha spiegato l’eurodeputato di Forza Italia, «se entrasse Israele si potrebbe innescare un meccanismo virtuoso con altri paesi della sponda nord del Mediterraneo che hanno le stesse caratteristiche. Israele nell’Ue produrrebbe un positivo shock rispetto al quale riflettere, braudelianamente parlando (Fernand Braudel), sulla ricomposizione del Mediterraneo».

Brunetta si è poi soffermato anche sul tema eutanasia e il caso che si è aperto con la risposta del presidente Napolitano all’appello di Piergiorgio Welby. L’eurodeputato è convinto che questo dibattito «debba farsi nelle aule parlamentari e senza steccati di partito» e si dice favorevole a «perfezionare e definire quanto più possibile il testamento biologico. Le posizioni di Veronesi - ha concluso riassumendo - sono anche le mie».