05 MAR 1999
intervista

La situazione in Kosovo: ultimi sviluppi; Le violazioni dell'accordo tra l'emissario Usa Richard Holbrooke e il presidente jugoslavo Milosevic

INTERVISTA | di Artur Zheji - RADIO - 00:00 Durata: 1 sec
A cura di Luca Bruno
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La situazione in Kosovo: ultimi sviluppi; Le violazioni dell'accordo tra l'emissario Usa Richard Holbrooke e il presidente jugoslavo Milosevic.

"La situazione in Kosovo: ultimi sviluppi; Le violazioni dell'accordo tra l'emissario Usa Richard Holbrooke e il presidente jugoslavo Milosevic" realizzata da Artur Zheji con Antonio Russo (giornalista).

L'intervista è stata registrata venerdì 5 marzo 1999 alle 00:00.

Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Albania, Balcani, Crisi, Holbrooke, Jugoslavia, Kosovo, Milosevic, Minoranze, Nato, Rifugiati,
Serbia.

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  • Antonio Russo

    giornalista

    I segnali che si registrano in questi giorni non sono positivi. Continua la situazione drastica e abbastanza squilibrata di Kaçanik, la zona di confine con la Macedonia. Fino adesso negli ultimi due giorni circa 350 profughi sono andati verso Skopje, quantificandoli sembrerebbe che i profughi di 40 villaggi siano stati circa quattro mila che ora si stanno riversando in Macedonia, L'OCSE, ovvero gli osservatori internazionali sono abbastanza immobilizzati dalla possibilità di monitorare meglio la situazione frontaliera in quanto si trovano di fronte ad un ostracismo ostacolati dalle milizie serbe e dall'esercito serbo. Continuano gli scontri con i combattenti dell'UCK che si sono appostati in quest'area anche per prendere le difese dei profghi che cercano di scappare per Skopje. C’è un grosso movimento di carriarmati, Apg (veicoli armati di mitragliatori) e di truppe e tra l'altro sembra che questo abbia creato un intoppo all’uscita di Pristina per andare verso l'area di Mesecevo, in quanto la milizia ha bloccato il traffico e c'erano tutte le macchine degli osservatori e delle agenzie internazionali, erano tutti bloccati, c'erano circa 500 metri di fila e di macchine questo fa presagire dei movimenti e spostamenti tattici. Ieri ho incontrato dei profughi che stavano scappando in anticipo, in quanto avvisati che ci sarebbero stati degli scontri da parte dell'esercito serbo per cui la gente che vive nei villaggi nei dintorni di Vucitrn ha preferito scappare in anticipo con le poche cose che poteva prendere. Sembra che più si va avanti più si registrano aumenti di tensioni anche qui a Pristina. Sono due giorni che scatta l’allarme civile, non se ne capisce il motivo se è solo una scusa psicologica per aumentare la tensione o se invece è una serie di pove da mettere in atto nell'eventualità di un possibile attacco a Pristina. Nell'area di Gjilan anche, sempre confinante con la Macedonia, anche lì son registrati un assemblamento di carri armati e artiglieria pesante e ricordo che quell'area dovrebbe essere l'area di penentrazione nel momento in cui, se sarà firmato l'accordo.ci sarà l'ingresso delle forze della NATO all'interno del Kosovo. Non so se si possa considerare reale il fatto che Milosevic vuole fare la guerra alla NATO. Secondo me è che questi fatti siano più delle provocazioni di fronte ad una dioplomazia internazionale debole a fronte di questo problema. Anche perchè la stessa NATO non vuole essere implicata in un intervemto di forza che potrebbe scivolare in una guerra. In questo impeachment Milosevic gioca bene le sue carte, il problema su cui è incentrata tutta la discussione è capire qual è il prezo che lui chiede per poi dare corso a quello che ptorebbe essere lasciare il Kosovo alla sua autonomia. Uno dei punti di discussione probabili è la questione della Repubblica Serba di Pale e l'altra del punto caldo di Brcko , il famoso corridoio di passaggio tra Serbia e Croazia. Questo ptorebbe essere il prezzo da pagare da parte della NATO a fronte delle richeste di Milosevic. Staremo a vedere se queste supposizioni saranno esatte o se c'è qualcosa d'altro in gioco.