05 DIC 2005
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Appello alla chiarezza sulla beatificazione di Giovanni Paolo II indirizzato al Vicariato di Roma

CONFERENZA STAMPA | - ROMA - 12:00 Durata: 0 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti

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Appello promosso da un gruppo di studiosi e docenti ''critici'' sul pontificato di Wojtyla: Jaume Botey, Casimir Martì e Ramon Maria Nogues (Barcellona), Josè Maria Castillo (San Salvador), Rosa Cursach (Palma de Mallorca), Casiano Floristan (Salamanca), Giovanni Franzoni, Filippo Gentiloni, Giulio Girardi e Josè Ramos Regidor (Roma), Martha Heizer (Innsbruck), Juan Josè Tamayo (Madrid).

Nell'appello vengono elencati sette punti particolarmente controversi del pontificato wojtyliano: ''la repressione e l'emarginazione esercitate su teologi, teologhe, religiose e religiosi mediante
interventi autoritari della Congregazione per la dottrina della fede.

La tenace opposizione a riconsiderare, alla luce dell'Evangelo, delle scienze e della storia, alcune normative di etica sessuale che, durante un pontificato di oltre 26 anni, hanno manifestato tutta la loro contraddittorieta', limitatezza e insostenibilita'.

La dura riconferma della disciplina del celibato ecclesiastico obbligatorio nella Chiesa latina, ignorando il diffondersi del concubinato fra il clero di molte regioni e celando, fino a che non e' esplosa pubblicamente, la devastante piaga dell'abuso di ecclesiastici su minori''.

L'appello denuncia anche ''il mancato controllo su manovre torbide compiute in campo finanziario da istituzioni della Santa Sede, e l'impedimento a che le autorità italiane potessero fare piena luce sulle oscure implicazioni dell'Istituto per le opere di religione (Ior, la banca vaticana) con il crack del Banco Ambrosiano''.

Cosi' come ''la riaffermata indisponibilita' del pontefice, e della Curia da lui guidata, ad aprire un serio e reale dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa cattolica romana'', e ''il rinvio continuo dell'attuazione dei principi di collegialita' nel governo della Chiesa romana, pur cosi' solennemente enunciati dal Concilio Vaticano II''.

Da ultimo si denuncia, ''l'isolamento ecclesiale e fattuale in cui la diplomazia pontificia e la Santa sede hanno tenuto mons.

Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, e l'improvvisa politica di debolezza verso governi - dal Salvador all'Argentina, dal Guatemala al Cile - che in America latina hanno perseguitato, emarginato e fatto morire laici, uomini e donne, religiose e religiosi, sacerdoti e vescovi che coraggiosamente denunciavano le 'strutture di peccato' dei regimi politici dominanti e dei poteri economici loro alleati''.

Su tutti questi aspetti, coloro che danno una ''valutazione negativa'' dell'operato di Giovanni Paolo II, sono invitati dai firmatari dell'appello a fornire la loro testimonianza al Vicariato di Roma, superando ''la ritrosia e la timidezza'', e ''ad esprimere formalmente, con liberta' evangelica, fatti che, secondo le loro conoscenze e i loro convincimenti, dovrebbero essere d'ostacolo alla beatificazione''.

presso l'agenzia ADISTA, via Acciaioli 7.

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