28 GIU 2002

Marco Biagi: Conferenza stampa di Sergio Cofferati, Un complotto contro la Cgil

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 32 min 17 sec

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Sergio Cofferati, leader della Cgil, annuncia che presenterà un esposto alla magistratura e avverte: anche noi siamo vittime e non solo del terrorismo, ma di una continua campagna di aggressione che parte da alcuni esponenti del GovernoRoma 28 giugno 2002 - "La vera ragione per cui stanno succedendo questi fatti è che la Cgil è presa di mira in quanto organizzazione".

Non ha dubbi Sergio Cofferati, chiamato in causa dalle presunte lettere di Marco Biagi come colui che minacciava il professore autore del libro bianco sulle riforme del lavoro."Spero che saranno i magistrati" - ha proseguito
Cofferati - "a dire la verità.

La Cgil è bersaglio dei terroristi così come lo è stato Biagi, e noi presentermo un esposto nel quale verranno ricostruiti i fatti terroristici contro di noi e le vergognose operazioni di aggressione poste in essere da più parti".La Cgil dentro un complotto?"Non c'è dubbio che con questa operazione si è inteso attaccare tutta l'organizzazione, e non soltanto la mia persona" - ha precisato il segretario - "perché siamo gli unici che mantengono vivo il conflitto sociale, ma è proprio qui il punto"."Si vuole creare l'idea che esercitare il libero esercizio delle nostre idee sia un reato e dia il 'La' a violenze" - ha affermato ancora - " ricordando che queste posizioni sono state espressa da esponenti del Governo "da Berlusconi ai suoi ministri ".

Più avanti rispondendo alle domande della stampa il leader della Cgil ha parlato di "chiara responsabilità politica" da parte di esponenti governativi che hanno dato vita ad una "aggressione sistematica" nei confronti della Cgil, rea di rifiutare il confronto col Governo sulla riforma del mercato del lavoro. "Queste cose" - ha concluso - "sono affermazioni che creano problemi enormi per le condizioni di civiltà di questo paese e che noi non accetteremo mai".Nessuno parla delle scorte"A Biagi la scorta è stata tolta il 3 ottobre" - ha detto Cofferati - "giorno in cui è venuto a Roma a presentare il libro bianco.

Perché" - ha chiesto - "nessuno dice che non c'è stato un solo esponente del governo che ha fatto accenno alla richiesta di scorta che Biagi aveva avanzato nelle lettere? Perché questo tema è stato derubricato negli ultimi tempi?" E poi ancora: "Qualcuno ha attribuito a me delle minacce verso Biagi che io non ho neanche immaginato, quando invece a riferirgli queste cose pare sia stato qualcuno di sua stimata fiducia".Cosa farà l'Ulivo adesso?"Innanzitutto" - ha chiarito - "debbo dire che ho ricevuto la solidarietà di tutti gli esponenti della mia parte politica.

Adesso però il problema è un altro.

Se io fossi in parlamento chiederei conto al governo di questa storia della mancata protezione di Biagi e delle gravissime affermazioni fatte contro di noi da alcuni ministri".Il problema nasce da lontanoLe persone che spaventano Biagi, sostiene Cofferati, lo fanno in tempi non sospetti.

"E' nel periodo di luglio del 2001 che lo fanno quando" - ha affermato Cofferati - "non c'era nessun sentore di scontro e quando Biagi non aveva ancora scritto nulla sull'art.18.

Questo perché" - ha specificato il segretario - "sul libro bianco non si parla dell'art.18.

Quello viene dopo"."Quando Biagi collaborava coi governi precedenti non ricordo personalmente di aver mai avuto rapporto con lui sulle materie di consulente per cui era utilizzato" - ha affermato Cofferati - "non ricordo elementi di polemica, l'unico atto negoziale e che personalmente ho firmato è il patto che introduceva le norme per la gestione dell'anno giubilare a roma, ed è stato commentato positivamente".Da dove vengono le lettere?"Adesso toccherà alla magistratura" - ha spiegato Cofferati - "spiegarci da dove vengono queste lettere, come sia possibile che quelle della procura di Bologna, dove non si fa il mio nome, siano diverse da quelle che vanno in giro.

Chi le ha manomesse.

E come è possibile che lettere così gravi non siano state consegnate alla procura da chi le ha ricevute?".

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