12 DIC 2003
intervista

"Dossier Corea: viaggio nel regime più isolato del Mondo" - presentazione del libro di Geri Morellini edito da Cooper e Castelvecchi (La Corea del Nord è il Paese più isolato del pianeta. La gente vive sigillata in una realtà folle, senza nessun contatto con il resto del mondo, in un clima allucinatorio che ricorda romanzi come "1984" di Gorge Orwell o, se cerchiamo esempi più recenti, il film "Matrix". Molti non sanno nulla addirittura di eventi come l' 11 settembre. Il Paese è ridotto alla fame. Più di sei milioni di abitanti, su una popolazione di circa ventidue vivono grazie agli aiuti umanitari della Comunità internazionale. Il regime spende però dal 20 al 40% del bilancio in armi, missili balistici, testate nucleari, tenendo il mondo intero sotto un drammatico ricatto. Dal 1948, con l' inizio della dittatura del "Grande Leader" Kim II Sung, quasi tutto è rimasto immutato. Non c'è alcun segno di opposizione, e un cambiamento dall'esterno appare improbabile. Le testimonianze dei ...

INTERVISTA | di Lanfranco Palazzolo - RADIO - 00:00 Durata: 0 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti

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"Dossier Corea: viaggio nel regime più isolato del Mondo" - presentazione del libro di Geri Morellini edito da Cooper e Castelvecchi (La Corea del Nord è il Paese più isolato del pianeta.

La gente vive sigillata in una realtà folle, senza nessun contatto con il resto del mondo, in un clima allucinatorio che ricorda romanzi come "1984" di Gorge Orwell o, se cerchiamo esempi più recenti, il film "Matrix".

Molti non sanno nulla addirittura di eventi come l' 11 settembre.

Il Paese è ridotto alla fame.

Più di sei milioni di abitanti, su una popolazione di circa ventidue vivono grazie agli aiuti
umanitari della Comunità internazionale.

Il regime spende però dal 20 al 40% del bilancio in armi, missili balistici, testate nucleari, tenendo il mondo intero sotto un drammatico ricatto.

Dal 1948, con l' inizio della dittatura del "Grande Leader" Kim II Sung, quasi tutto è rimasto immutato.

Non c'è alcun segno di opposizione, e un cambiamento dall'esterno appare improbabile.

Le testimonianze dei pochissimi profughi riusciti a scappare dalle torture nei gulag sono spaventose.

Su migliaia che hanno tentato la fuga oltre confine, solo poche decine sono riusciti a salvarsi.

Anche entrare in Corea del Nord è molto difficile.

Pochi hanno mai visto uno straniero.

Nessuno può muoversi senza la presenza fissa di una guida.

Il racconto e le testimonianze raccolti in questo libro sono per lo più frutto di fughe di nascosto, durante una visita diplomatica che ha permesso all'autore di entrare nei luoghi del potere e conoscere il pensiero della classe dirigente.

La "Sunshine Policy", questa politica di apertura diplomatica unicamente formale, ha però consentito al regime di violare ogni legge del diritto internazionale, dagli accordi di non proliferazione nucleare ai diritti umani, e di trattare persino gli Stati Uniti senza alcuna subordinazione.

La politica occidentale è a un bivio: stringere il regime con un embargo sempre più soffocante o agire in modo più deciso? Negoziare una distensione e un'apertura all'Occidente o inchiodare la Corea alle sue responsabilità? Tutte le strade sono difficili, e dagli esiti imprevedibili.).

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