22 OTT 2004
intervista

Gli ex ostaggi italiani sequestrati in Iraq per 56 giorni, Umberto Cupertino, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi (quest'ultimo ucciso durante la prigionia) "erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l'atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti". Lo scrive il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, in un provvedimento in cui aggiunge che le indagini sinora compiute "hanno consentito di accertare che era effettivamente vero quanto ipotizzato, subito dopo il sequestro dei quattro italiani in Iraq, che essi erano sul territorio di quel Paese in veste di mercenari, o quantomeno, di gorilla a protezione di uomini di affari in quel martoriato Paese"

INTERVISTA | di Alessio Falconio - RADIO - 00:00 Durata: 0 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti

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Gli ex ostaggi italiani sequestrati in Iraq per 56 giorni, Umberto Cupertino, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi (quest'ultimo ucciso durante la prigionia) "erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l'atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti".

Lo scrive il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, in un provvedimento in cui aggiunge che le indagini sinora compiute "hanno consentito di accertare che era effettivamente vero quanto ipotizzato, subito dopo il sequestro dei quattro italiani in Iraq,
che essi erano sul territorio di quel Paese in veste di mercenari, o quantomeno, di gorilla a protezione di uomini di affari in quel martoriato Paese".

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