13 GIU 2002

Vertice Fao: Conferenza stampa conclusiva di Silvio Berlusconi e Jacques Diouf

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Berlusconi esorta l’occidente a ‘non chiudere gli occhi’ e si impegna a sollecitare gli interventi dell’UE e G8.

Diouf soddisfatto dell’esito del vertice.

Roma, 13 giugno 2002 – "I paesi occidentali non possono chiudere gli occhi davanti all’incremento della popolazione mondiale nei paesi in via di sviluppo".

Così Silvio Berlusconi ha esordito nella conferenza stampa che ha concluso il vertice Fao a Roma.

"La povertà – ha ammonito il premier - può portare a fondamentalismi" poiché "un uomo affamato è un uomo disperato e pericoloso".

Il premier ha promesso un impegno fattivo
dell’Italia che "finora ha fatto poco", non solo con gli interventi diretti del governo, ma anche con l’impegno di promuovere iniziative concrete al prossimo vertice europeo di Siviglia ed anche in sede G8.

Diouf soddisfatto Da parte sua il direttore generale della Fao, Jacques Diouf ha rivendicato gli esiti positivi del vertice di Roma.

"Non è vero che non ci sono risultati dopo questo vertice, non è stato inutile" ha sottolineato evidenziando anzitutto che per la prima volta si sia registrata la partecipazione di tutti paesi nel mondo.

"E' la prima volta - ha ulteriormente aggiunto - che in un vertice siamo stati in grado di organizzare incontri da cui sono scaturiti progetti concreti per il futuro" a partire dal tema della sicurezza alimentare.

Importanti per il direttore della Fao anche che nel vertice si sia parlato di donne nell’attività agricola, della qualità dei prodotti, dello sviluppo agricolo nelle zone montagnose.

In particolare, da parte di Diouf il ringraziamento all’Italia per il contributo di 100 milioni di Euro promesso dal premier italiano.

Berlusconi: Cancellare debito, si ma...

Quanto al Presidente del Consiglio, la strategia dei paesi occidentali non può ridursi alla mera cancellazione del debito, ma va accompagnata da altri impegni.

Anzitutto l'aumento della quota del Pil che deve essere destinata ai paesi in via di sviluppo: "Abbiamo assunto con gli altri paesi europei l'impegno a portare gli aiuti allo 0,39% del Pil entro quattro anni".

"Nei confronti di certi paesi - ha inoltre aggiunto Berlusconi - non è conveniente la strategia della cancellazione del debito, perché in certi casi alcuni ritengono di non doverli mai restituire".

In questi casi, per il premier è meglio "convertire", attraverso l'attuazione di "singoli target", come costruire "una strada, o un ospedale".

In ultima istanza, per il premier "ciascun paese deve cominciare a non chiedere elemosine, ma ad aiutarsi da solo".

Cruciale l'acqua, non biotech Secondo Jacques Diouf più che parlare di biotecnologie il problema per i paesi poveri è quello dell'acqua.

"Solo il 7% delle terre in Africa è arabile" - ha detto il direttore generale della Fao, aggiungendo che la priorità è dunque "il controllo dell'acqua per irrigare le terre".

Dunque, non è cruciale la battaglia le biotecnologie, dal momento che per gli aiuti agli agricoltori si possono anche usare le sementi non prodotte con le biotecnologie e già disponibili.

Le tecnologie, al contrario, possono divenire importanti, ad esempio, per le attività successive al raccolto.

Ogm, libertà per i consumatori Anche Berlusconi ha invitato a non estremizzare le questioni concernenti l'uso delle biotecnologie e gli Ogm, esortando a non ignorare i miracoli ottenuti con i semi modificati, il risultato dei raccolti, il miglioramento irrigazione, la cacciata degli insetti dannosi.

"Bisogna stare attenti - ha sottolineato - ma non si può fermare la tecnologia".

Quanto ai consumatori, essi dovranno essere informati e dovrà essere consentito loro di "decidere in piena libertà", ma la loro libertà di rifiutarli "non può sovrapporsi a quella di chi vuole Ogm" ha concluso il premier.

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