28 GIU 2002

Regione Toscana: Convegno su «Rai e Territorio» (Baldassarre attacca Santoro)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 5 ore 9 min

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Nel dibattito sulla Rai promosso dalla regione Toscana, arriva un duro attacco di Baldassarre a Santoro: "Una informazione di questo tipo la trovo benissimo in Venezuela, non in un paese democratico".Firenze, 28 giugno 2002 - La regione Toscana ha promosso un convegno dal titolo "La Rai e il territorio.

L'emittenza pubblica radiotelevisiva al servizio delle autonomie", all'interno del quale due tavole rotonde hanno rispettivamente trattato del rinnovo del contratto di servizio fra la Rai e il governo e del rapporto del servizio pubblico radiotelevisivo con le istituzioni locali.Ospite della
manifestazione è stato il presidente dell'azienda pubblica radiotelevisiva, Antonio Baldassare che nel suo intervento oltre a parlare del nuovo assetto dell'azienda che vorrebbe totalmente svincolata dalla politica, ha affrontato anche la questione di stretta attualità: il caso di Biagi e Santoro.

Se il presidente ha voluto rassicurare che entrambi continuano a far parte della Rai, ha però tenuto ad operare un distinguo: "Posto che nessuno dei due è stato estromesso dai palinsesti, se Biagi è un patrimonio essenziale dell'azienda, per Santoro Baldassarre ha parlato di "caso diverso": "Vorrei che lavorasse per la Rai, ma che lo facesse nel rispetto delle regole come in qualsiasi paese democratico".

(Ascolta queste dichiarazioni)Il rispetto delle regoleA supporto della propria tesi, il presidente della Rai ha portato la trasmissione Sciuscià nella quale il noto conduttore ha contrapposto Rutelli al giornalista Pierluigi Battista: "Non si possono fare trasmissioni in cui si invita il leader di una parte politica e lo si pone in contraddittorio un giornalista di cui si presumne qualche simpatia per il centrodestra" ha sottolineato Baldassarre invocando il sistema americano dove la scelta di mettere a confronto due esponenti di diverso peso politico, viene considerata una grave violazione delle regole.

"Un dibattito così organizzato - ha incalzato Baldassarre - non ha nulla di democratico".

Santoro non può fare informazione 'venezuelana' "Santoro non può pensare che la Rai, essendo servizio pubblico, possa permettere che si facciano trasmissioni in cui domina la parzialità e la faziosità", poichè tutto ciò "non è tollerabile in un paese civile, in un paese democratico"."Una informazione di questo tipo la trovo benissimo in Venezuela dove si possono trovare tante trasmissioni come quelle di Santoro, ma non in un paese democratico e questo - ha concluso - Santoro se lo deve mettere in testa".Baldassarre chiede tempo e fiducia"Io non voglio avere un cda litigioso" - ha detto il presidente della Rai - "voglio che abbia un potere di controllo reale.

Ci vuole armonia.

Non ha più senso questa diarchia partitica fra direzione generale e presidenza, figlia della lottizzazione"."Sono d'accordo sul territorialismo" - ha aggiunto - "in due mesi abbiamo ridato un'immagine meno romanocentrica al tg1, che per questo motivo al nord aveva perso consensi, ora abbiamo risuperato il tg5.

La Rai" - ha rimarcato - "non può più scimmiottare Mediaset"."E poi basta" - ha concluso - "con questa separazione fra consiglio e direttore generale che crea un impasse nel processo decisionale.

Noi cercheremo di cambiare tutto questo.

Ma dovete darci tempo e soprattutto fiducia".In precedenza Claudio Petruccioli, presidente della commissione di vigilanza Rai in parlamento, aveva detto che: "L'immagine e il prestigio degli organi della Rai dipendono anche dal modo in cui si risolverà questa questione di Biagi e Santoro, perché" - ha spiegato - "è vero che i problemi sono altri, ma l'iniziativa di volerli mandare via è partita da un comando dal presidente del consiglio dalla Bulgaria, e quindi tanto secondaria come questione non deve essere".Entrambi si sono comunque trovati d'accordo nell'affermare che il contratto di servizio che deve essere rinnovato da lunedì prossimo entro la fine dell'anno "non è però l'alternativa delle legge di riforma.

