Scambio di opere creative attraverso reti peer-to-peer. Una proposta di liberalizzazione

Di Marco Ciurcina - 31 ottobre 2007

1. Cosa: la proposta

Il 27 Luglio 2007 l’On.le Beltrandi ha presentato alla Camera dei Deputati un progetto di legge che mira a legalizzare lo scambio di archivi contenenti opere creative attraverso reti peer-to-peer (file sharing).

Le tecnologie peer-to-peer consentono la distribuzione di archivi digitali in modo economico ed efficiente nel rispetto del principio di libertà di accesso alla cultura: gli utenti scelgono cosa vedere, leggere od ascoltare.

Il progetto abilita il potenziale di efficienza e libertà delle reti peer-to-peer istituendo una licenza di diritto d’autore che legalizza lo scambio di opere creative: chi la sottoscrive e ne paga il corrispettivo è libero di diffondere e scaricare per fine personale e senza scopo di lucro.

I corrispettivi delle licenze vengono raccolti da un ente di gestione collettiva (per es. la S.I.A.E.) e distribuiti ai titolari dei diritti.

2. Perchè: il problema da risolvere

Tutti i nodi delle reti peer-to-peer distribuiscono e, allo stesso tempo, ricevono archivi digitali.

Chi scambia attraverso reti peer-to-peer archivi contenenti opere creative tutelate dal diritto d’autore deve quindi essere autorizzato da tutti i titolari dei diritti a:

a) mettere le opere a disposizione del pubblico attraverso reti digitali;

b) riprodurre le opera stesse.

Ottenere quest’autorizzazione da tutti i titolari dei diritti prima di utilizzare le reti peer-to-peer è praticamente impossibile.

E’ quindi necessario prevedere per legge una licenza che, a fronte del pagamento di un corrispettivo, autorizzi le persone fisiche a riprodurre ed a mettere a disposizione del pubblico, per fine personale e senza scopo di lucro, le opere scambiate attraverso le reti peer-to-peer.

Le norme che prevedono una licenza di questo tipo devono poi rispettare i limiti del diritto internazionale e comunitario in materia di diritto d’autore.

L’adozione di una norma nazionale che autorizza gli utenti in via generale a riprodurre opere protette non pone problemi particolari.

Una norma che ponga limiti od eccezioni al diritto esclusivo di messa a disposizione del pubblico dell’opera in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente appare invece illegittima alla luce della Direttiva 2001/29/CE.

3. Come: la soluzione proposta

L’articolo 2 del progetto di legge modifica l’articolo 71-sexies l.d.a. ampliandone la portata: l’utente di reti peer-to-peer è autorizzato a riprodurre le opere scaricate per uso personale e senza scopo di lucro.

L’art. 2 del progetto di legge amplia anche il novero delle opere protette che l’utente può riprodurre: nelle reti peer-to-peer si scambiano principalmente fonogrammi e videogrammi, ma anche archivi contenenti opere creative in formati diversi (per es. testi).

Il progetto utilizza invece la tecnica della “licenza collettiva estesa” per autorizzare l’utente delle reti peer-to-peer a mettere a disposizione del pubblico le opere scambiate:

Le “licenze collettive estese”, utilizzate diffusamente e con grande successo nei paesi nordici, non incidono sulla natura (esclusiva) del diritto dell’autore e dei titolari di diritti connessi e sono espressamente considerate legittime dalla direttiva 2001/29/CE al considerando 18: sono infatti modalità di gestione dei diritti che non incidono sulla natura esclusiva dei diritti stessi.

L’art. 1 del progetto di legge stabilisce che gli enti di gestione collettiva (per esempio, la S.I.A.E.) gestiscano per conto degli aventi diritto la licenza dei diritti di messa a disposizione al pubblico maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente; tale licenza, secondo il dettato della proposta, può essere utilizzata dalle persone fisiche che pongano in essere attività di scambio e condivisione di archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro.

La S.I.A.E. e gli altri enti di gestione collettiva devono negoziarei termini della licenza con le rappresentative degli interessi degli utenti delle reti peer-to-peerche ne facciano richiesta.

La licenza negoziata dagli enti di gestione collettiva con le associazioni rappresentative degli interessi degli utenti viene quindi messa a disposizione di questi ultimi, che vi possono aderire.

La norma prevede che i titolari dei diritti possano optare di non autorizzare lo scambio di certe opere (se, per esempio, esse non hanno ancora esaurito il loro ciclo commerciale).

La licenza si estende ex lege alle opere di titolari dei diritti non iscritti alla S.I.A.E. od agli altri enti di gestione collettiva che partecipano all’accordo.

I titolari di diritti non iscritti agli enti di gestione collettiva che gestiscono i proventi delle licenze hanno facoltà di richiedere il corrispettivo per l’uso delle loro opere entro 3 anni dal momento dell’utilizzo rivolgendosi direttamente all’ente di gestione collettiva specificamente preposto a tale gestione.

L’art. 3 del progetto di legge indica i contenuti del regolamento che, e6 mesi dall’entrata in vigore della legge, dovrà essere emanato in attuazione di questa dal Ministro per i beni e le attività culturali.

4. Conclusione: un diritto d’autore equilibrato

Mentre gli anni recenti ci hanno abituato ad un processo di “deriva protezionistica” del diritto d’autore, questo progetto mira ad equilibrare la tutela degli interessi morali e materiali degli autori con il diritto di accesso alla cultura.

Il progetto, come si legge nella Relazione introduttiva, “armonizza il diritto d’autore con i principi costituzionali e di diritto umano trovando soluzioni adeguate a risolvere le contraddizioni del diritto d’autore mirabilmente sintetizzate dall’art. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

Infatti, se l’art. 27 comma II della stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 stabilisce che: “Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali che gli spettano in ragione delle produzioni scientifiche, letterarie ed artistiche delle quali sia autore”, il I comma dello stesso articolo 27 recita: “Ogni individuo ha diritto a partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, a godere delle arti ed a partecipare del progresso scientifico ed ai benefici che da questo risultino”.

La realtà del diritto d’autore, come storicamente attuato, vive nella contrapposizione dialettica tra questi due principi che devono essere attuati in modo diverso in diversi momenti storici alla luce delle concrete possibilità offerte dallo stato della tecnologia”.

© Marco Ciurcina, 2007 – Alcuni diritti riservati

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