Che va fatta e al più presto".Regionalismo e internazionalitàSia Chiara Boni, assessore alla comunicazione della regione Toscana sia Angela Buttiglione, nuovo direttore del TGR, si sono dette d'accordo a creare una Rai che debba proiettare le regioni a livello nazionale e non regionalizzarsi, anche con una raitre, come chiesto da più parti, di tipo 'federale'.

Termine, questo, che però non piace alla Buttiglione che anzi ha precisato il suo concetto di informazione locale: "L'informazione regionale è qualcosa che intendo come un'informazione che dia le notizie che si generano sul territorio, ma che dia anche quelle che si sviluppano fuori e che interessano la regione.

Da Bruxelles ai Balcani al mediterraneo".In questo senso anche Antonio Marano, neo direttore di Raidue, ed ex direttore di Streamnews, sviluppa il suo concetto: "Il territorio non è solo informazione politica è un valore aggiunto dell'esperienza e io lo valorizzerei più dal punto di vista economico e dei mercati".GlocalMarano riassume la sua visione della nuova comunicazione con la sigla Glocal, dal locale al globale, lì dove è necessario "Valorizzare il locale verso l'esterno.

Dare servizi puntando sulle nuove tecnologie digitali terrestri, sulla tematizzazione e canali satellitari interattivi", in modo da fornire un servizio che parta dalla cultura e si serva della tecnologia.Giancarlo Innocenzi, poi, sottosegretario alle comunicazioni, ha voluto anche sottolineare quello che secondo lui è l'aspetto più preoccupante alla base del logoramento Rai: "la perdita del contatto diretto con la gente".Più territorio deve equivalere anche a più qualità"Non è detto che fare televisione territoriale sia però più interessante" - ha detto Omar Calabrese, professore di scienza della comunicazione dell'università di Siena.

"Guardate l'esempio della Spagna" - ha precisato - "la regione Andalusia spende poco e fa della televisione che non guarda nessuno.

Fare così non seve a niente.

E poi" - ha aggiunto - "un conto è valorizzare l'identità locale, ma attenzione a non perdere di vista le realtà e i problemi sociali del territorio".Sempre sulla qualità, Angela Buttiglione ha detto che "questa non può prescindere dall'autonomia e dalla responsabilità che dobbiamo dare ai giovani giornalisti e alle figure professionali locali".

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  • Riccardo Nencini presidente Conferenza presidenti Consigli regionali

    <strong><em>Introduzioni</em></strong>
    0:00 Durata: 16 min 29 sec
  • Omar Calabrese Scienza della comunicazione, Universita' di Siena

    0:16 Durata: 22 min 1 sec
  • I° tavola rotonda: quale contratto di servizio per le regioni?

    0:38 Durata: 1 ora 8 min
  • Giuseppe Scarcia Corecom

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:38 Durata: 4 min 15 sec
  • Chiara Boni assessore alla comunicazione regione Toscana

    0:43 Durata: 8 min 54 sec
  • Angela Buttiglione direttore tgr

    0:52 Durata: 17 min 20 sec
  • Antonio Marano direttore Raidue

    1:09 Durata: 10 min 24 sec
  • Angela Buttiglione

    1:22 Durata: 4 min 4 sec
  • Chiara Boni

    1:27 Durata: 1 min 10 sec
  • prof. Rolando segretario generale Conferenza dei Consigli regionali

    1:30 Durata: 6 min 25 sec
  • II° tavola rotonda: "Stato regioni, governo e parlamento, una Rai nel pluralismo istituzionale"

    1:47 Durata: 1 ora 15 min
  • Pierluigi Magnaschi direttore ANSA

    <strong><em>Indice degli interventi</em></strong>
    1:47 Durata: 6 min 42 sec
  • Giancarlo Innocenzi sottosegretario alle comunicazioni

    1:53 Durata: 13 min 34 sec
  • Claudio Petruccioli presidente della commissione di vigilanza Rai

    2:08 Durata: 14 min 39 sec
  • Antonio Baldassarre presidente della Rai

    2:23 Durata: 31 min 21 sec
  • Pierluigi Magnaschi

    2:54 Durata: 2 min 33 sec
  • Riccardo Nencini

    2:56 Durata: 6 min 1 sec